Nasturzio: proprietà, controindicazioni e cosa si mangia

Il nasturzio è una pianta spontanea commestibile ricca di vitamina C, dal sapore intenso e dalle proprietà diuretiche, depurative e balsamiche

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Cos’è

Il nasturzio (Nasturtium officinale) è una pianta perenne che appartiene aella famiglia delle Brassicaceae o Cruciferae, noto come crescione d’acqua o semplicemente crescione. Si tratta di una specie acquatica o palustre, che cresce nei pressi di ruscelli, sorgenti, corsi d’acqua, sia in pianura sia in montagna. La pianta del nasturzio presenta steli cavi e spigolosi che possono raggiungere altezze dai venti agli ottanta centimetri, portando foglie leggermente carnose, composte da uno-cinque paia di segmenti, prive di peli. Il nasturzio fiorisce da maggio a ottobre producendo piccoli fiori bianchi con antere gialle, disposti in racemi che inizialmente formano quasi un’ombrella e che poi si allungano. Il frutto del nasturzio è una siliqua lineare lunghe da tredici a diciotto centimetri circa. La pianta di nasturzio può essere facilmente confusa con quella di Billeri amaro (Cardamine amara), altra specie della famiglia delle Brassicaceae che condivide con il crescione d’acqua lo stesso habitat. Per distinguere le due piante occorre osservare lo stelo e le antere dei fiori: il billeri ha steli pieni e antere viola, mentre il nasturzio ha steli cavi e antere gialle.

Proprietà

Le parti aeree del nasturzio hanno proprietà diuretiche, depurative, balsamiche e stimolanti e vengono utilizzate nelle cure depurative primaverili e nelle affezioni bronchiali croniche. Le proprietà del nasturzio sono date dalla presenza di flavonoidi, carotenoidi, glicosidi solfotiocianici, oltre a vitamine – vitamina A, C, K, B2, B6 e B9 – e minerali, in particolare ferro, magnesio e manganese.

Il nasturzio può essere assunto sotto forma di infuso ottenuto con un cucchiaino di droga essiccata oppure come succo estratto dalla pianta fresca. L’infuso è utile per normalizzare le secrezioni bronchiali nelle bronchiti croniche e per favorire la diuresi in caso di ritenzione idrica e gonfiore. Il succo fresco è impiegato invece per l’elevato contenuto di vitamina C, per contrastare la carenza di questa vitamina e per l’azione antiossidante contro i radicali liberi. Data la presenza di ferro, l’assunzione di succo di nasturzio è consigliata anche nelle persone che soffrono di anemia da carenza di ferro.

Esternamente, il succo fresco di nasturzio viene usato per frizioni del cuoio capelluto utili a frenare la perdita di capelli, grazie alla capacità di aumentare l’afflusso di sangue (e di conseguenza di ossigeno e di nutrienti) nell’area in cui viene applicato.

Uso in cucina

Il nasturzio è una pianta dall’alto valore nutrizionale, poiché ricca di vitamine e di minerale. Di questa pianta si possono consumare le foglie e i fiori raccolti prima e durante la fioritura. È preferibile mangiare il nasturzio fresco, poco dopo la raccolta e crudo, così da preservare il contenuto di vitamina C. Il sapore del nasturzio è particolare, forte, leggermente piccante e simile a quello di rucola e senape. Lo si può gustare nelle insalate o usare tritato per preparare salse. Le foglie di nasturzio possono essere consumate anche cotte, aggiunte nelle minestre e nelle zuppe, oppure scottate leggermente e ripassate in padella per preparare contorni di erbe miste e ripieni di pasta fresca o torte salate. Prima di utilizzarlo in cucina, il nasturzio deve essere lavato con cura perché potrebbe essere infestato da parassiti pericolosi per l’uomo.

Con il nome comune di nasturzio si indica anche un’altra pianta commestibile, il Tropaelum majus, specie spontanea che appartiene alla famiglia delle Trapaeolaceae. I fiori di questo nasturzio, che possono essere gialli, arancioni o rossi, sono apprezzati per il loro sapore piccante; possono essere raccolti quando sono in bocciolo e usati in modo simile ai capperi, oppure quando sono aperti, per consumarli crudi nelle insalate. Dai fiori e dalle foglie del nasturzio raccolti all’inizio della primavera si può ottenere un succo dal sapore particolare da usare come condimento e nelle marinature.

Infine, oltre al crescione d’acqua o nasturzio, un’altra pianta conosciuta come crescione è il crescione dei prati (Cardamine pratensis), sempre della famiglia delle Brassicaceae: la pianta del crescione dei prati o cardamine è comune nei prati incolti e lungo i corsi d’acqua, cresce fino a venti-trenta centimetri, presenta foglie glabre o leggermente pelose e fiori profumati con petali dal bianco al lilla scuro. Del crescione dei prati si consumano le rosette basali delle foglie raccolte prima della fioritura, indicativamente a marzo e aprile, quando sono ancora tenere. Le foglie del crescione dei prati si consumano crude o leggermente scottate, da sole o con altre erbe.

Controindicazioni

Il nasturzio, quando è consumato fresco, può causare infiammazioni della vescica per via dell’azione irritante dei glicosidi solfotiocianici presenti nella pianta. Il consumo come alimento o l’uso come rimedio può provocare disturbi gastrointestinali e, solo in grandi quantità, può interferire con l’assunzione di farmaci tiroidei. Il nasturzio è controindicato in gravidanza, allattamento, nei bambini, nelle persone che soffrono di ulcera gastrica o duodenale, infiammazioni renali, calcoli e nei pazienti che assumono farmaci anticoagulanti.

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