Identikit del virus dell’influenza

I virus dell'influenza possono essere rappresentati come un pallone da calcio. Ma molto più piccoli e dotati di protuberanze

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Immaginate un pallone da calcio. Si può rappresentare così un virus dell’influenza. Solo che, a differenza della sfera che corre sul campo, questi virus oltre ad essere infinitamente più piccoli sono anche “brutti” da vedersi (ovviamente al microscopio).

Come sono fatti i virus dell’influenza

Sulla loro superficie esterna compaiono infatti sottili protuberanze che possono essere immaginate come vere e proprie “spine”, che rappresentano poi i punti d’attacco per la risposta dell’organismo e per la reazione che si ottiene dopo la vaccinazione.

In questi “chiodi” sporgenti si trovano infatti gli cosiddetti antigeni di superficie, le emoagglutinine (contraddistinte dalla sigla H) e le neuraminidasi (contrassegnate con la lettera N). Mentre nel corpo centrale del “pallone da calcio” si trova il patrimonio genetico del virus, le due proteine sopracitate rappresentano gli strumenti attraverso cui il virus si diffonde nel corpo. L’emoagglutinina guida il virus e gli consente di entrare nelle cellule, selezionando quelle dell’apparato respiratorio. La neuraminidasi, invece, agisce come uno scalpello dall’interno e permette ai nuovi virus formatisi dentro la cellula di uscire  andando ad infettarne altre.

Tipi di virus dell’influenza

Questi due elementi, oltretutto, sono fondamentali per la definizione del tipo di virus: infatti ogni ceppo influenzale dopo la prima lettera che caratterizza in termini generali la “famiglia” virale  in base agli antigeni interni (A, B e C) le due sigle H e N seguite da una cifra contraddistinguono specificamente gli antigeni specifici del singolo ceppo.

I virus di tipo B e C hanno come unico serbatoio l’essere umano, mentre quelli di tipo A possono infettare diverse specie animali: ad esempio i suini, gli equini, gli uccelli e il pollame oltre alle anatre e i delfini. Quando si classificano i virus influenzali, quindi, inizialmente si propone la lettera dell’alfabeto che caratterizza gli antigeni interni, in seguito si inseriscono le lettere H e N.  Per quanto riguarda la parte interna del virus, è proprio lì che si concentra il patrimonio genetico virale, sotto forma di acido ribonucleico (RNA).

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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