Cannes 2026, i top e flop del Festival

Tra abiti da sogno e scelte discutibili, ecco i look top e flop che hanno infiammato il red carpet del Festival di Cannes 2026

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

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Si è chiuso ufficialmente sabato 23 maggio, con l’ultimo red carpet e la premiazione dei vincitori, il Festival di Cannes. Dodici giorni intensi tra premiere attesissime, standing ovation, film destinati a far discutere e look capaci di dividere il pubblico tra entusiasmo e perplessità. La 79esima edizione della manifestazione cinematografica lascia in eredità immagini glamour e momenti iconici: a dominare la scena è stata senza dubbio Demi Moore, protagonista assoluta di stile per tutta la durata del Festival. Ma durante la kermesse non ci sono stati solo abiti wow, bensì anche look che non hanno propriamente brillato.

Vediamo insieme i top e flop di Cannes 2026!

I momenti top del Festival di Cannes 2026

Partiamo subito con quei look che hanno veramente fatto la differenza sul celebre tappeto rosso dell’evento e che hanno fatto, letteralmente, gridare al capolavoro. A cominciare proprio da Demi Moore, protagonista indiscussa.

Demi Moore, regina delle fiabe in Custom Gucci

Demi Moore Cannes
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Demi Moore

Uno degli abiti più belli visti sul tappeto rosso di Cannes è senza dubbio il Custom Gucci indossato da Demi Moore, perfetta sintesi tra glamour hollywoodiano e romanticismo contemporaneo. L’attrice ha puntato tutto su un abito color lavanda etereo e scenografico, caratterizzato da una silhouette drappeggiata che avvolge il corpo con estrema eleganza.

L’elemento più teatrale è senza dubbio il lungo strascico in tulle trasparente, leggerissimo e quasi impalpabile, che crea movimento e dona al look un effetto “dea greca” estremamente cinematografico. Le spalle scoperte aggiungono sensualità senza risultare eccessive, mentre le maniche lunghe bilanciano l’intera costruzione dell’abito rendendolo sofisticato e raffinato.

Bella Hadid, il crochet omaggio a Jane Birkin

Bella Hadid look
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Bella Hadid

Altro abito da manuale è quello indossato da Bella Hadid per la première di La Bataille de Gaulle: L’âge de fer. La modella ha conquistato il red carpet con un sensuale abito a sirena firmato Schiaparelli by Daniel Roseberry, completato da un delicato strascico. Il modello, realizzato con un raffinato effetto crochet, si caratterizzava per il profondo décolleté sorretto da una preziosa spilla gioiello, dettaglio che amplificava il fascino audace della creazione.

L’ispirazione arrivava direttamente da uno dei look più iconici della storia della moda: l’abito indossato da Jane Birkin nel 1969 durante il Gran Gala dell’Union des Artistes insieme a Serge Gainsbourg, un outfit che all’epoca fece enorme scalpore. Sul retro dell’abito poi l’allacciatura a contrasto aggiungeva ulteriore carattere al look di Bella, esaltandone la silhouette e la sensualità sofisticata.

Penelope Cruz, scenografica ma chic in Georges Chakra

Penelope Cruz look
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Penelope Cruz

Scenografica e impeccabile, Penelope Cruz ha catturato l’attenzione con un sofisticato look black & white dal profondo scollo a cuore. L’abito, firmato Georges Chakra, era arricchito da elaborate decorazioni che evocavano le piume di una creatura fantastica, regalando all’intera silhouette un’allure teatrale e magnetica.

A valorizzare ulteriormente la mise, il nuovo bob dalle sfumature luminose scelto recentemente dall’attrice, perfettamente in armonia con i preziosi diamanti Pasquale Bruni.

