Totti svela perché il figlio Cristian ha smesso di giocare a calcio: “Una macchiolina in testa”

Francesco Totti svela il retroscena sull'addio al calcio del figlio Cristian a soli 19 anni. Tutto è cambiato dopo alcune parole dei medici

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Un libro ricco di rivelazioni Oltre, l’autobiografia in cui Francesco Totti racconta gli anni successivi al ritiro del 2017. Anni complessi non solo dal punto di vista professionale ma anche privato. Al di là dell’amore con Noemi Bocchi e della separazione da Ilary Blasi, a far soffrire l’ex capitano della Roma sono stati anche i figli. Le continue liti con Chanel e i problemi di salute di Cristian, costretto ad abbandonare il calcio giocato.

Perché il figlio di Totti e Ilary Blasi non gioca più a calcio

Per molto tempo l’addio al calcio giocato di Cristian Totti, arrivato quando aveva solo 19 anni, è stato spiegato soprattutto con il peso di un cognome difficile da portare. Essere il figlio di Francesco Totti ha significato crescere con gli occhi puntati addosso, tra paragoni inevitabili, critiche e giudizi spesso feroci sui social. Ma dietro la decisione del ragazzo c’è sempre stato un motivo decisamente più delicato.

Nel suo libro autobiografico Totti parla chiaramente del momento in cui alcuni accertamenti medici sul figlio hanno portato ad una scoperta inattesa. Una frase che, come raccontato dal Pupone, gli ha fatto improvvisamente dimenticare tutto il resto: carriera, pressioni, aspettative.

“C’è una macchiolina dentro la testa di suo figlio”, gli hanno comunicato i medici. Parole che hanno segnato la vita dell’ex marito di Ilary Blasi, che oggi lo ricorda come uno dei momenti più difficili della sua esistenza. “Mi sono sentito sprofondare, soffocare, morire”, ha fatto sapere.

Queste le uniche parole di Totti, che ha preferito non fornire ulteriori dettagli a riguardo. Almeno per ora.

La carriera di Cristian Totti come calciatore

La breve carriera calcistica di Cristian Totti ha avuto inizio nella Roma, nel settore giovanile del club nel quale suo padre ha trascorso l’intera carriera. Dopo l’esperienza nelle formazioni Under 17 e Under 18, ha cercato maggiore spazio nella Primavera del Frosinone.

Nel 2024 sono arrivati altri cambiamenti: prima l’esperienza nelle giovanili del Rayo Vallecano in Spagna, poi il passaggio all’Avezzano e infine quello all’Olbia, in Serie D. Un percorso seguito costantemente dai media, spesso ben oltre quanto accade normalmente a un giovane calciatore delle categorie inferiori.

Ovviamente le critiche non sono mancate. Cristian è stato attaccato sui social per il suo aspetto fisico e accusato da alcuni utenti di essere favorito dal cognome che porta. Nel 2025 è arrivata la decisione di lasciare il calcio giocato. Un anno fa il ritiro è stato associato soprattutto alle pressioni sopportate negli anni. Il racconto del padre aggiunge ora un elemento più personale quanto importante.

Ma lasciare il campo non ha significato allontanarsi definitivamente dal pallone. Cristian ha scelto di continuare a lavorare nel mondo nel quale è cresciuto, entrando nella Totti Soccer School, fondata dal padre e gestita dallo zio Riccardo Totti.

Il suo nuovo ruolo lo porta alla ricerca di giovani talenti. Un modo diverso di vivere il calcio, questa volta senza l’obbligo di inseguire una carriera da giocatore e soprattutto senza dover replicare quella irripetibile del padre.

Nella sua autobiografia Francesco Totti racconta così anche il lato più privato del rapporto con il primogenito. Dietro quel ritiro arrivato ad appena 19 anni non ci sono state soltanto le pressioni legate al cognome Totti, ma anche quella scoperta durante gli accertamenti medici che ha spinto Cristian a fermarsi e a mettere la salute al primo posto.