Creatina e cancro, i rischi della molecola usata per far crescere i muscoli

Diversi studi analizzano gli effetti della molecola anche nella probabilità di insorgenza di tumore. Cosa dicono le analisi finora

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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La creatina continua a rimanere al centro di numerosi studi e di non poche controversie. Da un lato ci sono i suoi indubbi vantaggi nell’aumentare l’energia a disposizione dei muscoli, specie in sforzi intensi e di breve durata; dall’altra ci sono i rischi, nel favorire l’insorgenza di alcune malattie, anche oncologiche. Ecco cosa dice la scienza finora.

I possibili rischi legati al cancro

Uno studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrions e condotto su oltre 25mila adulti negli Stati Uniti, ha mostrato come l’apporto della creatina, laddove aumentato, era legato a una leggera diminuzione del rischio di cancro. Nello specifico, ogni incremento di creatina in misura standard era associato a una riduzione di circa il 5% del rischio. Ciò era valido in particolare su un campione di uomini e persone in sovrappeso, con valori di rischio leggermente più bassi.

I dubbi

Le variazioni, però, erano di entità molto modesta, rilevate in un arco tempo temporale piuttosto lungo (dal 2007 al 2018), ma tenendo in considerazione alcuni punti fermi: trattandosi di uno studio osservazionale, non è stato possibile stabilire alcun nesso di causa-effetto, quindi non è certo che la minor incidenza di tumori potesse essere legata in modo univoco all’aumento dell’apporto di creatina. Gli stessi ricercatori, guidati da Junhui Jiang, della Fuzong Clinical Medical College of Fujian Medical University, in Cina, hanno sottolineato come la creatina di per sé abbia “un’azione anti-infiammatoria, anti-ossidante e effetti di immunomodulazione. Tuttavia il suo impatto sui tumori rimane incerto”. Ad esempio, non è stato possibile valutare un eventuale legame tra coloro che consumano creatina e abitudini alimentari generalmente più sane rispetto ad altri campioni, come coloro che assumono più proteine di natura animale, più zuccheri, ecc.

Lo studio americano: creatina come immunomodulante

Secondo un altro studio, pubblicato su iScience, la creatina potrebbe potenziare alcune cellule del sistema immunitario coinvolte nelle fasi di riconoscimento del cancro. Ad effettuare la ricerca è stato un team della UCLA, l’ Università della California di Los Angeles, che hanno analizzato il comportamento delle cellule dendritiche, anch’esse coinvolte – come i linfociti T – nella risposta immunitaria e, in particolare, nel riconoscimento di precisi segnali di allarme e dunque in grado di attivare il sistema di difesa. Gli scienziati hanno osservato che, in presenza di un tumore, le cellule dendritiche aumentano la produzione della proteina CrT, che veicola l’ingresso della creatina nella cellula. Per avere conferma di questo processo, hanno eliminato la CrT in cavie animali, arrivando alla conclusione che, senza la proteina in questione e dunque senza la creatina, le cellule dendritiche risultavano meno attive e capaci di generare una risposta da parte dei linfociti T CD8, specializzati nell’eliminazione delle cellule malate. Viceversa, in presenza di creatina anche somministrata artificialmente, le cellule dendritiche apparivano più efficienti, rallentando lo sviluppo del tumore (precisamente, nel caso in esame, di un melanoma).

Creatina, pro e contro

Di certo la creatina è “una molecola derivata da amminoacidi che si trova principalmente nei muscoli. Un uomo adulto di circa 70 chili ha in media tra i 120 e i 140 grammi di creatina nel corpo, anche se l’allenamento costante ne aumenta le scorte muscolari. Giornalmente il consumo della creatina è di circa l’1-2% delle scorte totali e viene poi eliminata dai reni nelle urine sotto forma di creatinina1”, come spiega la Società italiana di Farmacologia. Gli stessi esperti farmacologi, però, sul proprio portale precisano alcune informazioni. Ad esempio riguardo possibili problemi ai reni: “L’aumento della creatinina (prodotto di scarto della creatina) nel sangue, è normale per chi assume creatina e non indica necessariamente un danno renale. Se vengono rispettate le dosi raccomandate dalle linee guida, quindi non superiori a 3 grammi al giorno per ripristinare il fabbisogno quotidiano, non ci sono evidenze di sofferenza dei reni. In alcuni tipi di sport durante le fasi di carico e per brevi periodi si possono assumere fino a 5/10 gr al giorno”.

Possibili effetti avversi

Possibili effetti avversi, invece, “si osservano in caso di alti dosaggi ed a breve termine”, spiega la Società italiana di Farmacologia, che elenca: diarrea, crampi ed eruzioni cutanee. L’uso prolungato e non controllato può causare un aumento della creatinina, disidratazione e alterazioni della pressione. Non è raccomandata in gravidanza”. Gli esperti, inoltre, ricordano che “gli integratori che assicurano il miglioramento delle performance sportive e dell’aspetto fisico, spesso reperiti nelle palestre o sul web, possono contenere sostanze non dichiarate, come gli steroidi anabolizzanti, i diuretici e le anfetamine. Per questo è fondamentale rivolgersi a un medico specialista per identificare il giusto integratore e le dosi ottimali da assumere”.

Risposte differenti a seconda dei soggetti

Va anche tenuto ancora del fattore relativo alla soggettività: “I soggetti che hanno alti livelli basali di creatina non hanno alcun beneficio”, spiegano gli specialisti di farmacologia. “Inoltre, dopo un mese di assunzione costante, le scorte di creatina nel corpo si saturano, e il muscolo non è in grado di accumularne altra, rendendo inutile ogni ulteriore assunzione”. Nell’elenco delle patologie per le quali viene studiata come possibile futura integrazione nelle terapie, invece, figurano “ischemia, distrofia muscolare, di sclerosi amiotrofica laterale (SLA), di sarcopenia, nel Parkinson e nell’insufficienza cardiaca”. Infine, un luogo comune: “La creatina non è nella lista delle sostanze dopanti del CIO o della WADA, in quanto migliora la prestazione, ma non sostituisce l’allenamento”.