Eva Longoria, principessa d’oro in Elie Saab

Eva Longoria look
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Eva Longoria

Come sempre, sui red carpet lo stile inconfondibile di Elie Saab è una garanzia e lo sa bene Eva Longoria, veterana del red carpet di Cannes e storica ambasciatrice L’Oréal Paris. La diva ha conquistato ancora una volta la Croisette con un luminosissimo abito bustier firmato Elie Saab Couture primavera/estate 2026: la creazione, interamente ricamata con cristalli dorati, avvolgeva la silhouette come un’armatura preziosa, mentre gli intarsi scintillanti si aprivano lungo il tessuto, ricordando veri e propri raggi di luce.

I momenti flop di Cannes 2026

Anche il red carpet della celebre kermesse cinematografica ha visto i suoi scivoloni di stile, abiti che per un motivo o un altro hanno fatto alzare il sopracciglio alla critica o non hanno brillato per eleganza e stile. Vediamone insieme alcuni.

Heidi Klum, drappeggi e maxi fiore non valorizzano la modella

Heidi Klum look
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Heidi Klum

L’intenzione probabilmente era quella di evocare un’eleganza romantica e primaverile, ma il risultato finale ricorda più una bomboniera da matrimonio che un vero look da red carpet. Il colore giallo intenso, unito ai drappeggi plissé e al maxi fiore piazzato al centro della scollatura, appesantisce l’insieme invece di valorizzarlo.

L’abito scelto da Heidi Klum crea troppo volume nella parte centrale del corpo e spezza la silhouette, togliendo slancio alla figura della modella. Anche il tessuto morbido e il mix di dettagli decorativi contribuiscono a un effetto un po’ datato e poco incisivo.

Renate Reinsve, look divisivo che non convince

Renate Reinsve Cannes
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Renate Reinsve

Renate Reinsve è da sempre famosa per i suoi look mai banali, ma per il Festival di Cannes non ha convinto fino in fondo scegliendo la strada dell’audacia: per il red carpet di Fjord ha scelto infatti un look divisivo, con pantalone tempestato di paillettes argentate abbinato a un top dal maxi scollo, puntando chiaramente a un’estetica glam e contemporanea, senza però trovare un vero equilibrio.

Il problema principale è stato proprio nelle proporzioni: il mix tra la brillantezza estrema dei pantaloni e la scollatura molto profonda creava un effetto visivamente troppo carico, quasi da performance stage più che da tappeto rosso cinematografico.

Haifa Wehb, il look Gucci stroncato dalla critica

Haifa Wehbe look
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Haifa Wehbe

La superstar libanese Haifa Wehbe ha calcato il red carpet con un look custom made firmato Gucci, scegliendo un outfit dall’estetica opulenta e decisamente sopra le righe. Tra dettagli scintillanti, silhouette carica di elementi decorativi e accessori vistosi, il risultato finale è apparso però eccessivo e poco armonioso.

Il look sembrava voler unire glamour hollywoodiano, sensualità e teatralità couture, ma l’insieme finiva per risultare confuso, con troppi punti focali in competizione tra loro. Anche styling e beauty look contribuivano a rendere l’immagine generale meno sofisticata del previsto. Non a caso, la critica fashion è stata impietosa, sintetizzando il tutto con una frase diventata immediatamente virale: “Sbagliare tutto in un colpo solo. Anche questo è talento”.

Chloé Zhao, il look “pungente” di Schiaparelli che non conquista

Chloé Zhao Cannes
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Chloé Zhao

Terminiamo infine con il look della regista Chloé Zhao che per il red carpet di Cannes ha scelto l’iconico abito Isabella Blowfish firmato Schiaparelli. Il modello, semi-trasparente e ricoperto da una fantasia maculata, si ispirava dichiaratamente al pesce palla da cui prende il nome, con dettagli scenografici come il peplo strutturato in vita e le accentuate punte sulle spalle.

Una creazione pensata per stupire, sospesa tra haute couture e arte concettuale, ma che sul tappeto rosso è risultata forse troppo eccentrica persino per Cannes. Le proporzioni rigide, unite all’effetto armatura del design, appesantivano la silhouette e rendevano il look più curioso che realmente elegante. L’intenzione avant-garde era evidente, ma il risultato finale è apparso ai più decisamente bizzarro e, in tutti i sensi, un po’ troppo pungente.