Portulaca: l’erba spontanea che potenzia le tue difese immunitarie

È una delle più diffuse nelle colture estive. Raccolta allo stato spontaneo o talvolta coltivata, viene consumata da tempi remoti nelle regioni mediterranee

Luana Trumino Editor specializzata in Salute&Benessere

La portulaca, conosciuta anche con il nome di “erba porcellana” è una pianta erbacea annuale con una particolare predilezione per i campi incolti, gli orti, i suoli sabbiosi, gli ambienti sassosi, le aiuole, i giardini e le spaccature dei marciapiedi. Un prodotto della natura straordinario tanto che è conosciuta e apprezzata sin dall’antichità.

Originaria dell’Asia meridionale, veniva coltivata in Mesopotamia già duemila anni fa e la sua rapida diffusione ha interessato le regioni mediterranee e tutta l’Europa. La tradizione popolare la considerava una pianta portafortuna e un potente amuleto contro gli spiriti malvagi e gli incantesimi: alcuni rami posti sotto il materasso garantivano un sonno tranquillo e ricco di sogni premonitori.

Persino Mahatma Gandhi, nello sforzo di liberare il suo paese dalla povertà e dalla fame, promosse un’agricoltura gestita da un insieme di villaggi autosufficienti. A tale scopo aveva redatto una lista di 30 specie coltivabili, tra le quali aveva inserito anche la portulaca.

Cosa contiene

L’intera pianta contiene numerose sostanze tra cui quercetina, sitosteringlucoside, camferolo, cianidina, dopamina, mucillagini, acido ossalico e ossalati di calcio. Presenta vitamine come la C e vitamina A (retinolo ed equivalenti), vitamina E (alfa-tocoferolo) e piccole concentrazioni di vitamine del gruppo B. Ottime anche le concentrazioni di alcuni minerali come il magnesio, il manganese, il potassio e il ferro (anche se poco biodisponibile).

I benefici per la salute

La principale caratteristica nutrizionale di questa pianta infestante è l’alta presenza di acidi grassi essenziali omega 3 (alfa-linolenico in quantità ottimale) in misura superiore a qualsiasi altra pianta vegetale a foglia. Questa caratteristica, insieme alla contemporanea presenza di vitamina C, specialmente se consumata cruda, la rende un alimento adatto nella prevenzione delle malattie cardiocircolatorie e nel potenziamento delle difese immunitarie. 

In ambito fitoterapico, è utile per le sue proprietà antinfiammatorie, emollienti, diuretiche, rinfrescanti, antiscorbutiche, antiossidanti e coleretiche. La presenza di mucillagini, oltre a renderla un emolliente naturale utile per le pelli secche, arrossate o infiammate, poiché sono idrosolubili sono ottimi per modulare l’assorbimento intestinale e nutrire in maniera sana il microbiota, svolgendo un’azione prebiotica. Inoltre, sono in grado di contrastare il transito intestinale rallentato, in associazione alle giuste quantità d’acqua, evitando gli effetti collaterali tipici delle fibre insolubili tipo gonfiore e meteorismo intestinale.

Nella medicina popolare il succo fresco viene impiegato come collutorio per curare le gengiviti e le ulcere del cavo orale (in alternativa è sufficiente masticare le foglie).

Ricette e usi in cucina

E altrettanto straordinari sono gli usi di questa pianta, che è possibile raccogliere praticamente ovunque tra la primavera e l’estate. Le foglie e i fusti teneri hanno un gradevole sapore acidulo e allo stato crudo sono un prezioso ingrediente di insalate miste e salse verdi. Si accompagnano bene con i formaggi cremosi, lo yogurt, le uova sode, i legumi, le verdure e i piatti a base di pesce. Si aggiungono alle minestre e alle zuppe, sfruttando la loro capacità addensante dovuta alla presenza di mucillagini.

Lessate e condite con olio e limone (accompagnate, ad esempio, con la maionese o una salsa piccante) o saltate in padella con aglio, acciughe e olive (alcune ricette prevedono l’uso della pancetta), costituiscono un contorno o un antipasto originale e gustoso.

Per la sua consistenza carnosa si presta inoltre a essere conservata in aceto, in salamoia o sott’olio.

Controindicazioni

Una pianta, quindi, utile ed appetitosa che può essere consumata liberamente tenendo conto di un’unica avvertenza: essendo ricca di ossalati, se viene consumata a dosi elevate e per lunghi periodi di tempo, può causare problemi di calcolosi renale a persone predisposte verso tale patologia.

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