C’è un atto semplice, quasi banale, che può salvare milioni di vite. Solo che a volta lo dimentichiamo. È il lavaggio accurato delle mani, potenziali veicolo di trasmissione di batteri, virus e protozoi. A ricordarcelo è la Giornata Mondiale (5 maggio) dedicata a questa tematica, cui non pensiamo spesso.
Basti pensare che, stando ad una ricerca sulla consapevolezza dell’importanza dell’igiene delle mani condotta dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, il progetto sull’informazione consapevole nato dalla collaborazione tra Gruppo Credem e ALMED ( Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, oggi solo il 19% degli italiani utilizza abitualmente gel disinfettanti, con un calo di 12 punti percentuali rispetto al 2023.
Non solo: la frequenza dei lavaggi delle mani si è stabilizzata su una media di sei volte al giorno, un dato che, pur restando identico a quello del 2025, risulta inferiore ai livelli registrati nel biennio 2023-2024, quando la media era di sette.
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Le cinque tappe per la sicurezza
Per il personale sanitario e comunque per chi assiste una persona malata, l’igiene delle mani assume una valenza ancor più importante. L’igienizzazione può avvenire mediante tradizionale lavaggio con acqua tiepida e sapone, da fare sempre almeno all’inizio ed al termine del turno di servizio, anche utilizzando sapone antisettico o gel idro-alcolico.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato comunque alcuni momenti nei quali è essenziale ed obbligatorio igienizzare le mani. Innanzitutto occorre farlo prima di entrare in contatto con una persona malata, ancor più se si esegue una procedura, dopo che ci si toglie i guanti, dopo il contatto con il malato stesso e con le superfici ospedaliere.
Non bisogna mai dimenticare che le Infezioni Correlate all’Assistenza o ICA rappresentano un evento avverso particolarmente frequente e difficile da affrontare nel campo dell’assistenza, sia in ospedale che all’esterno, sul territorio. A rendere difficile l’approccio a questa condizione è lo sviluppo di resistenze alla terapia antibiotica da parte dei microrganismi che causano queste infezioni. L’igiene delle mani salva milioni di vite: tutti i microrganismi responsabili di malattie infettive sono potenzialmente trasmissibili anche con le mani, che possono costituire un mezzo di trasmissione per virus, batteri e protozoi.
Attenzioni a casa e fuori
Nella vita di ogni giorno l’attento lavaggio con acqua o con l’impiego di strumenti specifici andrebbe effettuato ogni qualvolta si entri in contatto con superfici comuni, come sui mezzi pubblici o in altre sedi. Importante è ricordare che queste semplici strategie rappresentano uno dei modi per fermare la diffusione di virus e batteri.
Per questo è importante farlo quando si prepara il cibo, prima di mangiare, dopo aver tossito/starnutito e dopo essersi soffiati il naso nonché, per gli operatori sanitari, quando si presta assistenza.
Le malattie infettive, infatti, possono trasmettersi con le goccioline di saliva, ma anche attraverso le mani: perciò vanno igienizzate di frequente e in modo appropriato. In ultimo una rilevazione che fa ben sperare.
Se sul fronte della semplice igienizzazione delle mani le notizie non sono certo buone, dall’analisi degli esperti emerge un’attenzione crescente verso la possibilità che gli schermi e le tastiere possano rappresentare un potenziale veicolo di infezioni, trasmesse proprio attraverso le mani. Dallo studio emerge che quasi una persona su tre segnala di pulire il proprio cellulare almeno una volta al giorno, in aumento rispetto al 25% registrato nel 2024. Non solo: il 60% del campione dichiara di pulire il proprio computer almeno una volta a settimana e il 39% di sanificare le cuffie.