Verissimo, Fabio Maria Damato e la sua verità sul Pandoro Gate: “Ero in totale buona fede. Chiara? Non abbiamo più rapporti”

L'ex braccio di Chiara Ferragni, Fabio Maria Damato, ha raccontato a "Verissimo" la sua verità sullo scandalo del Pandoro Gate

5 min di lettura

Chiedi a DiLei

Foto di Anna Verrillo

Anna Verrillo

Giornalista e Lifestyle Editor

Sangue campano e cuore a stelle e strisce. Scrive di cultura e spettacolo con frequenti incursioni nella cronaca rosa perché da brava gemelli non ama prendersi troppo sul serio.

Per anni braccio destro di Chiara Ferragni, Fabio Maria Damato si è allontanato dalle scene dopo l’esplosione del Pandoro Gate. A distanza di quasi tre anni dallo scandalo, l’imprenditore ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti nel salotto di Verissimo: a Silvia Toffanin, il 42enne ha spiegato in che rapporti si trova oggi con il suo ex capo e quanto ha inciso anche sulla sua vita la controversa vicenda.

Fabio Maria Damato, la sua verità sul Pandoro Gate

Sono trascorsi quasi tre anni dal famigerato Pandoro Gate, lo scandalo relativo alla collaborazione tra Chiara Ferragni e Balocco per un pandoro benefico. Eppure, l’eco di una vicenda che ha portato a pesanti sanzioni dell’Antitrust e ad un’indagine penale contro l’imprenditrice (conclusasi senza condanna) si fa ancora sentire. Se l’influencer milanese ha parlato in diverse interviste dell’affaire, difendendo la sua buona fede, il suo braccio destro dell’epoca, Fabio Maria Damato, è invece rimasto nell’ombra. O almeno, fino ad oggi.

L’imprenditore ha infatti deciso di parlare per la prima volta a Verissimo, rilasciando una lunga intervista a Silvia Toffanin. “Ho scelto il silenzio ma oggi non lo rifarei. Pensavo che non fosse la mia storia, non era giusto che raccontasso io. Ma poi un amico mi ha fatto notare che anche io ero in diritto di difendermi”, ha spiegato. E così, raccontando le origini di quella controversa vicenda ammette candidamente: “Mi ricordo una certa sorpresa perché l’operazione era una delle tante che venivano effettuate in quel modo. Dopo l’inchiesta di Selvaggia abbiamo controllato i documenti e gli avvocati hanno trovato che poteva esserci un’ambiguita su una frase del comunicato. Probabilmente avevo anche visto quell’enunciato, ma non aveva destato nessun sospetto né in me, né nell’ospedale, né nello staff comunicativo di Chiara”.

Damato ammette forse una certa leggerezza, ma nessun intento fraudolento:”Era parte di una prassi di mercato. Ero in totale buona fede. Non ci sarebbe stato nessun vantaggio nel mettersi a rischio in un momento di estremo successo. Qualcuno l’ha definita un’operazione per ripulirci. Ma da cosa? Non c’era nessuna macchia su Chiara, aveva fatto tante operazioni del genere, anche all’ospedale San Raffaele durante il Covid. In quel momento era un personaggio positivo”.

Fabio Maria Damato, il rapporto con Chiara Ferragni

La vicenda ha chiaramente inciso profondamente anche sulla sua relazione con Chiara Ferragni: “Tra me e lei non c’è più un rapporto, ma non abbiamo mai neanche litigato. Penso che quando si rompe un legame con qualcuno con il quale hai condiviso così tanto, poi è difficile recuperarlo, serve tempo”. E se avesse la possibilità oggi di dirle qualcosa, Damato ammette: “Nessuno è pronto per una tempesta del genere e ognuno reagisce a suo modo. Però è fondamentale guardarsi intorno e capire veramente chi sono le persone che sono state corrette e chi non è mai stato d’aiuto”.

Eppure il loro rapporto privato e professionale, prima di quel momento, non aveva mai conosciuto crisi: “Non abbiamo mai avuto scontri prima del Pandoro Gate. Dopo Sanremo io ero pronto a fare qualcosa di diverso per evolvermi e far evolvere le aziende per cui lavoravamo. Credevo che fossero cambiati i modi di usare i social, quindi una sobrietà diversa, che è quello che un po’ vediamo oggi”.

A chi li accusa di aver perso il contatto con la realtà negli anni d’oro dell’imprenditrice digitale, Fabio Maria Damato risponde:Non credo che ci fossimo montati la testa. Se il tuo successo dipende da quello che il pubblico percepisce di te, devi essere sempre in connessione con loro. Quando sono arrivato Chiara si occupava di moda, e si rivolgeva a quella nicchia. Poi è diventata un fenomeno nazional popolare e quando diventi questo devi stare molto attento a tutto quello che fai”.

Infine, qualche battuta sul famoso video con la tuta grigia registrato da Ferragni dopo l’esplosione dello scandalo: “Io avrei fatto qualcosa di molto diverso, avrei spiegato meglio le dinamiche dell’iniziativa. Visto che è stato l’aspetto più criticato, probabilmente il pubblico avrebbe gradito sentire delle scuse. Avrei provato a raccontare meglio le storie delle persone che erano nelle aziende. Quando hanno provato a boicottare i suoi prodotti, a risentirne erano anche le persone che lavoravano per lei”.

Verissimo, Fabio Maria Damato e la sua depressione

L’esplosione del Pandoro Gate ha inevitabilmente lasciato segni profondi nella vita di Fabio, che ha raccontato di aver sofferto di depressione per diversi mesi: “Mi sentivo braccato, vedevo le mie immagini passare in televisione, avevo le telecamere sotto casa, a un certo punto non ho avuto più forza, non volevo alzarmi dal letto. È stato un momento tanto buio”.

Anche tornare a lavorare non è stato semplice: “Per me è stato difficile ricominciare. Le persone che sanno umanamente e professionalmente chi sono mi hanno aiutato e mi hanno teso la mano. Vado avanti con la consapevolezza che quella favola sarà difficilmente replicabile”.