Giovanni Ciacci si sfoga: “Dimostrerò la mia innocenza”

Giovanni Ciacci si difende dalle accuse in un'intervista al settimanale Oggi e ribadisce la sua innocenza

La bufera che lo ha coinvolto non spaventa Giovanni Ciacci, che va avanti a testa alta, deciso a dimostrare la sua innocenza nella causa che lo vede contrapposto all’azienda che gli ha dato lavoro e notorietà: la Rai.

Il momento non è facile per il popolare stylist e conduttore, che sceglie le pagine del settimanale Oggi per sfogare la tensione di questi giorni, dovuta alla spiacevole situazione che si trova a fronteggiare.

Era stato Carlo Freccero a rendere pubblica la complicata vicenda, finita in tribunale, che vede Ciacci e la Rai uno contro l’altra, e che sarebbe il motivo per il quale Ciacci quest’anno non lavora con l’azienda di viale Mazzini.

Al centro della questione c’è un abito, di cui l’ex volto di Detto Fatto, è accusato di essersi appropriato indebitamente. Lo stylist rigetta ogni accusa, ed è intenzionato ad andare fino in fondo a questa storia, perché non ci sia alcun dubbio sulla sua onestà.

L’intervista rilasciata al settimanale con cui collabora, Oggi, è un vero e proprio sfogo in cui arriva ad ammettere una possibile leggerezza, ma ricusa in ogni modo l’ipotesi di dolo:  “Se ho sbagliato a non richiedere la bolla d’accompagnamento alla Rai, sono disposto ad assumermi le mie colpe, ma accusarmi di ricettazione è folle”, spiega Ciacci al magazine, per poi ripercorrere in ogni dettaglio le tappe della controversa vicenda.

La questione risale a diversi anni fa, quando il conduttore lavorava come costumista, e al centro della controversia c’è un bellissimo vestito di pizzo rosso, cucito dalla sartoria della Rai, per uno spettacolo in cui era impegnata Mariangela Melato a Napoli. Il vestito era stato creato sulla base di un modello di Gattinoni e sulla vicenda Ciacci si esprime così:

Dalla maison di moda romana, qualche tempo dopo, mi contattarono per dirmi che stavano facendo una mostra sugli abiti delle dive della tv e avrebbero voluto avere il vestito della Melato per esporlo, visto che comunque si trattava di un modello disegnato da loro. Una volta chiesto il permesso alla Rai (e considerato che comunque la mostra era patrocinata da Rai Com) chiesi il vestito alle persone che erano lì con me a Napoli. L’abito mi fu consegnato in presenza proprio della Melato e del suo autista, e insieme lo portammo a Roma per la mostra.

L’ex spalla televisiva di Caterina Balivo e Bianca Guaccero dunque, vuole fugare ogni dubbio e sottolineare la sua onestà: tutto quello che ha fatto con quel vestito, lo ha fatto in totale buona fede. Eppure, Ciacci, potrebbe aver commesso una leggerezza, e proprio quella l’avrebbe portato a doversi difendere, oggi, da un’accusa pesante: ricettazione.

Il vestito indossato dalla Melato che Ciacci ha portato a Roma per una mostra, era infatti privo di bolla di accompagnamento. È proprio la mancanza di questo documento il punto su cui si basa tutta la causa intentata contro di lui.

Non ho mai badato alla bolla di accompagnamento. Non so se c’era o se non c’era. Non è il mio lavoro: io facevo il costumista, e mica avevo accesso alle pertinenze Rai, qualcuno deve avermelo pur dato, quel vestito. Fu esposto e finita la mostra l’abito venne mandato in custodia a mia sorella, che è in società con me.

Ha detto ancora Ciacci, nell’intervista a Oggi. E sottolinea che lui, da quel vestito, non ha mai tratto alcun guadagno. La vicenda è spinosa, eppure il popolare volto della tv non è affatto scoraggiato. Forte del suo spirito battagliero, lo stylist non vede l’ora di mettere fine a questa controversia sicuro che ne uscirà, presto, a testa alta: “Io credo nella giustizia, so che le autorità competenti dimostreranno la mia innocenza”.

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