Quello tra Arisa e il Festival di Sanremo è un amore che dura nel tempo. Un legame nato nel 2009, quando Sincerità l’ha portata per la prima volta sul palco dell’Ariston, e cresciuto negli anni tra momenti decisivi e canzoni rimaste. Dalla vittoria nel 2014 con Controvento all’intensità de La notte, arrivata seconda nel 2012 e diventata uno dei brani più rappresentativi del suo percorso.
Ora è tempo di tornare a cantare all’Ariston. Arisa, a Sanremo 2026, si presenta tra i Big con Magica favola: una canzone che racconta una vita intera.
Arisa, cosa canta al “Festival di Sanremo 2026”
La nuova canzone di Arisa nasce nello stesso spazio emotivo in cui, negli anni, si è costruito il suo legame con Sanremo. Magica favola, titolo annunciato durante Sarà Sanremo davanti a Carlo Conti, è un brano a cui la cantante sembra tenere in modo particolare. Lo racconta come “Il racconto di una vita che si evolve e in cui cambiano delle cose. A un certo punto però ritrovo l’ingenuità di una bambina e ritorna l’innocenza infantile”.
Un tema che la tocca da vicino e che diventa il motivo giusto per tornare a esporsi su un palco per lei fondamentale. Come ha spiegato in un’intervista proprio per Sanremo, questa canzone arriva in un momento preciso del suo percorso: “Mi ha fatto pensare che fosse la canzone giusta da portare a Sanremo perché sono arrivata in un momento in cui volevo fare un bilancio e lo volevo raccontare alle persone che mi hanno sempre supportata e al pubblico”.
Il ritorno all’Ariston, per Arisa, è carico di emozione e gratitudine. Lo aveva già dimostrato a novembre quando, nell’aspettare di sentire il suo nome dalla voce di Carlo Conti nel suo annuncio dei Big, aveva esultato al ristorante. Una felicità che adesso passa tutta dal canto: “È l’unica cosa a cui penso”.
E, nel farlo, la cantante ha deciso di regalare anche un piccolo spoiler. Una coppia di parole che riassume bene lo spirito del brano: Romantico disordine. “Mi piace come espressione perché io sono una tipa un po’ caotica disordinata, ma non mi faccio colpe. Secondo me c’è del romanticismo e della poesia anche nel disordine e nella caoticità delle persone”.
Arisa, i primi versi del brano “Magica favola”
A dieci anni insieme alle mie bambole giocavo con l’amore
A quattordici anni il primo bacio nelle mani avevo un fiore
Con l’adolescenza io ho capito che cos’era la passione
Che non c’entra con il cuore, si confonde col dolore
Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta
Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa
Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca
Forse sono solo stanca
Fuori già si è fatta l’alba
C’era una volta l’oceano lo navigavo con te
C’era la luna nel cielo
Una notte che non ho paura nemmeno di me
A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce
A quaranta voglio solamente ritrovare un pò di pace
Che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre
Mentre un’altra stella cade
Nel romantico disordine