Endometriosi, quanto incide sulla fertilità e le terapie disponibili. Parla la ginecologa

La dottoressa Daniela Galliano, direttrice del centro IVI Roma, ci spiega sintomi, cause, cure dell'endometriosi. E le tecniche per il concepimento

L’endometriosi è un disturbo che colpisce molte donne, soprattutto in età fertile. È considerata una patologia invalidante per l’impatto che ha sulla qualità della vita di coloro che ne soffrono.

Noi abbiamo chiesto alla dottoressa Daniela Galliano, medico, chirurgo, ginecologo, direttrice del centro IVI Roma, di spiegarci che cos’è l’endometriosi, quanto incide sulla fertilità di una donna, quali sono le tecniche per aumentare le possibilità di concepimento, come la vitrificazione degli ovociti di cui si è occupato lo studio IVI, Oocyte survival and clinical outcome is impaired in young endometriosis patients after fertility preservation (FP), condotto dalla dott.ssa Ana Cobo e presentato alla 36ª edizione del Congresso ESHRE.

Che cos’è l’endometriosi? E quali sono i sintomi?
L’endometriosi è a tutti gli effetti una patologia che, seppur benigna, è causa di sintomi e sequele molto invalidanti per le donne che ne sono affette. In questa condizione, il tessuto endometriale, ovvero quel tessuto che riveste la parte interna dell’utero, è presente anche in sede ectopica, e cioè al di fuori dell’utero. Le sedi dove il tessuto endometriosico può svilupparsi sono, ad esempio, l’ovaio, le tube, i legamenti dell’utero, il setto retto-vaginale e la vescica. Come è logico aspettarsi, in questa situazione le donne possono sperimentare dolori importanti durante il periodo mestruale o pre-mestruale (dismenorrea) o nel periodo dell’ovulazione, dolore con i rapporti e altri disturbi genito-urinari o intestinali.

Perché l’endometriosi viene considerata una patologia invalidante?
Purtroppo molto spesso la dismenorrea è talmente accentuata da minare la qualità della vita della donna, costringendola ad assumere anti-dolorifici per molti giorni al mese, limitandone fortemente le normali attività quotidiane e lavorative o condizionandone la vita di coppia. Per non parlare del fatto che spesso la diagnosi viene posta in maniera tardiva, con un aggravamento del quadro complessivo e con tutti i risvolti psicologici che possiamo immaginare.

Quali sono le terapie disponibili?
Esistono diversi approcci terapeutici e la scelta tra le varie opzioni si basa prevalentemente sul grado di severità della malattia, sull’età della donna e sul desiderio riproduttivo.
È possibile utilizzare diversi farmaci, terapie ormonali che hanno lo scopo di contenere la malattia e ridurre, in alcuni casi anche far scomparire, i sintomi; ma bisogna anche tener conto che nessuna terapia farmacologica è in grado di indurre una guarigione definitiva e che possono esserci anche degli effetti collaterali legati all’uso prolungato di queste terapie, che devono essere spiegati alla paziente. In alcuni casi, quando la diffusione della malattia è estesa, è necessario ricorrere alla chirurgia (laparoscopica o laparotomica) con trattamenti più o meno invasivi e più o meno invalidanti.

L’endometriosi quanto incide sulla fertilità di una donna?
Tantissimo, purtroppo. Si stima che tra il 20 e il 50% delle donne infertili abbiano l’endometriosi, alcuni studi parlano addirittura di percentuali più elevate. Basti considerare che la prevalenza di questa patologia nella popolazione femminile in età fertile è di circa il 3%. Non vi è dubbio che le forme più severe della malattia possano impedire il normale concepimento, alterando i rapporti anatomici tra ovaie e tube o danneggiando direttamente le tube o il tessuto ovarico. Più in generale, il quadro di infiammazione cronica data dall’endometriosi, sappiamo essere associato ad una qualità ovocitaria ridotta. Infine, anche la una chirurgia ovarica dell’endometriosi può portare ad una riduzione del tessuto ovarico sano, e dunque della fertilità.

In che modo la vitrificazione degli ovociti può aumentare la possibilità di concepimento?
In una donna affetta da endometriosi, soprattutto se ovarica, il poter intervenire per tempo per preservarne la fertilità, prima che la malattia peggiori, è fondamentale. Come sappiamo, i figli si fanno sempre più tardi, quando si fanno. Vitrificare gli ovociti prima che la malattia si aggravi, permette alle donne con endometriosi di aumentare incredibilmente le proprie chances riproduttive.

Ci può spiegare in cosa consiste questa tecnica?
La vitrificazione è una tecnica di mantenimento degli ovociti a -196 °C, che permette di conservarne nel tempo la qualità. In questo modo riusciamo a preservare la fertilità delle nostre pazienti. Gli ovociti sono ottenuti a seguito di un trattamento ormonale, sicuro e controllato, che termina con un prelievo ovocitario in sedazione profonda. A distanza di tempo la donna, se non dovesse aver concepito per via naturale, può decidere di utilizzare gli ovociti precedentemente raccolti per una fecondazione in vitro, anche nel caso ci sia stato un peggioramento della malattia.

Esistono altri metodi per aumentare la possibilità di concepimento?
Come detto, è fondamentale che la diagnosi di endometriosi non sia tardiva. Come regola generale, ciascuna donna dovrebbe fare delle visite ginecologiche periodiche e riferire al ginecologo la propria sintomatologia, se presente. Il poter intervenire per tempo, con una terapia ormonale facilmente tollerabile, rappresenta un vantaggio sotto vari punti di vista. Inoltre, possono essere seguite diete specifiche, combinando cibi antifiammatori, disintossicanti e privi di ormoni.
Invece, in quei casi in cui la riserva ovarica sia estremamente ridotta, unitamente ad una riduzione della qualità ovocitaria, ricorrere ad una fecondazione eterologa, ovvero ad una donazione di ovociti, permette di aumentare di molto le possibilità di concepimento.

Quali sono le altre cause d’infertilità in una donna?
Le cause di infertilità nella donna sono da ricercarsi in alterazioni endocrinologiche, con conseguente assenza di ovulazione ed alterazioni funzionali del corpo luteo, alterazioni strutturali uterine (come ad esempio la presenza di polipi endometriali, setti uterini o fibromi uterini) o tubariche (stenosi o dilatazioni tubariche), malattie sessualmente trasmissibili o malattie croniche, come il diabete.
Capirete bene come, vista la complessità del quadro, sia sempre bene rivolgersi a dei professionisti che sappiano consigliare la donna ed indirizzarla alle scelte terapeutiche migliori.

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