Festuca glauca, come curare la pianta dalle sfumature blu

I suoi colori sono rinomati in tutto il mondo ed è un vero e proprio spettacolo: come prenderci cura della "Festuca glauca"

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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La natura a volte si diverte a stupirci, e con la Festuca glauca lo fa con un colore raro tra le piante: un meraviglioso blu-argento che trasforma dei semplici ciuffi d’erba in piccoli “cuscini” soffici e luminosi. C’è una buona notizia: è adatta anche a chi non ha il pollice verde, perché è una pianta super resistente che chiede pochissimo e dà tantissimo.

Ma come possiamo prendercene cura al meglio? Dove dobbiamo posizionarla per ottenere quel blu così intenso? Ogni quanto va innaffiata? E se volessimo averne tante, potremmo moltiplicarla da sole? Scopriamo tutto insieme, passo dopo passo.

Cos’è la Festuca glauca, le caratteristiche

Conosciamola meglio. La Festuca glauca fa parte della famiglia delle Poaceae, le graminacee, ed è una piccola sempreverde diffusa in alcune zone dell’Europa. Quello che la rende speciale è il suo portamento: forma dei ciuffi tondi e compatti, alti più o meno 15-20 centimetri, fatti di foglie sottili e filiformi di un bel colore blu-grigio. La chiamano anche “festuca azzurra”.

In estate, tra giugno e luglio, dai cespi spuntano dei sottili steli con piccole spighe. I fiori non sono il suo pezzo forte, perché sono poco appariscenti, ma la vera protagonista resta lei, che resta decorativa per buona parte dell’anno.

In inverno, nelle zone dal clima più rigido, il fogliame può perdere un po’ del suo azzurro e tendere al giallo dorato. Niente paura, non si è ammalata: è solo il suo modo di affrontare il freddo.

Dove posizionarla per ottenere quel blu splendido

Ed eccoci al piccolo segreto per avere una festuca dal blu da cartolina: la luce. Questa pianta ama il sole, anzi, lo desidera proprio. Più sole le diamo, più il suo fogliame si accende con bellissime sfumature azzurre. Se invece la teniamo troppo in ombra, il rischio è sempre dietro l’angolo: il blu si spegne, le foglie diventano più verdi e perdono quel fascino che ci aveva conquistate.

E il terreno? Anche qui la festuca ha alcune richieste facilissime da accontentare. Vuole un terreno leggero, soprattutto ben drenato. Quello che proprio non sopporta sono i terreni pesanti, umidi e troppo ricchi. Ecco perché si trova così bene nei giardini rocciosi e lungo le bordure.

Ogni quanto annaffiarla e quale concime usare

Ogni quanto la innaffiamo? Si accontenta delle piogge e tollera senza problemi qualche periodo di siccità. È una pianta che non ama essere curata troppo con l’acqua, anzi.

In estate, però, quando il caldo si fa intenso e non piove per giorni, possiamo darle una mano: basta una innaffiata a settimana, bagnando bene il terreno attorno al cespo in profondità e poi lasciandolo asciugare del tutto prima di tornare con l’acqua.

Per chi la coltiva in vaso il discorso cambia un po’, perché la terra si secca prima: qui possiamo innaffiare un po’ più spesso, ma sempre con la stessa filosofia, cioè solo quando il terreno è completamente asciutto. La regola del buonsenso vale più di qualsiasi giorno fissato sul calendario: prima di innaffiare, controlliamo la terra con le nostre mani. Se è asciutta, è il momento; se è ancora umida, aspettiamo.

Per il concime, invece, possiamo darle in autunno un prodotto a lenta cessione per piante verdi (senza eccedere), oppure del buon concime organico maturo.

Serve potarla? E quando rinvasarla?

La potatura, di fatto, non serve, perché si mantiene in ordine praticamente da sola. L’unica attenzione utile è togliere ogni tanto le foglioline secche o rovinate, giusto per tenerla sempre pulita e ordinata. Quando sta per iniziare la primavera possiamo eliminare la parte secca: in pochi giorni torna fresca e perfetta.

Le cose cambiano se però abbiamo scelto di coltivarla in vaso; l’appuntamento da segnare è previsto ogni due o tre anni, sempre in primavera, quando conviene rinvasarla: ce ne accorgiamo nel momento in cui le radici iniziano a spuntare dai fori sul fondo del vaso. Scegliamo un contenitore solo di poco più grande del precedente, largo e profondo, e ricordiamoci sempre di mescolare al terriccio una dose extra di materiale drenante.

Come moltiplicarla

Vogliamo trasformare una sola festuca in tante piantine nuove, senza spendere un euro? Possiamo farlo, e il metodo si chiama divisione dei cespi: si fa in primavera oppure in autunno.

Come procedere? Si scava delicatamente attorno alla pianta, la si solleva con cura e poi si divide il cespo in due o più parti, controllando che ogni pezzettino abbia le sue radici sane. A quel punto basta rimettere subito a dimora le nuove piantine in un terreno ben drenato. Nel giro di poco vi ritroverete una piccola collezione di cuscini blu da disseminare in giardino o regalare alle amiche.

Malattie e parassiti

Su questo aspetto possiamo davvero dormire sonni tranquilli. La Festuca glauca è una pianta robusta, generalmente molto resistente sia alle malattie sia ai parassiti: è proprio questo che la rende una delle preferite di chi cerca un tocco green a bassa manutenzione. L’unico campanello d’allarme è sempre lo stesso, quello che ormai conosciamo: i ristagni d’acqua, che possono far marcire le radici. Per il resto è una pianta che fa sempre la sua figura, soprattutto abbinata alle piante dai fiori gialli, rosa o viola, e rimane la regina di ogni giardino roccioso. Stagione dopo stagione, lei sarà sempre lì, a regalarci il suo inconfondibile effetto wow.