Il dolore di Asia Argento per la madre, Morgan non la lascia sola: “Piango con te”

Dopo la scomparsa di Daria Nicolodi, Morgan non lascia sola Asia Argento e le scrive una lettera commovente

Morgan abbraccia Asia Argento dopo la morte della madre Daria Nicolodi. L’attrice ha subito un terribile lutto, perdendo una persona che era fondamentale nella sua vita. Icona di Profondo Rosso ed ex compagna di Dario Argento, Daria non era solo una grande artista, ma prima di tutto una mamma, quella di Asia, e una nonna amatissima dai nipoti Anna Lou Castoldi e Nicola Giovanni.

La scomparsa della Nicolodi è stato un duro colpo per la Argento che su Instagram ha voluto ricordare la madre con post, foto e video struggenti. “Riposa in pace mamma adorata – ha scritto la regista -. Ora puoi volare libera con il tuo grande spirito e non dovrai più soffrire. Io cercherò di andare avanti per i tuoi amati nipoti e soprattutto per te che mai mi vorresti vedere così addolorata. Anche se senza di te – ha concluso – mi manca la terra sotto i piedi, e sento di aver perso il mio unico vero punto di riferimento. Sono vicina a tutti quelli che ti hanno conosciuta e ti hanno amata. Io sarò per sempre la tua Aria”.

A consolare Asia è stato soprattutto Morgan, che ha pubblicato una lunga lettera indirizzata all’ex compagna in cui ha voluto ricordare Daria Nicolodi. “Asia, ti abbraccio – ha scritto -, piango con te e con Anna-Lou la sua nonna D, e con il piccolo Nicola, anche la sua nonna D. Che dispiacere, che dolore, io ho voluto tanto bene a tua mamma, lei era sempre mia complice, ricordo quando io e te avevamo difficoltà era sempre presente, non si spazientiva mai, cercava di portare la pace perché mi diceva sempre: Marco vedrai, tu hai le chiavi del suo cuore, devi solo saperle usare e al momento giusto, ma sono chiavi d’oro, non desistere, vedrai che riuscirete ad amarvi”. Morgan ha ricordato il legame con la Nicolodi e quanto l’attrice sia stata vicina a lui e Asia nel periodo della loro relazione. “Lei sapeva consolare – ha spiegato -, anche se magari dentro aveva la chiara consapevolezza di come stavano le cose, eppure non ha mai rinunciato a dare una speranza, a vedere anche solo un dettaglio che era quello positivo, e io mi sentivo risollevato. Poi, dopo un po’, riusciva a trasformare la mia malinconia addirittura in surreale ironia, perché sapeva ridere, amava ridere, adorava trovare l’aspetto comico della tragedia, e la telefonata che era partita in lacrime si concludeva in esilaranti battute sdrammatizzanti”.

Infine Morgan ha ricordato il primo incontro con Daria Nicolodi. “Ti ricordi quando me l’hai fatta conoscere per la prima volta in Sardegna?  – ha rivelato -. Mi avevi preparato all’apparizione di una figura speciale, un genio, tu dicevi, ed era così, quando la scorsi da lontano vidi una figura concreta, una donna magra e alta con un leggero vestito blu, e aveva la sicurezza nei movimenti, androgina, e quando si avvicinò le vidi il viso, pieno di espressione, un viso che mostrava le parole e i pensieri, e poi voi che non vi vedevate da tanto parlaste per ore tra ricordi e idee, passato e futuro, e tante risate e tanta dolcezza”.

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