Maxima d’Olanda e il marito, Re Willem-Alexander, sono volati negli Stati Uniti d’America per un viaggio di Stato che sta riempiendo di speranza i cuori dei sudditi. Mentre c’è chi confida nella diplomazia e che la presenza dei Reali olandesi possa sciogliere il cuore di chiaccio del Presidente Trump, una “battaglia” parallela si gioca tra le due primedonne dell’evento: da una parte Maxima con il suo vistoso look arancione, dall’altro Melania che sembra impallidire di fronte alla Regina.
Maxima e Melania, look a confronto
Salta immediatamente agli occhi che Regina e First Lady abbiano due gusti completamente differenti in fatto di look. Quell’arancione sontuoso indossato da Maxima d’Olanda non passa di certo inosservato, colore che non è semplicemente un vezzo per la Sovrana: l’arancione è il colore nazionale, eredità del Casato d’Orange-Nassau, originariamente presente nella bandiera del Paese.

L’abito è un nuovo capo del guardaroba della Regina, che stavolta ha deciso di mettere da parte il “riciclo” per sfoggiare una nuova creazione di Claes Iversen, designer danese ormai da tempo nel suo cuore e che l’ha vestita in più occasioni (ricordate l’impermeabile e l’abito con gli oblò?). La Sovrana ha completato il suo look con un paio di décolleté in nappa color cuoio di Gianvito Rossi e col prezioso orologio Patek Phillippe Ellipse realizzato in diamanti, oro bianco e zaffiri, con quadrante in madreperla.
E poi c’è lei, Melania Trump, al fianco di uno degli uomini più odiati di sempre. Il bon-ton non va in vacanza, neanche nel bel mezzo di una guerra, e la First Lady a stelle e strisce ha accolto i Reali olandesi con il suo immancabile sorriso e una creazione di Erdem realizzata in collaborazione con la pittrice britannica Kaye Donachie. Si tratta di un abito bianco senza maniche in jacquard ricamato, sul quale spicca un nastro nero d’organza a motivo floreale. A completare il tutto, un paio di décolleté nere e l’hairstyle a onde dal sapore vintage.
La guerra degli USA e le speranze dei sudditi
Mentre venti di guerra soffiano sempre più forti, cresce il timore per l’escalation di violenza che sta colpendo intere popolazioni e le possibili conseguenze (già in parte tangibili) sull’economia mondiale. Inutile negare che scene come quella della visita dei Reali d’Olanda a Washington sembrino quasi anacronistiche in momenti tanto concitati, come se le personalità coinvolte si trovassero in una realtà altra, fuori dal tempo e dallo spazio. In verità, la diplomazia non è mai un errore e la presenza di Maxima e Willem-Alexander d’Olanda è stata un segnale forte, almeno per i loro sudditi.

Non sono mancati i commenti: “Spero che le Loro Maestà possano cercare di convincerlo a fermare la guerra“, scrive qualcuno. “Tieni vicini i tuoi amici ma tieni più vicini i tuoi nemici?”, fa eco qualcun altro. E ancora: “I Paesi Bassi stanno dimostrando una masterclass in diplomazia moderna. Combinando il soft power della monarchia con l’esperienza pragmatica del primo ministro Rob Jetten, stanno facendo girare con successo il dialogo transatlantico dalla retorica pesante della sicurezza verso un programma orientato al futuro”. “Le loro Maestà hanno la mia sincera simpatia per il fatto che debbano sottoporsi a questa visita di Stato per motivi politici nell’interesse del loro Paese”, aggiunge un altro utente.