Pressione alta, gli effetti dell’achillea per abbassarla

È possibile contrastare l'ipertensione in maniera naturale. Ecco le tante e celebri proprietà dell'achillea millefolium

Per contrastare l’ipertensione in maniera naturale è possibile affidarsi alle proprietà benefiche dell’achillea, che presenta anche delle controindicazioni.

Quando si parla di pressione alta si fa riferimento a dei parametri costantemente elevati e fuori dalla norma della pressione arteriosa. Si tratta di una patologia largamente diffusa nei paesi industrializzati, della quale però non si conoscono ancora con esattezza le principali cause scatenanti. È possibile di conseguenza limitarsi a parlare di fattori che, nel loro insieme, ne favoriscono l’insorgere.

Si va da una vita particolarmente sedentaria a uno stato d’eccessivo sovrappeso, fino ad arrivare a una dieta molto ricca di sodio. I sintomi cui prestare attenzione sono svariati: cefalea, angina pectoris, cardiopalmo, astenia, vertigini, dispnea, acufene, impotenza e disturbi alla vista.

La fitoterapia, ovvero la terapia che sfrutta gli effetti delle piante medicinali, evidenzia come alcune erbe abbiano proprietà vasodilatatrici, prestandosi particolarmente bene alla cura della patologia ipertensiva. Tra queste si distingue l’achillea, o achillea millefolium, che vanta numerose proprietà ma, al tempo stesso, alcune controindicazioni.

Al suo gradevole profumo, l’achillea unisce un sapore alquanto amaro. È molto comune in Italia e gli effetti positivi del suo utilizzo sono noti nel mondo, al punto da favorirne l’utilizzo non solo in ambito curativo. L’achillea moscata ad esempio è nota per la preparazione dei liquori, mentre altre tipologie rappresentano dei sostitutivi del tè (utili anche per insaporire la birra).

Foglie e fiori dell’achillea contengono olio essenziale, caffeina, acidi grassi, acido ascorbico, flavonoidi, tannini e cumarini. Le sue proprietà sono molteplici e la più famosa è forse quella cicatrizzante. A questa infatti si deve il nome tramandato nei secoli. La leggenda vuole infatti che Achille l’adoperò per curare le ferite dei propri soldati durante la battaglia di Troia.

Come anticipato, può ridurre la pressione arteriosa, andando a esercitare un’azione di rilassamento sui vasi sanguigni e nello specifico sulla loro muscolatura. Questi si dilatano, producendo una conseguente riduzione della pressione venosa.

Tale proprietà viene esercitata anche sull’addome, alleviando o eliminando in alcuni casi i dolori legati a colite, crampi addominali e al ciclo mestruale. Grazie ai tannini è possibile porre un freno ad alcune emorragie, come quelle provocate da emorroidi, cicli mestruali abbondanti o gengivali.

A tali benefici si aggiungono però alcune controindicazioni. L’uso dell’achillea è sconsigliato a chiunque assuma farmaci anticoagulanti, ai bambini e alle donne in gravidanza o allattamento.

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