Ovaio policistico: sintomi, cause e conseguenze

Quali sono i sintomi e le conseguenze della sindrome dell’ovaio policistico? Ecco le risposte dell’esperta

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è considerata come la più comune alterazione endocrina in età fertile. Colpisce infatti circa il 5-10% delle donne e, anche se le cause non sono ancora note, se ne conoscono invece le possibili conseguenze sul corpo e sull’organismo femminile.

Nello specifico, si tratta di una sindrome caratterizzata da:

  • alterazioni di natura metabolica (iperandrogenismo, insulino-resistenza);
  • presenza di cisti ovariche in entrambe le ovaie, ma anche solo in uno;
  • alterazioni endocrinologiche;
  • ingrossamento delle ovaie.

Quello descritto è un quadro piuttosto ampio che porta al manifestarsi di diversi sintomi tra cui eccessiva peluria sul viso, acne, ciclo mestruale irregolare o a volte anche assente. In questo senso, una diagnosi precoce può essere determinante in quanto alla sindrome dell’ovaio policistico sono correlate diverse condizioni (come appunto l’insulino-resistenza), che se non trattate in tempo possono provocare problemi di salute nella donna. In alcuni casi la sindrome dell’ovaio policistico potrebbe inoltre incidere sulle possibilità di restare incinta.

Tuttavia, ci sono diversi trattamenti possibili in caso di sindrome dell’ovaio policistico, da valutare in base alla specifica condizione di salute della paziente.

Per approfondire l’argomento, abbiamo chiesto il consulto della dottoressa Elisabetta Colonese, Medico chirurgo, specializzata in Ginecologia ed Ostetricia, terapia della Infertilità di Coppia.

Che cos’è

«È una vera e propria sindrome perché è un insieme di segni e sintomi che danno un quadro caratteristico di questa patologia. Per parlare di sindrome dell’ovaio policistico bisogna riscontrare nella paziente un aumento degli androgeni (quindi iperandrogenismo), anovularietà ovvero alterazioni dell’ovulazione che si ripercuotono poi sul ciclo mestruale e il tipico aspetto ovarico ecografico dell’ovaio policistico» spiega l’esperta.

Quali sono le cause

«Alla base, sembrerebbe esserci un fattore ereditario, ma in realtà la patogenesi è ancora sconosciuta, quindi non ci sono delle cause vere e proprie. Piuttosto, ci sono donne che presentano una predisposizione a sviluppare la sindrome dell’ovaio policistico su base ereditaria» specifica la dottoressa Colonese.

Quali sono i sintomi

«La sindrome dell’ovaio policistico presenta una sintomatologia che può palesarsi in modo differente nelle pazienti. Ci sono infatti donne che hanno meno sintomi e altre che ne hanno di più perché a questi generalmente, sulla base dell’iperandrogenismo, si associano problemi ovulatori, problemi di infertilità e cicli molto irregolari anche 2/3 volte l’anno».

Quali sono le conseguenze

«La sindrome dell’ovaio policistico può causare iperandrogenismo, una condizione che si manifesta con l’aumento di peli nel corpo della donna lì dove non dovrebbero essere presenti, perdita di capelli, pelle molto unta e seborroica, acne. Tutto questo è un circolo vizioso perché poi a livello fisico, questo sbilanciamento ormonale rappresenta una predisposizione verso l’insulino-resistenza. Infatti queste pazienti se non agiscono con uno stile di vita adeguato, tendono a sviluppare l’insulino-resistenza. Quest’ultima, può essere un problema nella vita della donna per via di problemi cardiovascolari che possono sfociare, nei casi peggiori, nella sindrome metabolica. In più, queste donne sono predisposte a sviluppare il diabete e il diabete gestazionale».

Agire tempestivamente quindi è quanto di meglio si possa fare per evitare che lo sbilanciamento ormonale possa portare allo sviluppo di patologie importanti come l’insulino-resistenza. Cosa si può fare concretamente? Innanzitutto, iniziare a seguire uno stile di vita sano con una dieta ad hoc che tenga a bada il contenuto calorico di lipidi, carboidrati e zuccheri. In più, è bene associare a un’alimentazione equilibrata, la pratica costante di attività sportiva.

Quali sono i possibili trattamenti

«Si agisce prima di tutto seguendo e mantenendo uno stile di vita adeguato che comprenda una dieta specifica, la pratica di sport e smettere di fumare. Poi bisogna cercare di tenere a bada l’insulino-resistenza curandola con una terapia idonea. Dal punto di vista ginecologico invece, bisogna aiutare le pazienti a ripristinare l’equilibrio ormonale con una pillola che generalmente ha un effetto anche antiandrogeno. Generalmente, la pillola estroprogestinica è una buona terapia. Se la donna cerca un bambino, la cura sarà diversa e non sarà la pillola. Piuttosto, si cercherà di indurre l’ovulazione. Ci sono diversi metodi ormonali tra cui il monitoraggio dell’ovulazione e in seguito, si può passare alla fecondazione assistita. Ci sono anche delle terapie integrative di acido folico e inositolo che danno una grossissima mano», conclude l’esperta.

In generale quindi, è bene eseguire un controllo ginecologico di routine per monitorare la salute generale dell’apparato riproduttivo, ovaie comprese. In più, in caso di sintomi sospetti, meglio parlarne il prima possibile con il proprio ginecologo di fiducia.

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Ovaio policistico: sintomi, cause e conseguenze