Enrico Mentana a La 7 rappresenta un’istituzione. È stato il giornalista ad aprire al grande pubblico l’emittente di Urbano Cairo, rendendola tra le più autorevoli tra le reti televisive italiane. Mentana a Tg La 7 è un’istituzione, eppure inizia a far sentire i primi cenni di quello che pare essere un profondo malcontento covato a lungo. Almeno fino al mese di dicembre, il direttore resta dietro la scrivania, dopo chissá. Perché il contratto di Mentana è in scadenza, Cairo non lo ha blindato al rinnovo e Mentana non esclude di “poter fare altro”.
La critica a una rete troppo schierata
Enrico Mentana ha sempre dichiarato apertamente la propria neutralità politica, così super partes da negarsi persino il diritto al voto. E pare che tale inclinazione svizzera non la ritrovi nell’emittente per la quale lavora dove, secondo lui, vige “una situazione in cui parlano soltanto quelli di parte, non ci sono quelli dell’altra e quando ci sono quelli dell’altra sembrano sceneggiate napoletane”.
La schietta lamentela del giornalista arriva dal palco di Una montagna di libri, il festival letterario di Cortina d’Ampezzo. Si tratta di una riconferma a quanto già affermato dal giornalista tempo addietro, quando definì La 7 una TeleAntiMeloni. Al Festival della Tv, sottolineò infine come, pur nel bene degli ascolti, “tutti i programmi serali hanno la stessa impostazione, gli stessi ospiti, lo stesso orientamento. La7 è diventata la tv anti-Meloni, è evidente a tutti. È la nuova RaiTre, ha un’identità forte”.
L’ultimatum di Enrico Mentana
Enrico Mentana non è contento della direzione intrapresa dall’emittente di cui è il volto principale. E, così, diventa sempre più concreta la possibilità di un suo addio, dopo più di 15 anni alla direzione del telegiornale delle 20:00, quello più seguito. Quello lanciato dal direttore dal palo di Cortina suona come un vero e proprio ultimatum. “O su La7 ci si apre alla possibilità di fare qualcosa che possa essere vista da tutti, o penso che potrò fare altro nella vita, essendo ancora giovane”. Mentana nel 2026 ha compiuto 71 anni e, al di là della facile ironia anagrafica, le opportunità di un cambiamento non gli mancherebbero di certo.
Il futuro del direttore
Ma se Enrico Mentana lascerà il Tg La 7, dove andrà e a far cosa? Alcune indiscrezioni, avallate dal quotidiano Domani, vedono il giornalista nel mirino di Theo Kyriakou, l’impreditore greco da poco editore di Repubblica che, si dice, vorrebbe creare una nuova emittente d’informazione televisiva, qualcosa di ambizioso che pare sia venduta come una possibile “Cnn italiana”.
Da un lato Kyriakou, dall’altro Pier Silvio Berlusconi, che non ha mai negato di arridere all’idea di un ritorno di colui che fondò il più importante dei telegiornali Mediaset, il Tg5 di cui Mentana fu primo e longevo direttore, dal 1992 al 2004. “Ha sempre le porte aperte, se c’è progetto che coincide con quello che possiamo fare e che lui vuole fare” dichiarò l’Ad alla presentazione dei palinsesti 2026/27.
È il quotidiano La Nuova Sardegna a raccontare di un corteggiamento da parte del Biscione che, si sa, quando corteggia lo fa portando sul piatto cifre difficili da rifiutare. Fino a dicembre, però, è difficile arrivi qualsiasi conferma, alcuna smentita. Il contratto di Enrico Mentana a La 7 dura fino al 31 dicembre e il direttore ha ribadito l’intenzione di onorarlo fino in fondo, “poi deciderò”.