Dieta del DNA, mangi solo quello che ti fa dimagrire

Grazie all'impegno di una nutrizionista modenese e di un'equipe di genetisti è stato messo a punto un test genetico utile a favorire la perdita di peso

Grazie a un test genetico innovativo in grado di fornire informazioni sullo stato di salute del microbiota intestinale potrebbe essere presto possibile ottimizzare la prevenzione di patologie come l’ipercolesterolemia e la steatosi epatica, ma anche aumentare le chance di arrivare a una perdita di peso importante nei pazienti obesi. La procedura di screening in questione analizza oltre 700mila varianti del DNA umano.

Dietro alla sua messa a punto c’è un lavoro scientifico che ha visto impegnati la nutrizionista modenese Gaia Zaccarelli e un’equipe di genetisti dell’ospedale San Raffele. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi a Saliceto Panaro, Comune in provincia di Modena.

I risultati sono stati commentati dalla Dottoressa Zaccarelli stessa, che ha affermato di essersi focalizzata sulla branca della genetica tradizionale in quanto, grazie agli screening oggi disponibili, è possibile mettere a punto una vera e propria dieta del DNA customizzata sulla base delle esigenze specifiche della persona.

Ha inoltre fatto presente che, grazie ai sopra citati test, è possibile valutare la predisposizione a diversi tipi di patologie, come per esempio il diabete. In tal modo, risulta più facile stilare un piano alimentare in grado di aiutare i pazienti nel raggiungimento e nel mantenimento di un livello di salute ottimale.

L’esperta ha altresì sottolineato che anche la componente ambientale ha un ruolo rilevante nella buona riuscita dei percorsi di perdita di peso. A questo proposito è possibile citare l’ampio studio PREDICT, frutto della sinergia professionale fra un team di ricercatori del King’s College di Londra e della Harvard Medical School.

Il lavoro in questione, che ha preso in considerazione i dati di 700 gemelli identici e di altre 400 persone non parenti tra loro, è stato portato avanti con il fine di individuare i fattori che determinano la risposta del singolo individuo al cibo.

I risultati preliminari, presentati nel corso dell’ultimo congresso dell’American Società of Nutrition, hanno portato alla luce il fatto che, molto spesso, individui diversi rispondono in maniera differente ai medesimi input alimentari.

Queste discrepanze sono solo in parte determinate dalla genetica: i gemelli identici annoverati nello studio hanno infatti risposto in modo diverso agli stessi piani alimentari. Dati alla mano, la genetica ha influito per circa un terzo sui valori relativi ai trigliceridi e alla risposta insulinica.

Tornando al lavoro della Dottoressa Zaccarelli e dei genetisti del San Raffaele, ricordiamo che la nutrizionista modenese ha sottolineato che, ai fini della perdita di peso, contano molto abitudini come il tabagismo e ovviamente la routine alimentare, che dovrebbe essere concordata con il proprio medico curante e costantemente monitorata. Ha altresì evidenziato che la procedura di screening genetico è particolarmente indicata per chi ha alle spalle diversi fallimenti nei programmi di perdita di peso.

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