Allergie, come difendersi da pollini e graminacee

Naso rosso, occhi arrossati e asma? Per evitare l'incubo allergia di primavera, alcuni consigli base

La primavera per 10 milioni di italiani è sinonimo di tormenti. Solo tra gli adulti, il 40% soffre di allergie e tra i bimbi uno su tre. I sintomi sono fastidiosi: naso che cola, occhi arrossati, pruriti vari (in gola, al naso, intorno alle labbra, perfino giù dentro le orecchie), asma e difficoltà respiratorie. Si cerca sollievo in vari modi: con i medicinali, facendo mille docce, lavandosi la faccia in continuazione. Ecco qualche consiglio per alleviare i disturbi e alcune delle piante che danno più fastidio, per capire a cosa si è maggiormente intolleranti.

– Farsi spiegare dal medico quando il polline cui si è allergici è presente in aria, per programmare l’attività all’aperto e la terapia da assumere

– Consultare regolarmente i calendari pollinici presenti in internet o esposti nelle farmacie della zona in cui si vive. Per spostamenti di lavoro e per le ferie informarsi sulle concentrazioni di polline nella zona e nel periodo prescelto

– Chi è allergico ai pollini di alberi e arbusti deve prestare attenzione nei primi mesi dell’anno, evitando boschi e zone alberate

– Chi è allergico alle graminacee eviti gli spazi extraurbani da fine aprile a giugno-luglio. Chi è sensibilizzato alla parietaria e ad altri pollini estivi dovrà invece stare all’erta nella tarda estate ed evitare le aree incolte e gli edifici diroccati

– Nei giorni di sole con tempo asciutto e ventoso evitare le gite all’aperto nelle ore centrali della giornata. Preferire il primo mattino e la tarda serata

– Dopo la pioggia alcuni allergici stanno meglio, come conseguenza del dilavamento dei pollini dall’atmosfera. Per altri invece, la rotture dei granuli pollinici causata dall’umidità dell’aria può provocare un peggioramento dei disturbi

– Limitare le attività all’aperto durante la stagione pollinica: quando i sintomi sono più intensi non praticare sport all’aperto, ma scegliere luoghi chiusi, come palestre o piscine coperte. Durante il taglio del fieno non sostare nelle vicinanze. Evitare di tagliare l’erba dei prati o altre attività di giardinaggio

– Non tenere in casa e in giardino piante allergeniche, ma preferire piante da fiore decorative che non producono pollini allergenici

– Tenere chiuse le finestre durante le ore centrali della giornata. I climatizzatori di ultima generazione sono dotati di filtri antipolline. Aprire le finestre nelle tarde ore notturne o nelle primissime ore del mattino

– In automobile tenere chiusi i finestrini. I climatizzatori d’auto sono in genere dotati di filtri antipolline, da sostituire periodicamente. Anche sui mezzi pubblici i finestrini dovrebbero restare chiusi

– Usare il casco integrale in moto

– Evitare l’asciugatura all’esterno degli abiti

– Evitare fattori irritanti come il fumo, la polvere, gli spray che possono peggiorare la situazione delle mucose esposte agli allergeni

In casa evitare di azionare ventilatori per non disperdere in aria i pollini depositati sul pavimento. Gli aspirapolvere attualmente in commercio sono dotati di filtri che vanno sostituiti periodicamente

– Utilizzare uno dei vaccini ad hoc, da fare secondo la specifica allergia prima dell’inizio della stagione dei pollini. Sono disponibili anche vaccini con assunzione sublinguale

– Per chi non si vaccina restano validi farmaci come antistaminici, cortisonici o colliri, che contrastano i sintomi delle allergie

GRAMINACEE. La famiglia delle Graminacee, che include più di 10000 specie, comprende per la maggior parte specie che iniziano la loro fioritura a marzo e protraggono la stagione di pollinazione fino a maggio-giugno, ma anche altre specie che pollinano più tardivamente, fino ad ottobre-novembre a seconda
dei climi. Più della metà dei soggetti allergici italiani ha problemi causati dal polline di specie appartenenti a questa famiglia. La maggior sorgente di polline allergologicamente rilevante proviene dalle Graminacee spontanee erbose, ma anche alcune specie coltivate come la segale, che produce alti quantitativi di polline, sono fonti importanti

OLEACEE. Il polline di Olivo, appartenente alla famiglia delle Oleacee, è considerato una delle più importanti cause di allergia respiratoria nelle regioni Mediterranee, tra cui l’Italia, la Spagna, la Grecia e la Turchia. La pollinosi da Olivo, intensamente coltivato in molte regioni di Italia come pianta da
reddito, è caratterizzata clinicamente da sintomi di rinite e congiuntivite piuttosto che da asma, e si presenta frequentemente associata alla sensibilizzazione verso altri allergeni inalanti

URTICACEE. La Parietaria è il principale genere di rilevanza allergologica nell’ambito della famiglia delle Urticacee, e comprende specie spontanee e infestanti ampiamente diffuse nelle zone costiere dell’area Mediterranea. La sua caratteristica principale è la lunga persistenza della stagione pollinica nei nostri climi, che si protrae almeno da marzo ad ottobre ma in alcune zone come la Sicilia può estendersi per l’intero anno, grazie anche ai recenti cambiamenti climatici

CUPRESSACEE. Un discorso particolare merita la pollinosi da Cupressacee, che si colloca in un periodo particolare molto più vicino alla stagione invernale che primaverile, dato che le diverse specie iniziano a pollinare a novembre- dicembre e proseguono fino a febbraio-marzo. Per questa peculiarità, la rino-congiuntivite da Cupressacee è stata in passato a lungo sottostimata e confusa con i sintomi del comune raffreddore invernale. Queste specie arboree, che producono e rilasciano quantità enormi di polline, inducono prevalentemente rinite e congiuntivite, con bassa prevalenza di asma

COMPOSITE. I pollini della famiglia delle Composite si presentano più avanti nella stagione estiva (da luglio a settembre), e rappresentano una relativa “novità” per l’Italia essendo stati introdotti in tempi recenti in Italia dal continente americano. La loro presenza è stata rilevata inizialmente nel nord Italia e messa in relazione allo scalo internazionale di Malpensa dove è stata introdotta appunto dai voli intercontinentali, dimostrando come la mobilità e la globalizzazione influiscano anche sulla diffusione delle fonti allergeniche. Le specie principali si sono poi rapidamente adattate e diffuse in altre zone di Italia.

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