Coriandolo: proprietà, come si usa e come coltivarlo

Meno conosciuto di altre erbe aromatiche e spezie, ma assolutamente da scoprire: ecco tutto quel che c’è da sapere sul coriandolo e le sue proprietà.

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

Il coriandolo è un’erba aromatica e una spezia che si utilizza in cucina per insaporire e in erboristeria per le sue proprietà terapeutiche. La pianta del coriandolo, il cui nome botanico è Coriandrum sativum, è originaria di Africa settentrionale e della regione mediterranea orientale e appartiene alla famiglia delle Umbrelliferae o Apiaceae, la stessa di altre specie usate a scopo alimentare e curativo come cumino, anice verde, finocchio, aneto, prezzemolo, carota e sedano.

Il coriandolo è una specie annuale che può crescere fino a raggiungere i 50-70 centimetri di altezza sviluppando fusti eretti e ramificati su cui crescono foglie incise e odorose. La fioritura del coriandolo avviene all’inizio dell’estate: i fiori sono minuscoli, bianchi e raggruppati in ombrelle all’apice dei fusti. Dopo la fioritura si sviluppano i frutti, diacheni contenenti un solo seme. Del coriandolo, in cucina si utilizzano le foglie mentre in erboristeria e fitoterapia vengono impiegati i frutti, impropriamente chiamati semi.

Proprietà e benefici

I frutti di coriandolo sono ricchi di olio essenziale responsabile delle proprietà e dei benefici di questo rimedio naturale. Il coriandolo vanta infatti proprietà aromatizzante, digestiva, antispasmodica e antisettica. I frutti del coriandolo sono dunque utili soprattutto in caso di disturbi digestivi poiché contrastano inappetenza, sensazione di eccessiva pienezza, accumulo di gas a livello gastrointestinale, coliche, gonfiore e dolore addominale e flatulenza. Il consumo abituale di frutti di coriandolo nella dieta aiuta anche a regolare i livelli di colesterolo LDL e di glicemia.

L’olio essenziale di coriandolo, estratto in corrente di vapore dai frutti, oltre alle proprietà digestive ha anche azione antisettica e antidolorifica. Esternamente si utilizza contro infezioni della pelle e micosi e per massaggi per alleviare dolori muscolari, articolari e reumatici. L’olio essenziale è attivo anche contro infezioni virali e batteriche a carico dell’apparato digerente, respiratorio e urinario. Diffusa nell’ambiente, l’essenza di coriandolo ha azione tonica contro l’eccessiva stanchezza e l’affaticamento fisico e mentale.

Come usarlo

Il coriandolo è un’erba aromatica e una spezia usata tradizionalmente nella cucina mediorientale, che impiega i frutti per insaporire piatti a base di carne e per preparare miscele di spezie come il curry e salse come la tajine. In generale, i frutti contusi di coriandolo sono ottimi per conferire un tocco orientale a piatti di carne e pesce, verdure e legumi. Il sapore del coriandolo si sposa bene soprattutto con melanzane, peperoni e zucchine, funghi, patate e lenticchie. Le foglie del coriandolo, inoltre, sono utilizzate insieme al cumino per preparare i falafel, squisite polpette a base di ceci e spezie.

I frutti del coriandolo sono utilizzati anche in erboristeria e fitoterapia per le proprietà digestive e carminative. Il coriandolo può essere assunto sotto forma di tisana, da preparare con un cucchiaio di frutti macinati in acqua bollente, da lasciare in infusione per un quarto d’ora. La tisana alcoriandolo può essere consumata diverse volte al giorno: mezzora prima dei pasti per favorire l’appetito, dopo i pasti per migliorare i processi digestivi, nel corso della giornata contro infezioni urinarie e sintomi influenzali oppure al bisogno in caso di coliche e pancia gonfia. Ai frutti di coriandolo si possono aggiungere anche frutti di finocchio, anice verde, anice verde e cardamomo, tutte piante dall’azione simile e caratterizzate da un buon sapore. Per le loro proprietà antispasmodiche, i frutti di coriandolo vengono spesso aggiunti alle tisane lassative a base di senna, rabarbaro, cascara e frangola, poiché mitigano gli spasmi provocati da queste piante.

Oltre alla tisana, con le stesse indicazioni si può utilizzare la tintura madre di coriandolo, da assumere fino a tre volte al giorno diluendone 40 gocce in poca acqua.

L’olio essenziale di coriandolo si impiega esternamente e diluito in olio vegetale per effettuare massaggi, al dosaggio di 2-3 gocce per ogni cucchiaio di olio (olio di oliva, di girasole, di mandorle dolci o altro olio vegetale). L’olio da massaggio al coriandolo è utile in caso di di dolori muscolari, dolori articolari, reumatismi, applicato direttamente sulle zone trattare. Massaggiato sull’addome, invece, l’olio al coriandolo può contribuire a sgonfiare la pancia e calmare le coliche in caso di eccesso di gas a livello intestinale.

Come si coltiva

La pianta di coriandolo può essere coltivata in piena terra, nell’orto o nel giardino, attraverso la semina o la messa a dimora di una piantina in primavera. Il coriandolo cresce bene in terreni calcarei e in posizioni soleggiate e ha bisogno di irrigazioni solo nei periodi molto caldi e aridi. Le foglie di coriandolo da usare in cucina possono essere raccolte prima della fioritura mentre se si vogliono utilizzare i semi occorrerà attendere il termine della fioritura. Dopo la raccolta, i semi vanno conservati interi in un contenitore di vetro e possono essere consumati fino a che mantengono una colorazione chiara. Trattandosi di una pianta annuale, dopo la fioritura la parte aerea della pianta secca e, per avere nuove piante, occorre seminare nuovamente.

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