Arcangelica, per depurarsi e controllare la glicemia

Ricca di vitamine del gruppo B, di fitosteroli e flavonoidi, quest'erba aromatica è caratterizzata da benefici importanti

Pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Ombrelliferae, l’arcangelica è contraddistinta da benefici molto interessanti. Coltivata anche in Italia, è una fonte di nutrienti preziosi come la vitamina A, antiossidante e importante per la salute della pelle oltre che per l’efficienza della vista, e le vitamine del gruppo B (troviamo in particolare la niacina).

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei motivi per cui l’arcangelica fa bene alla salute! In questo novero, è possibile includere il contenuto in fitosteroli e flavonoidi antiossidanti. Come evidenziato dagli esperti del gruppo Humanitas, quest’erba speciale è contraddistinta da una notevole efficacia depurativa ed espettorante.

Inoltre, potrebbe rivelarsi una valida alleata naturale nel controllo dei livelli di zucchero nel sangue (con ovvie conseguenze positive relative alla prevenzione del diabete). I suoi impieghi sono numerosi.

Nell’elenco è possibile includere l’utilizzo con il fine di stimolare la secrezione dei succhi gastrici. Degno di nota è pure il suo olio che, sempre secondo quanto specificato dagli esperti di Humanitas, potrebbe essere contraddistinto da proprietà antibiotiche.

Quest’erba aromatica, fonte di minerali preziosi per la salute come il magnesio, il calcio e il ferro, ha peculiarità da anni al centro dell’attenzione scientifica. Degno di nota a tal proposito è uno studio pubblicato nel 2011 e condotto da un’equipe attiva presso il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università del Kashmir (India).

Si tratta per la precisione di una revisione, nel corso della quale gli esperti si sono concentrati su diverse peculiarità benefiche dell’arcangelica. Cosa hanno scoperto? Che la sua tintura – per la precisione quella dei frutti – può rivelarsi efficaci ai fini dell’inibizione della proliferazione di cellule tumorali (risultato ottenuto in vitro utilizzando come modello una linea di cellule cancerose del pancreas).

Lo studio sopra citato ha permesso di scoprire anche che l’arcangelica può avere un effetto epatoprotettivo sui topi trattati con etanolo. A questo punto, è naturale chiedersi come assumerla. Tra le alternative possibili rientra l’utilizzo come ingrediente per la preparazione di liquori digestivi.

Concludiamo facendo presente che l’assunzione di arcangelica andrebbe evitata in gravidanza e in caso di terapia farmacologica con il warfarin. Per sicurezza, prima di iniziare a introdurre quest’erba nella propria alimentazione è il caso di chiedere consiglio al proprio medico curante.

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Arcangelica, per depurarsi e controllare la glicemia