Cosa sta facendo l’UE per rende sostenibile la fashion industry

Ecco alcune iniziative dell'Unione Europea per tutelare l'ambiente e i consumatori dell'industria della moda

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Angela Inferrera

Fashion blogger e esperta green

Quante volte abbiamo pensato: “Se ci fosse una legge, sarebbe tutto più semplice…”. L’introduzione di normative più stringenti, in tanti campi legati alla sostenibilità, ma anche alla salute, si è spesso tradotta in una maggiore sensibilizzazione dei consumatori relativamente alle tematiche ambientali e di tutela di se stessi e del prossimo. Pensiamo alle leggi sui sacchetti compostabili nei supermercati o alle normative che vietano il fumo di sigaretta nei locali e, in alcune situazioni, anche all’aperto. Norme che, modificando comportamenti individuali su larga scala, hanno avuto un impatto importante a livello ambientale e sociale.

Dal punto di vista della fashion industry, finalmente l’Unione Europea ha varato una serie di norme che aiuteranno questo enorme mercato, il secondo più inquinante l mondo dopo quello del petrolio, ad essere un po’ più sostenibile. Vediamo quali sono.

Cosa sta facendo l'UE per rende sostenibile la fashion industry

Le norme dell’Unione Europea sull’industria della moda: le informazioni sulla sostenibilità dovranno essere verificabili

Questo significa che se un brand darà al consumatore finale delle informazioni relativamente alla sostenibilità dei capi che mette in vendita, il consumatore dovrà poter verificare questi dati. Questo dovrebbe aiutare a ridurre il fenomeno del greenwashing, purtroppo sempre più dilagante.

Le norme dell’Unione Europea sull’industria della moda: il passaporto digitale dei prodotti

Ogni prodotto sarà dotato di un QR code che conterrà tutta una serie di informazioni sulla filiera produttiva, sui materiali utilizzati e sull’impatto ambientale della produzione. Insomma, una versione molto più approfondita e dettagliata delle etichette.

Cosa sta facendo l'UE per rende sostenibile la fashion industry

Le norme dell’Unione Europea sull’industria della moda: obbligo di informare sulla durata e riparablità 

Avete presente quei capi fast fashion che, dopo che li lavate due volte in lavatrice, fanno buchini da tutte le parti, o scoloriscono, o perdono i bottoni, o fanno i pallini? Bene: presto le aziende saranno obbligate a prevedere e rendere esplicita la durabilità dei loro prodotti. Chissà se, vedendolo scritto su un’etichetta, continueremo a comprare capi che hanno una durata di pochi mesi…

Le norme dell’Unione Europea sull’industria della moda: materiali riciclati obbligatori

Ogni capo dovrà contenere obbligatoriamente almeno una percentuale di materiale riciclato. Questo darà sicuramente una nuova spinta all’industria del riciclo e della rigenerazione delle fibre, sperando che serva anche a ripulire l’ambiente da una buona fetta di materiale già diventato spazzatura. Ricordiamo infatti che purtroppo la percentuale delle fibre tessili riciclate è piccolissima.

Le norme dell’Unione Europea sull’industria della moda: divieto di distruggere l’invenduto

Aveva fatto scandalo qualche anno fa il fatto che delle importanti maison di moda bruciassero l’invenduto per mantenere alto il prezzo dei loro prodotti finali (immaginate il danno ambientale, al di là dell’enorme spreco). Presto non sarà più possibile: questa normativa imporrà alle aziende di rivedere in modo più mirato i loro piani produttivi in modo da limitare al minimo le eccedenze e soprattutto a trovare un sistema green per smaltirle!

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