Pensare positivo: cosa significa e come riuscirci

Per pensare positivo occorre prima di tutto capire che siamo noi che creiamo le nostre condizioni reali. Capiamo come riuscirci

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Cosa vuol dire

Per pensare positivo occorre prima di tutto riconoscere quel che ci rende schiavi, quel che ci limita e ci porta verso energie basse e situazioni pesanti. Non possiamo autoconvincerci di qualcosa se tutta la nostra mente e il nostro modo di vivere vanno verso il basso e non ci permettono di aggiungere un quadro luminoso a chi siamo e quel che vogliamo diventare.

I nostri comportamenti sono dettati dal nostro inconscio prima di tutto e quello va indagato attraverso percorsi specifici, molta pazienza, l’aiuto di un o una professionista e la voglia di muoversi verso direzioni nuove e nutrienti. L’atteggiamento mentale del pensiero positivo deve nascere da dentro e a volte si deve passare attraverso forme di dolore, ci si deve confrontare con paura e sofferenza, che sia in amore o sul percorso lavorativo. Il pensiero e il modo in cui noi pensiamo va ad agire sul destino e senza dubbio uno spirito ottimista e proattivo aiuta meglio di un pensiero negativo.

Un famoso motto: “Quando esamino i miei metodi di pensiero, concludo che il dono della fantasia ha significato più per me del mio talento nell’assorbire il pensiero positivo” detto da Albert Einstein. Riportiamo questa frase per avere chiaro il fatto che il pensiero positivo non deve essere qualcosa di mascherato, fittizio, impostato. Dobbiamo trarre ispirazione dalla nostra fantasia interiore e da vie impensabili per quel che riguarda il mondo razionale e logico. A volte il pensiero creativo ci viene in aiuto in modi che non possiamo nemmeno immaginare. In sintesi, possiamo creare il reale in cui viviamo, quindi converrebbe farlo decidendo di creare qualcosa in cui ci piace abitare, vale per gli ambienti quanto per i pensieri; di fatto i pensieri generano l’ambiente in cui viviamo.

Pensare senza entrare nei loops

Alcune persone ritengono che pensare positivo sia molto difficile se abbiamo avuto delle sconfitte importanti. Ad esempio, se a un esame non abbiamo dato il meglio, potremmo iniziare a pensare che anche in futuro accada lo stesso. Invece bisognerebbe mantenere la mente pulita e attiva e dovremmo cercare di fare piazza pulita del passato, di quel che abbiamo creato coi pensieri e di quello che vogliamo nel futuro.

Ci vuole uno sforzo ma se iniziamo a pensare positivo possiamo migliorare la memoria e la concentrazione, aumentare la fiducia, ridurre lo stress, aumentare il livello di motivazione e di costanza, potenziare il modo in cui siamo produttivi/e sia nello studio che nel lavoro che nello sport. Si deve mettere energia per capire che ogni momento ha il suo valore e che il presente ci permette di scrivere costantemente la nostra storia, a prescindere dagli accadimenti del passato.

5 consigli

Certe volte si tende a pensare che il pensiero positivo sia un formalismo, una sorta di modi di essere fittizio e costruito, ma le cose non stanno in questo modo. Il pensiero positivo va costruito di giorno in giorno e richiede molta attenzione e cura. Vediamo insieme cinque consigli pratici per iniziare a pensare positivo.

Formulare le affermazioni

Formulare le affermazioni vuol dire creare delle frasi che si adattano a quel che riconosciamo come prioritario, alle cose veramente importanti per noi in funzione delle persone che vogliamo diventare. Formulare delle affermazioni serve per dare agli altri ma soprattutto a se stessi la migliore versione possibile. Sicuramente esistono anche degli strumenti che possono essere utili, come dei video subliminali che lavorano sull’inconscio attraverso frequenze specifiche.

Capire gli obiettivi

Definire gli obiettivi non significa togliere forza a quel che stiamo vivendo sul presente, anzi, si tratta di focalizzare momento per momento quel che si vuole fare e come. La mission personale significa capire in cosa consiste il nostro progetto-senso, dove siamo diretti/e, come vogliamo arrivarci, in che modi, con quali tempi previsti, con quale spirito. Questo ultimo fattore non va trascurato – lo spirito – in quanto corrisponde al fuoco, quel che ci anima, quel che ci rende vivi e animati.

Selezionare le amicizie

Ci sono persone che usano, riempiono di parole, con una certa avarizia emotiva e una certa dose di giudizio sempre attivo. Alcuni comportamenti ci depauperano e ci rendono schiavi e schiave di una forma identitaria in cui magari non ci riconosciamo. Dovreste cercare di fare spesso un bilancio circa le persone che vi stanno intorno, senza polemica o paura, ma solo davvero volendo vedere se state guadagnando, bilanciando, perdendo in termini energetici.

Non fate i salti mortali

Non cercate di fare i salti mortali per riconoscere il vostro valore, cercate di proiettare la vostra persona in energie calme, quiete e tranquille. Non abbiate paura di spendere la vostra energia ma non andate in effettiva dispersione. Riconoscete quanto vale il vostro pensiero, il vostro mondo emotivo e date attenzione a quel che conta. La dispersione ci potrebbe portare alle aspettative o al depauperamento energetico e sarebbe bene evitare questo tipo di andamento, mantenendo invece una spinta alta e positiva.

Usate il tempo in modo nutriente

Rendere il tempo nutriente significa sorvolare su cose che hanno poco valore profondo e rendersi conto che il tempo non ha una durata infinita. Dovete cercare di rendere nutriente ogni momento, anche provando a scandire il tempo con piccoli movimenti piacevoli e pieni di valore e calma. Fare passeggiate, preparare del buon cibo, imparare qualcosa di nuovo, conoscere persone nuove, aprire un nuovo libro e prendersi cura dei sentimenti e della vicinanza con chi ci ama e amiamo.