Faustino, medico (in pensione) ora volontario di strada

Ha 78 anni e gli occhi buoni, Faustino Boioli. In pensione dal 2008, ha scelto di dedicare la sua vita agli invisibili

Si chiama Faustino, ma gli amici lo chiamano Fausto, ed è considerato il padre di tutti i medici di strada. Perché è proprio lì che sta, Faustino Boioli. O, meglio, è da lì che i suoi pazienti arrivano.

Il poliambulatorio di Faustino si trova in via Padova, a Milano, cuore multietnico della città poco lontano dalla Stazione Centrale. Qui vivono moltissimi immigrati irregolari, ma anche italiani senza tetto, emarginati e persone (bambini compresi) che si trovano in una situazione di completa povertà, totalmente incapaci di rivolgersi – al bisogno – alle strutture sanitarie “convenzionali”.

È per loro, che c’è Faustino. Con la sua, come la definisce lui “banda di amici”. Lo aiuta un’esperienza lunga vent’anni come soccorritore nelle strade milanesi, lo aiuta un’apertura del cuore che lo avvicina a tutti, a persone d’ogni età, d’ogni estrazione sociale. Le medicine del suo poliambulatorio sono a disposizione dei cosiddetti invisibili che – qui – trovano non solo un medico, ma anche un amico. E, soprattutto, una persona che ha a cuore la loro salute.

Dal 2017 ad oggi, le visite effettuate sono state circa cinquemila. In ambulatorio, sul camper parcheggiato fuori la sera, a rotazione, vicino alla Stazione Centrale o a Piazza Santo Stefano. Ex assessore in Provincia, il 78enne Faustino esce deluso dalla politica e, per quindici anni, riveste il ruolo di primario e direttore del Servizio Radiologia del Fatebenefratelli. L’1 gennaio 2008 doveva essere il suo primo giorno di pensione, ma Faustino – a casa – non ci vuole stare. Troppa gente, lì fuori, ha bisogno di aiuto. Così, quell’esperienza nata dieci anni prima con la Fondazione San Francesco di via Moscova diventa la sua principale attività.

In un sistema sanitario i cui i medici che vanno in pensione non vengono sostituiti, e i farmaci sono inaccessibili a chi non vive entro i confini della società, i cosiddetti Medici Volontari sono diventati una necessità. Sono oltre trenta, tra studenti, pensionati e medici di famiglia che – il loro tempo libero – scelgono di passarlo sulla strada. «Per noi non esiste emergenza, perché quando una situazione è grave anche i senza dimora sanno dove andare: al pronto soccorso», ha raccontato Faustino a Il Corriere della Sera. Il suo poliambulatorio è lì per chi vuole rimanere anonimo, perché magari è un italiano separato che ha perso il lavoro e che – se andasse dal suo medico di base – si troverebbero costretto a “confessarsi”, sentendosi umiliato.

Le porte di quest’angolo di Milano sono aperte a tutti. C’è però un punto, su cui questo dottore dagli occhi buoni con fatica spinge: i bambini. Che, lui dice, è importante siano portati da un pediatra. «Spesso è una battaglia di logoramento: si fa un’enorme fatica a farsi capire dalle madri», ha raccontato. Intanto, lui è lì. Pronto a dare una mano, a curare corpi e pure anime.

Faustino, medico (in pensione) ora volontario di strada