Sanremo 2026, cosa ci aspettiamo dal(l’ultimo?) Festival di Carlo Conti

Sta per aprirsi il sipario sul quinto Festival di Sanremo di Carlo Conti, ma cosa ci attende nei prossimi cinque giorni? Scopriamolo insieme

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Martina Dessì

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L’eco delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina si è appena spento e l’Italia, con la puntualità di un cronometro svizzero, si sintonizza su quell’altra grande competizione nazionale che ci tiene svegli fino a notte fonda: il Festival di Sanremo. L’edizione 2026, la numero 76, non è però un appuntamento come gli altri. È il Festival del ritorno alla “normalità rassicurante” dopo le abbuffate di share degli anni passati, ma soprattutto è l’edizione che segna il probabile addio di Carlo Conti al timone della kermesse.

Il direttore artistico è stato chiaro, quasi perentorio, nelle sue ultime dichiarazioni: dopo cinque edizioni complessive e un biennio di “restaurazione” post-Amadeus, è tempo di passare la mano. Ma cosa dobbiamo aspettarci da questo (forse) ultimo valzer sul palco dell’Ariston?

La formula Carlo Conti: ritmo, sobrietà e “meno chiacchiere”

Se c’è una cosa che abbiamo imparato dalla gestione Carlo Conti, è che il tempo è sacro. Il regolamento di quest’anno parla chiaro: la durata dei brani scende a 3 minuti e 30 secondi e la scaletta deve essere serrata per non chiudere a notte fonda. L’obiettivo è riportare la musica al centro, eliminando i tempi morti e quei monologhi infiniti che avevano caratterizzato le edizioni fiume del passato.

La vera novità strutturale è il ritorno della divisione netta per le Nuove Proposte, che avranno la loro gara separata e una finale dedicata il giovedì. Un ritorno all’antico che piace ai puristi e che permette ai giovani di non essere fagocitati dai “Big”. Ma la vera forza di quest’anno è sicuramente nella squadra: avere Laura Pausini come co-conduttrice fissa per tutte le cinque serate è una garanzia di respiro internazionale.

Un cast tra paradossi e icone

Il cast dei 30 Big selezionati da Conti riflette perfettamente la sua filosofia: una rosa eterogenea ma efficace tra leggende e provocazioni digitali. L’attesa è spasmodica per la “strana coppia” formata da Fedez e Marco Masini, un binomio che sulla carta sembra un paradosso ma che potrebbe essere il vero caso mediatico del Festival. Accanto a loro, il ritorno della “Divina” Patty Pravo e la presenza di nomi di grande richiamo – come quello di Tommaso Paradiso, atteso per anni – che rendono la gara imperdibile.

Ci sono pure i nuovi Coma_Cose, Maria Antonietta e Colombre, mentre sono tanti gli artisti che fanno parte della tradizione del Festival. Grande attesa per il ritorno di Serena Brancale che porta sul palco un omaggio alla madre scomparsa. E chi ci sarà a dirigerla? Ancora la sorella Nicole, che l’accompagnerà fino alla serata finale.

La scenografia, la “Magia Musicale” di Bocchini

Visivamente, Sanremo 2026 sarà un’esperienza immersiva. L’architetto Riccardo Bocchini ha progettato una scenografia asimmetrica, un connubio di luci e volumi che rompe i confini fisici del teatro. Con oltre 200000 pixel luminosi e pareti mobili, il palco dell’Ariston cercherà di trasformarsi per ogni esibizione, assecondando il ritmo dei brani. È il simbolo di una musica che, nelle parole di Conti, “non segue mai una linea retta”.

Sarà davvero l’ultimo?

La domanda che aleggia tra i corridoi di via Matteotti è solo una: Carlo Conti lascerà davvero? Il manager Lucio Presta, nel suo recente libro, ha lanciato stilettate pesanti sulla concorrenza, ma ha anche ricordato quanto sia difficile “scendere” dal trono di Sanremo. Conti sembra convinto: il 2027 potrebbe essere l’anno di Stefano De Martino, ormai consacrato dal successo di Affari Tuoi.

Ma il Festival ha la strana capacità di rigenerare chi lo conduce. Se gli ascolti dovessero premiare questa linea di “sobrietà spettacolare”, non è escluso che la Rai possa tentare il conduttore toscano con una proposta irrinunciabile. Per ora, godiamoci lo spettacolo: tra gli ospiti internazionali (da Alicia Keys a Can Yaman nelle vesti di co-conduttore) e i duetti che faranno scintille (si attende di certo Tony Pitony), il Sanremo 2026 sta per cominciare.