Come imparare a reagire e ad accettare le critiche

Come imparare a trarre vantaggio dalle critiche e volgerle a proprio favore per potenziarsi e migliorare sempre

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Cogliere il senso delle critiche

Per cogliere il senso delle critiche dobbiamo mantenere un atteggiamento proattivo e aperto verso gli altri e la vita. Si va in chiusura quando si convive con un sentimento di insicurezza costante e di diffidenza. Per costruire fiducia verso se stessi/e non bisogna evitare il confronto con gli altri, anzi. Bisogna mantenere un dialogo aperto e una voglia di confronto continuativa, sapendo essere in grado di prendersi anche i propri spazi intimi di dialogo con il proprio mondo interiore. Avere la dote di tornare in se stessi/e e alle proprie riflessioni ci rende forti, pronti/e e ci fa rimanere in apertura; se invece siamo sempre esposti e ci carichiamo delle frequenze e dei pensieri altrui, finiamo per perdere fiducia e non sapere chi siamo a livello profondo.

A volte degli altri ci danno fastidio dei commenti che vanno a toccare le nostre parti insicure. Saper ridere di una critica o imparare a coglierla o a lasciarla andare dipende dal nostro spirito, dalla nostra sicurezza e voglia di trasformare le cose che ci accadono e che gli altri ci mostrano. Se ci accorgiamo che una critica ha una valenza costruttiva, accogliamo e ringraziamo. Se invece sentiamo qualcosa che ci danneggia nel profondo, forse dobbiamo fermarci un attimo e analizzare cosa ci è stato detto, con quanta leggerezza effettiva o con quanta voglia di ferire intenzionalmente.

Riconoscere quelle non costruttive

Come afferma la mental coach e autrice Elisabetta Manfucci: “un corpo energetico non imita nessuno e ascolta solo la propria voce interiore”. Il titolo del suo libro è proprio Corpo energetico e fa riferimento a un corpo istintuale ma pieno di consapevolezza, ovvero un corpo di chi sa tornare al proprio istinto. Usiamo questa metafora e questo esempio per spiegare che l’essere umano riesce a prendere consapevolezza e direzione mantenendo il contatto anche con il proprio istinto. Avere forza non significa invidiare, competere o cedere di fronte all’invidia altrui. Raramente chi prova invidia volge critiche che diventano costruttive e occorre saperle riconoscere.

Risvegliare la forza significa non cedere a nessuna forma di critica che si insinua con l’intento di ferirci o indebolirci. Ci danneggiano le critiche che ci fanno perdere motivazione, che intaccano la fiducia, aumentano il rancore e il senso di smarrimento. Quando vengono invece fatte in modo costruttivo e assertivo, le critiche vanno a evidenziare in modo positivo, utile ed efficace ciò che non funziona o che potrebbe funzionare meglio. Le critiche non costruttive o manipolatrici ci mettono addosso sentimenti contrastanti come senso di colpa, paura, timore e tutto per via del controllo che viene velatamente esercitato attraverso di esse.

Si individua subito una critica dannosa quando ci accorgiamo che va a toccare la nostra essenza, la persona nel profondo e non si riferisce al comportamento. Si tratta di qualcosa che ci mina nel profondo e ferisce; a volte richiede del tempo e fare in modo che gli effetti negativi vengano smaltiti. Ricordate che le persone che si riferiscono spesso agli altri attraverso critiche distruttive sono persone che non accettano molti aspetti del proprio essere e tendono a ributtare sull’altro polemica e frustrazione. Queste considerazioni ci spingono anche a valutare il modo in cui noi stessi/e muoviamo delle critiche agli altri e ci porta a correggere il tiro nel caso in cui sentiamo che stiamo esagerando o stiamo attaccando all’altro un’immagine di cui abbiamo la piena convinzione per via di episodi passati o credenze limitanti.

Imparare ad accettarle

Accettare le critiche significa comprenderle e accoglierle. Per prima cosa dobbiamo evitare di connetterle a fatti pregressi, espanderle, interpretarle, esagerarle. Lavorando su noi stessi/e possiamo fare del tutto per accrescere la nostra indipendenza mentale e spirituale e questo ci garantisce un lavoro di autostima importante, bello, che ci trova pronti/e di fronte a qualsiasi critica. Fare un percorso di potenziamento di questo tipo ci aiuta a comprendere che molto spesso riceviamo critiche non alla nostra persona ma all’immagine che le altre persone hanno di noi. Per questo dobbiamo essere sempre disposti/e a relativizzare le critiche che riceviamo e – se lo sentiamo – a domandare, chiedere, approfondire e stare poi in ascolto profondo di se stessi/e e dell’altro/a.

Va detto che quest’immagine spesso corrisponde al risultato di una serie di proiezioni e atti di immaginazione arbitrari e dati dal vissuto del singolo. Ne risulta quindi un serbatoio mentale che non dipende affatto da noi e dal quale fuoriesce la forma-pensiero della persona che ci critica. Un’altra indicazione utile per capire se accettare o meno una critica sta nella frequenza; se ci ritroviamo ad avere intorno una persona che costantemente ci mette sotto accusa, critica e polemica, facciamoci qualche domanda e soprattutto chiediamoci se magari è arrivato il momento di “potare qualche ramo secco”, specie se ci accorgiamo che le critiche ci vengono sempre rivolte senza rispetto e delicatezza.

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