Melanoma, come scegliere l’outfit per la prevenzione: i consigli per i giusti vestiti e accessori

Per proteggersi dal melanoma restano fondamentali la crema solare e la corretta esposizione al sole. Ma anche l'abbigliamento ha la sua importanza

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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Oltre la crema solare. Oltre il regolare controllo dei nei. Se è vero che occorre sempre preservare la pelle dagli insulti dei raggi del sole con filtri ad alto indice di difesa, non bisogna dimenticare quanto e come l’abbigliamento sia importante. Ad indicarlo è la campagna “Vestiti di Prevenzione”, che prende il via proprio nei giorni che precedono la Giornata nazionale dedicata alla patologia.

A lanciare l’iniziativa è la Fondazione Melanoma, che punta l’indice sugli indumenti e gli accessori partendo dagli esiti di tre studi internazionali pubblicati uno da Cancer Research, il secondo e il terzo sulle Cancer e Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.

Quanto contano i vestiti

Il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo e, in Italia, i casi sono più che raddoppiati in 20 anni, passando da 6.000 nel 2004 a circa 15.000 l’anno. Questo anche per effetto della maggiore attività di prevenzione rispetto al passato. Quasi 9 casi su 10 sono legati all’eccessiva esposizione ai raggi Scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma.

Non è solo questione di giornate calde e soleggiate: i raggi UV possono essere forti a sufficienza per danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, anche quando il cielo è nuvoloso o il clima è fresco.

L’abbigliamento, specie quando ci si scopre perché fa caldo, può determinare anche le zone del corpo in cui è più probabile sviluppare un melanoma.

“C’è infatti una correlazione diretta tra le abitudini sociali nell’abbigliamento e la localizzazione del cancro della pelle – spiega Paolo Ascierto, ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus –“.

Una recente analisi della Cancer Research UK, organizzazione benefica britannica dedicata alla ricerca sul cancro, mostra una netta differenza di genere sul rischio melanoma. Negli uomini, due melanomi su cinque (circa il 40%) vengono diagnosticati sul dorso (schiena, petto e addome), mentre nelle donne più di un terzo dei casi (35%) si manifesta sulle gambe. “Queste variazioni riflettono – specifica Ascierto – i diversi comportamenti stagionali: la tendenza maschile a stare a torso nudo all’aperto e quella femminile a indossare gonne e pantaloncini che espongono gli arti inferiori”.

La crema solare

Come se non bastasse, esiste un “paradosso della crema solare”, un fenomeno per cui l’uso dei filtri protettivi fornirebbe un falso senso di sicurezza, portando le persone a esporsi al sole in modo più pericoloso.

I ricercatori hanno incrociato i dati di due studi: uno condotto su gruppi di discussione nelle province atlantiche del Canada, pubblicato sulla rivista Cancers e l’altro, pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, basato sui dati della Biobank del Regno Unito.

In quest’ultimo, è emerso un dato sorprendente: l’uso di creme solari è risultato associato a un rischio più che raddoppiato di sviluppare il cancro della pelle. “Questi risultati suggeriscono un paradosso – commenta Ascierto -. Chi si espone maggiormente al sole tende a usare più crema, ma non in quantità adeguata né adottando altre misure di protezione, esponendosi così a un rischio maggiore.

La crema solare è fondamentale, ma non è una ‘licenza di arrostirsi’ al sole. La maggior parte delle persone non ne applica una quantità sufficiente o rimane esposta ai raggi UV per ore dopo la prima applicazione. L’abbigliamento, invece, non scade, non si lava via col sudore e offre una protezione fisica costante che la lozione, spesso applicata male o in quantità insufficiente, non può garantire”.

5 consigli per un guardaroba anti-melanoma

La prevenzione è un abito che dobbiamo imparare a indossare. Ecco come scegliere l’outfit perfetto per proteggere la pelle:

1)    Coprire senza soffocare. Anche se il caldo spinge a scoprirsi, la scelta più sicura è “coprire senza soffocare”. Opta per camicie a maniche lunghe in lino o cotone leggero e pantaloni lunghi dal taglio fluido. Coprire braccia e gambe con tessuti naturali permette alla pelle di traspirare meglio rispetto all’esposizione diretta al sole, che invece aumenta la temperatura corporea e il rischio di scottature.

2)    Colori scuri e vivaci: il bianco protegge meno del nero. I colori scuri o le tinte brillanti (rosso, blu navy) assorbono i raggi UV meglio dei toni pastello, impedendo loro di penetrare.

3)    Montatura avvolgente. Gli occhi e la zona perioculare sono estremamente vulnerabili. Non tutti gli occhiali da sole proteggono davvero: lenti troppo chiare o prive di filtri a norma possono essere controproducenti, poiché inducono la pupilla a dilatarsi lasciando entrare più raggi UV. Scegli la montatura “avvolgente”: i modelli laterali più ampi o fascianti impediscono ai raggi riflessi (da sabbia, acqua o asfalto) di insinuarsi dai lati, proteggendo la pelle sottile del contorno occhi dove la crema solare spesso non viene applicata correttamente.

4)    L’accessorio salva-viso: un cappello a tesa larga (almeno 7 cm) è essenziale. Protegge zone critiche e spesso dimenticate come le orecchie, il cuoio capelluto (specialmente per gli uomini) e la nuca.

5)   Cerca l’etichetta UPF: proprio come le creme hanno l’SPF, molti capi tecnici hanno il fattore UPF (Ultraviolet Protection Factor). Un capo UPF 50+ blocca il 98% dei raggi UV, rendendoti virtualmente invulnerabile.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.