I sintomi del reflusso esofageo: bruciori al petto

Il reflusso gastrico: sono tanti i campanelli d'allarme di questa insidiosa patologia che colpisce moltissime persone, ecco tutti gli approfondimenti utili

Il reflusso gastrico può manifestarsi sotto varie forme. Non è detto, infatti, che questa patologia si manifesti unicamente attraverso la sensazione di fastidio allo stomaco, poiché la maggior parte delle volte i bruciori partono proprio dalla zona del petto. Ma di cosa si tratta precisamente? Questi bruciori al petto provocano una sensazione di rigurgito acido che tende a risalire fino alle vie orali: è questo il fastidio principale del reflusso gastrico. Il reflusso può manifestarsi anche durante la notte e durante il momento del riposo. Inoltre a volte potrebbe essere accompagnato da colpi di tosse intensa simile alla bronchite asmatica e raucedine cronica. davvero intensi da ostacolare la respirazione per alcuni minuti.

A volte questo dolore può manifestarsi attraverso dei disturbi molto simili a quelli dell’arresto cardiaco ed è per questo che il paziente tende ad allarmarsi. In realtà, il reflusso gastrico è più comune di quanto si pensi, può colpire sia donne che uomini prevalentemente in età adulta, ma può affliggere anche i più piccoli o addirittura i neonati. Inoltre, capita spesso che questi disturbi persistano per lungo tempo, ma nella maggior parte dei casi si alternano a periodi di benessere ed il paziente avverte una sensazione di guarigione, senza alcun tipo di manifestazione del problema. Onde evitare l’insorgere della patologia, bisogna capire che cosa causa precisamente il reflusso gastrico in un paziente e ricordarsi che lo stile di vita influisce sul reflusso gastroesofageo.

Il reflusso scaturisce da un malfunzionamento dello sfintere inferiore dell’esofago, ovvero un muscolo situato tra lo stomaco e l’esofago che ha il compito di regolare verso un’unica direzione il passaggio del cibo, ma che durante la comparsa della patologia causa il reflusso delle sostanze acide nello stomaco. Le complicanze relative al reflusso gastrico scaturiscono proprio dall’acidità dello stomaco, la quale è responsabile delle lesioni dell’esofago. Quest’ultimo disturbo viene definito anche esofagite cioè un’infiammazione del rivestimento interno dell’esofago causato dal contatto con le sostanze acide. Se non si interviene nel modo giusto su questo fenomeno può capitare infatti di arrivare al sanguinamento (ulcera) e alla stenosi con disfagia. Quest’ultima indica una diminuzione del diametro dell’esofago che porta a delle vere e proprie complicanze per il passaggio del cibo. Inoltre, potrebbe anche comportare la comparsa dell’esofagite di Barret, la quale viene considerata una precancerosi.

I trattamenti per curare il reflusso gastrico dipendono dalla gravità della sintomatologia. Innanzitutto, per alleviare il problema è consigliabile seguire una corretta alimentazione ed un sano stile di vita, facendo attenzione ai cibi che gonfiano lo stomaco. Dopodiché è possibile ricorrere a dei semplici e utili accorgimenti come evitare di coricarsi subito dopo mangiato e dormire con il capo sollevato, cercare di assumere alimenti ad alta digeribilità (soprattutto durante la sera), evitare gli alcolici, in particolare i superalcolici, ridurre il peso corporeo ed escludere cibi come menta, spremute d’arancia, cioccolata, frutta secca, alimenti grassi, caffè e tè.

Rivolgetevi al vostro medico curante che saprà indicarvi quali esami diagnostici effettuare per stabilire l’effettiva presenza del reflusso gastrico.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

I sintomi del reflusso esofageo: bruciori al petto