Dieta con mela rosa: fai il pieno di antiossidanti e proteggi i reni

Prodotto tipico dei Monti Sibillini e Presidio Slow Food da ormai 20 anni, la mela rosa è un frutto a dir poco salutare

La mela rosa dei Monti Sibillini è ricca di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. A indagare sui suoi benefici ci ha pensato un recente studio condotto da un team scientifico attivo presso l’Università di Camerino.

La ricerca in questione, portata avanti anche grazie al finanziamento di Regione Marche, si è concentrata su uno dei prodotti tipici più importanti del territorio appena citato. Quando si parla della mela rosa, è necessario ricordare che, ormai dal 2000, è riconosciuta come Presidio Slow Food.

Grazie a un lavoro che ha visto la collaborazione di un’equipe scientifica Baqiyatallah University of Medical Sciences di Teheran, abbiamo le idee molto più chiare in merito ai benefici di questo frutto che, come accennato poco fa, è un vero elisir antiossidante e antinfiammatorio. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Food & Function.

Le conclusioni sopra ricordate sono state commentate dal Professor Filippo Maggi, coordinatore dello studio e accademico pressso la Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute. L’esperto ha posto l’accento sull’efficacia antiossidante e antinfiammatoria, specificando altresì che la mela rosa dei Monti Sibillini ha delle ottime potenzialità per essere utilizzata come ingrediente per prodotti nutraceutici da utilizzare per la prevenzione di patologie di natura cardiovascolare e neurodegenerativa.

Maggi si è poi soffermato sul fatto che, grazie ai risultati dello studio, è possibile avere in mano un’ulteriore certificazione della qualità del frutto, con vantaggi anche per l’economia del territorio dove viene prodotto.

Entrando nel dettaglio dello studio è bene specificare che gli esperti si sono soffermati in particolare sugli effetti degli estratti idroalcolici della buccia e della polpa di mela rosa sui danni causati da ischemia renale in un campione di ratti.

A seguito di una somministrazione di 30 mg di estratto per singolo peso corporeo, è stato possibile individuare una riduzione significativa dei fattori di necrosi tumorale. A tal proposito, è risultata decisiva la presenza delle proantocianidine e dei flavonoli (composti di origine vegetale appartenenti alla classe dei flavonoidi).

Coltivata tra i 400 e i 900 metri di altitudine nei territori provinciali di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la mela rosa dei Monti Sibillini può essere resa protagonista della dieta grazie a diverse e gustose ricette. Giusto per fare un esempio, rammentiamo la possibilità di utilizzarla come ingrediente per dei risotti. Prima di assumerla è fondamentale consultare il proprio medico curante.

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