Arnica

E’ una pianta erbacea con il fusto semplice o appena ramificato. Cresce nei prati e nei pascoli dalla zona montana a quella alpina (al disopra dei 1000 m), non scende a sud oltre l’appennino settentrionale. I fiori si raccolgono scegliendo quelli appena aperti in giugno-luglio, la raccolta del rizoma è vietata essendo l’arnica una specie protetta.

Le popolazioni dell’Alta Savoia l’adoperano come tabacco da pipa. Curiosamente si dice che un po’ di tintura d’arnica portata addosso in un flaconcino tolga il vizio anche al più incallito fumatore. E’ chiamata popolarmente erba delle cadute per la sua validità a risolvere ecchimosi e edemi conseguenti a contusioni e slogature.

L’estratto dei fiori mescolato a miele è un efficace rimedio nel trattamento dell’acne e dei foruncoli. Le preparazioni d’arnica sono utilizzabili solo per uso esterno, non vanno applicate vicino agli occhi, alla bocca, ai genitali, su pelli delicate ed escoriate, sulle ferite e sulla pelle dei bambini piccoli. L’estratto oleoso ottenuto macerando i fiori in olio d’oliva è efficace nei massaggi anticellulitici.
 

Altri nomi:   Tabacco di montagna 
Parti usate:   fiori e rizoma 
Principi attivi:   olio essenziale, tanini 
Proprietà:   rubefacente, antiecchimotica

  • uso esterno

Fiori
Per contusioni e slogature
Tintura: 10 g in 100 ml d’alcool di 70° (a macero per 5 giorni). Avvertenza importante per l’uso: La tintura non va mai impiegata pura, ma diluita cinque volte con acqua o acqua e glicerina. Con questa soluzione s’imbevono compresse che vanno applicate sulla parte slogata o contusa. Cambiare la compressa tre-quattro volte al giorno interrompendo al primo sintomo d’irritazione. Sulla tintura d’arnica va posta ben chiara l’indicazione dell’uso esterno con la scritta "veleno" ben evidente. 

Arnica