Gramigna per eliminare i liquidi in eccesso e combattere la cellulite

Pianta infestante nota anche con la denominazione di grano selvatico, la gramigna è considerata uno dei migliori diuretici naturali

Quando si parla della gramigna si inquadra una pianta infestante appartenente alla famiglia delle Graminaceae. Detta anche grano selvatico, si contraddistingue per diverse proprietà che è bene conoscere. Tra queste è possibile citare l’azione antinfiammatoria, ma anche la capacità di favorire la diuresi.

Per questo beneficio è necessario fare riferimento al rizoma della pianta, conosciuto con il nome di stolone. I rizomi della gramigna sono a loro volta contraddistinti dalla presenza di una sostanza nota con il nome di tricitina. Quest’ultima è responsabile della forte efficacia diuretica della pianta.

Tornando un attimo all‘efficacia antinfiammatoria – frutto della presenza di sostanze come i polifenoli – ricordiamo che può risultare cruciale nella prevenzione delle infezioni a carico dell’apparato urinario. Come sottolineato dagli esperti di Humanitas, la gramigna è considerata una delle migliori alleate contro cistite e disuria.

I motivi per cui vale la pena provare la gramigna non finiscono certo qui! Questa pianta – le specie più diffuse sono l’Agropyrum repens e il Cynodon dactylon – è infatti spesso consumata sotto forma di infuso con un fine estetico molto specifico, ossia la prevenzione della cellulite.

Come poca fa accennato, la gramigna è nota per la sua portentosa efficacia diuretica. In virtù di questa peculiarità, gli esperti consigliano di evitarne l’assunzione in caso di patologie renali. Lo stesso vale nell’eventualità di edemi dovuti a insufficienze cardiache o renali. Si raccomanda inoltre di astenersi dal consumo di gramigna anche durante la gravidanza e nei mesi dell’allattamento al seno.

Il principale punto di riferimento per togliersi i dubbi rimane in ogni caso il medico curante, anche in virtù del fatto che l’assunzione di questa pianta può interferire con gli effetti dei farmaci diuretici, causando, di riflesso, squilibri di natura elettrolitica.

Se non ci sono controindicazioni si può tranquillamente introdurre questa pianta – nota anche come grano selvatico in virtù delle caratteristiche visive delle sue spighe – nella dieta quotidiana. Per quanto riguarda le alternative per consumarla, abbiamo già citato l’infuso.

Da non trascurare è pure la possibilità di preparare un ottimo decotto partendo dalle radici, che devono essere lasciate essiccare e fatte bollire per circa un minuto. Concludiamo facendo presente che tra le alternative per consumare la gramigna ci sono anche gli integratori in capsule reperibili presso la propria erboristeria di fiducia.

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