Dieta ricca di vitamina D: perdi peso e ti rafforzi

La vitamina del sole, dati scientifici alla mano, è a dir poco preziosa per la salute

Nota anche come vitamina del sole, la vitamina D è liposolubile e viene sintetizzata naturalmente dal nostro corpo quando è esposto alla luce naturale. Per essere precisi bisognerebbe parlare di pro-ormone costituito da cinque diverse vitamine (D1, D2, D3, D4 e D5).

I suoi benefici sono numerosi. In questo novero è possibile citare la regolazione dell’assorbimento di calcio e fosforo, così come l’ottimizzazione dell’efficienza del sistema immunitario. Ricordiamo altresì che la vitamina D può aiutare molto chi punta a perdere peso e a prevenire le patologie cardiovascolari.

Sono diverse le testimonianze scientifiche al riguardo. Tra queste è possibile includere uno studio del 2009, portato avanti da un’equipe attiva presso l’Università di Cambridge. Il lavoro scientifico in questione, i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine del British Journal of Nutrition, ha preso in considerazione di dati di un campione di 73 donne in sovrappeso (età media pari a 43 anni).

A seguito della somministrazione di supplementi a base di calcio e vitamina D è stato possibile individuare al follow up una riduzione della massa grassa maggiore rispetto a quella riscontrata nelle pazienti trattate con il placebo.

Per quel che concerne gli effetti sulla salute cardiovascolare, è interessante citare è un altro studio scientifico risalente sempre al 2009. Condotto da team di esperti di diverse realtà accademiche tedesche e pubblicato sulle pagine del The American Journal of Clinical Nutrition, si è basato sul reclutamento di 200 soggetti in sovrappeso. A fronte della somministrazione di vitamina D, è stato possibile notare una riduzione significativa di diversi marcatori di rischio di patologie cardiovascolari.

Un altro aspetto da approfondire quando si parla di dieta ricca di vitamina D riguarda l’influenza positiva sul sistema immunitario. Anche in questo caso la scienza si è pronunciata più volte. Degno di nota a tal proposito è uno studio giapponese del 2010.

Condotto da un’equipe scientifica della Jikei University School of Medicine (Giappone), ha permesso di scoprire – a seguito del monitoraggio delle condizioni di 187 bambini – che la supplementazione di vitamina D è in grado di favorire la prevenzione dell’influenza A.

Chiariti questi aspetti, è naturale chiedersi quali siano le principali fonti alimentari di vitamina D. Tra le principali è possibile citare il salmone, il tuorlo d’uovo, il latte e lo yogurt fortificati. Per quel che concerne invece i dosaggi di vitamina D consigliati quotidianamente, rammentiamo che molto si basa sui livelli sierici di pro-ormone di ogni singolo individuo.

Il fabbisogno quotidiano di vitamina D varia anche a seconda dell’età. Le linee guida internazionale parlano infatti di 600 UI dall’infanzia fino ai 70 anni. Concludiamo facendo presente che, prima di intervenire sull’apporto di questo pro-ormone, è opportuno consultare il proprio medico di fiducia. 

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