Cancro, colpirà una persona su 5: tra cambiamenti e 14 raccomandazioni per il futuro

L’allarme è serio e arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma c’è una buona notizia: il 40% dei casi è prevenibile. Cosa sapere

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Entro il 2050 i nuovi casi di cancro saliranno dagli attuali 20,6 milioni a 35 milioni all’anno. Ancora più preoccupante è la previsione che riguarda l’impatto della malattia a livello globale: nel corso della vita si stima che 1 su 5 riceverà una diagnosi della malattia, mentre in modo diretto o indiretto (dunque anche per i familiari dei pazienti) circa il 92% della popolazione mondiale sarà coinvolto almeno una volta nella vita dall’esperienza del cancro. A indicarlo è il Global Status Report on Cancer 2026 – The future we choose together, pubblicato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc).

La nuova sfida del cancro

Il documento, nel quale il cancro viene definito come una sfida ormai universale, mostra una previsione di crescita. Nel 2024 sono state registrate 20,6 milioni di nuove diagnosi di cancro nel mondo, pari a 19,5 milioni escludendo i tumori cutanei non melanoma: 9,9 milioni riguardano gli uomini e 9,6 milioni le donne. Nel complesso, però, l’agenzia ricorda che nei prossimi 24 anni il numero raggiungerà i 35 milioni complessivi. Ad essere coinvolte, però, sono anche le famiglie dei pazienti con malattia. L’indagine mostra come circa il 60% delle persone riferisce un importante disagio emotivo, il 50% dichiara di aver perso relazioni significative e metà dei caregiver manifesta sintomi riconducibili a un lutto prolungato.

Il rischio di morte prematura

Come evidenzia il report, il tumore costituisce anche una causa di morte prematura e il suo impatto sta diventando sempre più rilevante. I dati riferiti al 2021 indicano che è stato la prima causa di mortalità prematura in 41 Paesi, la seconda in 37 e la terza in altri 47. La preoccupazione, però, deriva anche dal fatto che solo 12 Paesi risulta che abbiano messo in atto politiche per raggiungere l’obiettivo indicato dalle Nazioni Unite di ridurre di un terzo la mortalità prematura per cancro entro il 2030, mentre 48 Paesi registrano un andamento opposto.

Dalla prevenzione alle cure: evitare disparità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, però, sottolinea contemporaneamente anche l’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’accesso alle cure. Aspetti sui quali, secondo l’OMS, rimangono ancora marcate differenze a livello territoriale e sociale. A fare la differenza nell’esito della malattia, infatti, non sono solo fattori biologici individuali, ma anche disuguaglianze profonde tra Paesi ricchi e poveri, dunque nella possibilità di poter ricevere trattamenti idonei, più o meno all’avanguardia, e con differenze di costo spesso molto forti.

Quanto pesano reddito e costi

Nello specifico, nelle aree nelle quali si registra un reddito medio elevato, i tumori sono diagnosticati in modo più precoce e la sopravvivenza netta a 5 anni supera l’85%. Al contrario, nei Paesi a basso reddito questo dato scende sotto il 30%. Un andamento analogo caratterizza anche l’intero percorso assistenziale: meno del 40% dei Paesi prevede le cure oncologiche minime nella copertura sanitaria di base, offerta a tutta la popolazione. Laddove non sono include, il tasso di abbandono delle terapie può arrivare al 90%. Secondo il report, inoltre, “il 47% della popolazione mondiale ha un accesso limitato o nullo ai servizi diagnostici di base”, mentre 23 Paesi “non possiedono alcun centro di radioterapia e soltanto il 14% delle circa 73 milioni di persone che ogni anno necessitano di cure palliative riesce effettivamente a riceverle”, come riferisce Quotidiano Sanità.

Le 14 raccomandazioni dell’OMS

In questo contesto, l’OMS ha avviato campagne di sensibilizzazione che riguardano soprattutto la prevenzione, con una serie di raccomandazioni. In particolare si tratta di indicazioni basate sull’evidenza scientifica proprio nell’ambito dell’importanza degli stili di vita, che rappresentano alcuni dei fattori in gioco nell’incidenza del cancro. L’OMS, quindi, in collaborazione con l’Airc e la Commissione Europea, ha elaborato un Codice Europeo contro il Cancro, giunto alla quinta edizione. Si tratta dell’ECAC (ECAC5), disponibile sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Regional Health – Europe e supportata da una serie di articoli su Molecular Oncology sviluppati da circa 80 esperti. Gli elementi e i comportamenti sui quali si richiama l’attenzione sono: fumo di sigaretta e fumo passivo (svapo compreso), entrambi da evitare; peso corporeo e dieta equilibrata, con la raccomandazione a limitare gli alimenti ricchi di calorie, zuccheri, grassi, cibi ultraprocessati e sale, le bevande ad alto contenuto di zucchero e il consiglio, invece, a bere principalmente acqua e bevande non zuccherate; attività fisica minima quotidiana; riduzione delle bevande alcoliche; incentivazione dell’allattamento come prevenzione nei tumori al seno; precauzioni nell’esposizione al sole, ma anche ad agenti cancerogeni sui posti di lavoro, al gas radon, all’inquinamento atmosferico; raccomandazione a seguire le indicazioni in merito alle vaccinazioni; attenzione alle infezioni correlate all’insorgenza al cancro; infine, adesione agli screening, con particolare riferimento a quelli per il cancro al polmone che rimane la prima causa di morte per cancro in Europa.