Dieta chetogenica: tieni a bada colesterolo e trigliceridi

Dati scientifici alla mano, ridurre i carboidrati aiuta a controllare alcuni valori fondamentali per la salute cardiovascolare

La dieta chetogenica, al centro dell’attenzione scientifica da molti anni, è legata a diversi benefici. Tra questi citiamo l’influenza sui livelli del colesterolo e su quelli dei trigliceridi, con ovvie conseguenze positive per la salute cardiovascolare.

Per quanto riguarda il primo dei due benefici ricordiamo che, per essere precisi, si dovrebbe parlare di aumento dei livelli di colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità), il cosiddetto colesterolo buono.

Come mai la dieta chetogenica influisce sui suoi valori? Il motivo è molto semplice: gli schemi alimentari a basso contenuto di carboidrati sono contraddistinti dalla presenza di numerose fonti di acidi grassi essenziali (p.e. gli omega 3), nutrienti fondamentali per tenere sotto controllo il colesterolo cattivo.

La scienza si è più volte soffermata sugli effetti dell’assunzione di acidi grassi essenziali e non solo sui lipidi sierici e sui livelli di colesterolo. Degna di nota a tal proposito è una meta-analisi risalente al 1992 e portata avanti da un team di esperti dell’Università di Maastricht.

Gli esperti in questione hanno preso in esame i dati di 27 studi scientifici, scoprendo che gli acidi grassi hanno, rispetto ai carboidrati, effetti maggiormente positivi sui livelli di colesterolo buono HDL.

Come sopra ricordato, tra i vantaggi della dieta chetogenica rientra anche il decremento dei trigliceridi. In questo caso, è opportuno fare presente che, tra i principali fattori causali che portano al loro aumento nei soggetti sedentari, rientra l’eccessivo apporto di carboidrati, soprattutto di fruttosio (ossia il carboidrato contenuto nello zucchero bianco che utilizziamo in cucina ma anche nel miele).

Anche in tale frangente la scienza fornisce delle prove concrete. Interessante in merito è uno studio condotto nel 2006 da un team di esperti del Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università del Connecticut.

L’equipe appena citata, partendo con l’intenzione di determinare gli effetti della restrizione alimentare dei carboidrati sul metabolismo delle lipoproteine, ha reclutato 29 soggetti di sesso maschile. A un follow up di 12 settimane, è stato possibile notare una drastica riduzione del colesterolo LDL plasmatico e dei trigliceridi (ma anche del peso e del grasso addominale).

Si potrebbe andare avanti ancora tanto a elencare i benefici della dieta povera di carboidrati! In questo novero è chiaramente possibile includere la diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue. Utile anche quando si tratta di tenere sotto controllo l’ipertensione, la dieta chetogenica andrebbe iniziata solo dopo aver chiesto consiglio al proprio medico di fiducia e gestita sotto stretto controllo di un esperto di scienze dell’alimentazione.

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