Come prevenire il rischio melanoma: prendere il Sole con giudizio

Il melanoma è il terzo tumore più frequente sotto i 50 anni. Come riconoscerlo e la regola dell'ABCDE per prevenirlo

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Mascherine, distanziamento. Non c’è solo il Covid-19 da temere in queste giornate, con il Sole che, nonostante i temporali, brilla forte nel cielo. Ci vuole anche attenzione quando si sta all’aria aperta. Non “abbassare la guardia” non si riferisce solamente ai virus, insomma, ma anche ai raggi solari attraverso anche comportamenti corretti per difenderci dai raggi UVA e UVB come, ad esempio, crema solare e occhiali da sole.

Perché si può fare molto per prevenire il melanoma e per riconoscerlo in tempo. È il messaggio che viene dalla campagna “#Neiparticolari” che ha il patrocinio dell’Intergruppo Melanoma Italiano – IMI e dell’Associazione Italiana Malati di Melanoma e tumori della pelle – A.I.Ma.Me.

La regola dell’alfabeto per i nei

Nel 2019 i casi di melanoma attesi nel nostro Paese sono stati 12.300, è il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni e nel 20 per cento dei casi i pazienti hanno un’età compresa tra i 15 e i 39 anni. La prevenzione è fondamentale. Giocare d’anticipo attraverso un’adeguata protezione nei confronti delle radiazioni solari, che deve iniziare già da bambini, visto che le scottature in tenera età sono uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza del tumore, è la prima norma di prevenzione.

Altrettanto importante è eseguire regolarmente i controlli dei nei dal dermatologo, specie se questi presentano “cambiamenti” nella forma, nelle dimensioni e nel colore. Il trattamento precoce del melanoma consente di eliminare la lesione, ma quando questa si fa più profonda la disseminazione delle cellule neoplastiche è però molto rapida. Fondamentale diventa quindi il riconoscimento precoce delle lesioni.

Per aiutarci ecco una semplice regola, che nasce dalle prime cinque lettere dell’alfabeto ABCDE (Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensione, Evoluzione). Le prime cinque lettere dell’alfabeto corrispondono infatti a precisi segnali d’allarme che la pelle invia. Infatti i nei che presentano queste caratteristiche (Asimmetria, cioè metà del neo diversa dall’altro, Bordi irregolari, Colore variabile con sfumature scure, Dimensione che cambia ed Evoluzione con mutamenti di forma, dimensiono o spessore del neo) vanno subito fatti esaminare dallo specialista.

“È davvero importante che tutti prendano consapevolezza sul melanoma – spiega Ignazio Stanganelli, Presidente IMI e Direttore Skin Cancer Unit IRST Istituto Tumori Romagna e Professore associato Università di Parma – ma la prevenzione non può prescindere dalla corretta informazione ed è per questo che campagne come #NeiParticolari sono fondamentali. L’informazione infatti serve anche a chi ha già una diagnosi di melanoma per poter accedere al trattamento più efficace in base allo stadio della malattia. Oggi è addirittura possibile parlare di “guarigione”, grazie all’opportunità di intervenire negli stadi precoci, dopo la chirurgia, con un trattamento adiuvante che mira a ridurre il rischio di recidiva e a migliorare la sopravvivenza globale. Anche negli stadi più avanzati di malattia, in presenza di metastasi, la ricerca offre oggi opportunità di cura estremamente efficaci”.

“Come Intergruppo Melanoma Italiano crediamo profondamente nel valore dell’informazione, così come in quello della collaborazione visto che siamo un network multidisciplinare di specialisti impegnati nella ricerca e nella cura di questo tumore ed è per questo che abbiamo dato il nostro sostegno ad una campagna come #NeiParticolari, voluta da MSD Italia, che come noi investe in ricerca e innovazione”.

I tanti volti del melanoma

In genere questa lesione tumorale trae origine dai nevi, agglomerati di melanociti (particolari cellule cutanee) che possono essere presenti fin dalla nascita o comunque dalla prima infanzia oppure comparire durante tutto il corso della vita. I nevi possono subire trasformazioni visibili anche ad occhio nudo; possono apparire come placche sanguinanti che prima cicatrizzano, ma poi si riformano quando la crosta cade, senza mai guarire del tutto.

Prima della pubertà il riscontro di melanoma è puramente aneddotico. In genere questa neoplasia si manifesta in persone di età compresa tra i 30 ed i 60 anni. I melanomi cutanei (possono essere colpite anche altre zone del corpo come l’occhio) possono nascere in diversi momenti sulla pelle oppure essere originati da nevi già presenti.

Sono quattro i tipi di melanoma della pelle: la forma più comune è il melanoma a diffusione superficiale (circa sette casi su dieci sono di questo tipo), il melanoma modulare, che è il più aggressivo perché tende ad approfondirsi nella cute precocemente, e i più rari lentigo maligna melanoma e melanoma lentigginoso acrale.

Il principale fattore di rischio per il melanoma cutaneo è l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta rappresentata soprattutto dai raggi del sole. L’eccessiva esposizione al sole, specie se in tenera età, può danneggiare col tempo il Dna cellulare e favorire la trasformazione tumorale. Sicuramente, infine, incidono la predisposizione familiare, la presenza di lentiggini o di nei, soprattutto se sono grossi, dai bordi irregolari, di forma e colore variabile o se questi sono più di cinquanta diffusi sulla pelle.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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