Integratori di caffeina: benefici e controindicazioni

Gli integratori di caffeina aiutano a migliorare la concentrazione, diminuiscono il senso di affaticamento e favoriscono la perdita di peso

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere

Cos’è la caffeina e dove si trova

La caffeina è una sostanza naturale prodotta da diversi vegetali per proteggersi contro agenti patogeni, per difendersi dagli erbivori e per inibire la germinazione dei semi nei pressi della pianta madre. Chimicamente si tratta di una metilxantina, cioè una xantina metilata, molecole che appartengono alla famiglia degli alcaloidi, presenti in quantità considerevoli in un numero limitato di specie botaniche.

La caffeina, in particolare, si trova soprattutto nei semi del caffè (Coffea arabica, Coffa canephora),
del guaranà (Paullinia cupana) e della cola (Cola acuminata) e nelle foglie di mate (Ilex paraguanensis) e del tè (Camellia sinesis).

La caffeina è uno tra i più noti stimolanti del sistema nervoso centrale e la sua assunzione è dunque in grado di ridurre il senso di fatica, aumentare il livello di vigilanza, incrementare il metabolismo basale e inibire il senso di fame.

L’utilizzo di sostanze in grado di stimolare il sistema nervoso centrale è diffuso fin da tempi antichi. Si ritiene infatti che già nel neolitico si consumassero droghe contenenti metilxantine come la caffeina. Inizialmente i semi, le foglie e le cortecce venivano masticate o lavorate per ricavare paste; più avanti, si iniziò a estratte le metilxantine per infusione delle varie parti di piante, fino ad arrivare a ricavare bevande come il caffè, il tè, il mate. Ancora più tardi, la caffeina e altre metilxantine estratte da vegetali o sintetizzate in laboratorio, hanno iniziato a essere utilizzate per produrre integratori alimentari e bevande energetiche.

Proprietà e benefici

La caffeina è una sostanza di origine naturale con proprietà stimolanti, toniche, antiossidanti e antinfiammatorie e la sua assunzione moderata presenta diversi benefici per la salute.

La caffeina e le altre metilxantine sono caratterizzate da un rapido assorbimento nel tratto gastrointestinale, che in genere avviene entro quarantacinque minuti dall’assunzione, sia che la caffeina venga somministrata all’interno di bevande che sotto forma di integratore alimentare. Una volta assorbita, la caffeina si diffonde nei liquidi all’esterno e all’interno delle cellule ed è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica, raggiungendo i recettori bersaglio cui si lega.

A livello del sistema nervoso centrale, l’interazione tra la caffeina e i recettori dell’adenosina portano a un miglioramento dell’attenzione e della concentrazione e a una diminuzione del senso di fatica già a dosaggi pari a 100-200 milligrammi. Il consumo moderato di caffeina può essere utile anche per combattere la cefalea, attenuare l’affaticamento durante l’esercizio fisico intenso e presenta proprietà neuroprotettive che aiutano a migliorare e a preservare le funzioni cognitive.

Oltre all’azione sul sistema nervoso centrale, la caffeina esercita il proprio effetto anche in altri distretti dell’organismo. A livello del cuore, ad esempio, aumenta la frequenza cardiaca e la forza di contrazione, mentre sull’apparato respiratorio ha proprietà spasmolitiche e bronco-dilatanti, anche se meno marcate rispetto alla teofillina, una metilxantina presente nel cacao. L’assunzione di caffeina può inoltre stimolare la secrezione gastrica e la diuresi, favorendo così i processi digestivi e l’eliminazione di scorie e liquidi in eccesso.

Per quanto riguarda il metabolismo lipidico, la caffeina stimola la termogenesi con aumento del metabolismo corporeo, il che la rende potenzialmente utile nel controllo del peso corporeo. Gli integratori a base di caffeina, come ad esempio quelli che contengono caffè verde, sono infatti spesso consigliati per favorire la riduzione del peso nelle diete ipocaloriche. Infine, la caffeina avrebbe anche un effetto antidiabetico.

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Controindicazioni, effetti collaterali e interazioni

L’assunzione di caffeina fino a 300-400 milligrammi al giorno, nelle persone adulte e senza problemi di salute, è considerata sicura ed è improbabile che si verifichino effetti collaterali di rilievo.

A dosaggi superiori o nelle persone sensibili, però, la somministrazione di caffeina può provocare diversi effetti negativi cardiovascolari e comportamentali. I sintomi includono ansia, agitazione, disturbi del sonno, aritmie cardiache, palpitazioni e disturbi gastrointestinali.

Concentrazioni plasmatiche di caffeina superiori a 15 mg/L possono portare a tossicità acuta o cronica nota come “caffeinismo”, che include sintomi quali irrequietezza, tremori, convulsioni.

Il pericolo della caffeina è legato alla diffusione della sostanza in farmaci, integratori, bevande energetiche e prodotti dietetici che può determinare una frequenza di assunzione di caffeina elevata, spesso difficile da calcolare.

Atleti e sportivi, bambini, adolescenti e donne in gravidanza dovrebbero porre particolare attenzione al consumo di caffeina, evitando di ricorrere a integratori che contengono questa sostanza.

Infine, gli integratori contenenti caffeina possono aumentare gli effetti di altre sostanze dall’azione simile e ridurre invece l’effetto di integratori e terapie dall’azione calmante e rilassante.

Fonti:

Current Neuropharmacol

Frontiers Psychiatry

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