Demisessuale: cosa significa e come capire di essere demisessuali

Cosa significa essere demisessuali, come capire se questo termine ci riguarda e quali sono le differenze con chi si sente asessuale

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Demisessuale: significato e origine del termine

Un individuo demisessuale riesce a sentire nel profondo attrazione fisica e sessuale solo quando nello spazio della relazione si manifestano altre condizioni: legame affettivo, senso di appartenenza, intesa romantica e sensuale. Se mancano fattori di questo genere, viene meno lo stimolo verso il sesso. I demisessuali e le demisessuali non sono affatto interessati/e a una storia da una notte e via e questo li porta anche in controtendenza rispetto alle persone che subiscono (consapevolmente o meno) la continua esposizione cui siamo sottoposti a livello mediatico e non solo. Il sesso e gli argomenti legati all’orgasmo a tutti i costi sono costantemente proposti dal social media, tv, giornali e riviste. Il sesso continua a essere un punto principale e – forse erroneamente – primario.

Sicuramente l’intesa sessuale gioca un ruolo fondamentale per capire come ci si sente nella relazione con l’altro/a, ma non dovrebbe essere il fulcro o il primo punto di interesse di una relazione. Si finisce spesso per “usare” gli altri esclusivamente per l’appagamento sessuale. Il o la demissessuale non riesce minimamente a concedersi o “prendere” per una notte soltanto e non per motivi morali o per un giudizio sull’atto sessuale. Ha bisogno di creare un contatto profondo, di innescare delle dinamiche romantiche, di sentire le basi per un legame affettivo. Il sodalizio sessuale si crea solo dopo una profonda intesa a livello emotivo. Viene meno il collegamento lineare tra incontro, attrazione, sviluppo sessuale intimo, ma si crea un andamento che va verso il profondo, verso l’intimo delle emozioni per poi risalire verso la pelle, le sensazioni fisiche, ma solo dopo che si va a fondo nel sentirsi su altri livelli non fisici. L’impulso sessuale quindi non ha valenza primaria, ma succede a una fase di conoscenza profonda, connessione, condivisione e scambio a livello emotivo. Nel momento in cui viene meno l’intesa e la fiducia a livello emozionale sparisce anche l’attrazione fisica, in quanto per il demisessuale sono inscindibili.

Il termine demi ha origine francese antica, significa “metà”, e serve a indicare come l’attrazione sessuale di un demisessuale si trovi a metà tra l’asessualità, mancanza di attrazione sessuale, e l’allosessualità, ovvero la normale attrazione sessuale; di base anche la definizione non trova una sua espressione netta, ma si colloca come una condizione “di mezzo”. Nel 2006 il termine compare su un sito dedicato all’asessualità. L’autrice Meryl Williams fu una delle prime a esporsi personalmente sul Washington Post del novembre 2016, dichiarando apertamente il suo bisogno di intimità emotiva per raggiungere certe sfere del piacere fisico. Negli anni questo termine ha guadagnato ulteriore spazio (in alcuni casi si parla anche di individuo demiromantico) fino ad affermarsi come un orientamento sessuale al pari della dimensione asessuale, bisessuale, pansessuale, etc. Si tratta di orientamenti tutti legittimi e riconosciuti da non molto tempo; basti pensare che solo nel 1994 il soggetto asessuale ha smesso di essere considerato alla stregua di un soggetto con disturbi psichiatrici.

Differenza tra demisessuale e asessuale

Asessualità e demisessualità sono due concetti che vengono facilmente confusi, ma si tratta di dimensioni molto diverse per quel che riguarda il modo in cui una persona vive il proprio mondo intimo. I demisessuali provano attrazione erotica solo all’interno di una dimensione che sia determinata dal coinvolgimento affettivo. Gli asessuali invece convivono con una mancanza di attrazione o di interesse sessuale generico. Il o la demisessuale non rifiuta o non perde interesse per il sesso, anzi, quando si creano le basi per un legame affettivo, riesce a vivere anche un’intensa attività sessuale. Il massimo dell’appagamento nel sesso per il/la demisessuale avviene quando l’amore si concretizza come promessa, quando il sentimento viene legittimato, quando il filo sottile che lega le due persone passa per uno spazio sacro che attraversa la sfera emotiva.

Potrebbero essere etichettati come noiosi, diffidenti, dipendenti, smielati, ma fondamentalmente la demisessualità non concerne l’avere un rapporto sessuale o meno con una persona, ma riguarda l’attrazione sessuale in generale, il modo in cui ci “accendiamo”. Una base ricca e intensa a livello emotivo permette davvero di provare un desiderio immenso. Quindi, non si tratta di non provare la spinta verso il confronto fisico, ma semplicemente di renderlo secondario rispetto ad altri fattori. Si parla di demisessuale inibito/a quando l’individuo capisce la sessualità ma non riesce a viverla con facilità e per questo necessita di una persona che ha bisogno di una persona al fianco che possa percepire come una persona amica, confidente, di fiducia. Il demisessuale vincolato/a invece si trova in quella dimensione di incertezza nell’avvicinarsi all’altro/a e nel bisogno di avere conferme sul piano sentimentale. Infine, si definisce demisessuale alessitimico, il soggetto che vive la sfera sessuale in modo inaspettato, che non proietta forme di fantasia erotica e non sa bene come vivere un rapporto fisico se non coronato da una base emotiva fatta di rispetto e fiducia reciproca.