Liquirizia: proprietà, benefici e quando evitarla

La radice di liquirizia è un ottimo rimedio per favorire la digestione, contrastare il reflusso e alleviare la tosse, ma è meglio non abusarne

Tatiana Maselli Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere

Cos’è

La liquirizia è la radice della Glycirrhiza glabra, pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Fabaceae. La pianta di liquirizia, diffusa in Europa meridionale e Asia occidentale e centrale, è caratterizzata da fusti eretti che possono raggiungere altezze fino a un metro e mezzo, portando foglie composte imparipennate e alterne. I fiori della liquirizia sono piccoli e lilla, riuniti in infiorescenze a racemo, mentre i frutti sono legumi. La droga della liquirizia è costituita dalla radice e dagli stoloni raccolti da piante coltivate.

La radice di liquirizia, molto aromatica, è venduta generalmente essiccata e tagliata in pezzi lunghi dai quindici ai trenta centimetri, con diametro fino ai venti millimetri. La liquirizia contiene amido, zuccheri, diversi flavonoidi, cumarine, steroli e soprattutto saponine triterpeniche tra cui la glicirrizina, cui sono attribuite le proprietà.

Proprietà e benefici

La radice di liquirizia vanta diverse proprietà e benefici per la salute. Oltre ad avere proprietà dissetanti, aromatizzanti e dolcificanti, la liquirizia ha azione antitussiva, espettorante, antivirale, antimicrobica, antinfiammatoria e cicatrizzante. Si tratta di un rimedio naturale efficace soprattutto contro la tosse e l’eccesso di muco, oltre che per prevenire e trattare gastriti, ulcere, reflusso gastroesofageo e infezioni da Helicobacter pylori. Spesso i bastoncini di liquirizia vengono masticati da chi cerca di smettere di fumare: la presenza di zuccheri dà gratificazione, mentre tenere tra le mani il legno di liquirizia sopperisce la mancanza della gestualità dell’atto di fumare.

L’assunzione di liquirizia favorisce la digestione e aiuta a ridurre il gonfiore addominale dato da accumulo di gas, contrastando aerofagia e meteorismo. Poiché la liquirizia è in grado di ridurre gli spasmi, spesso viene aggiunta alle tisane lassative formulate con piante antrachinoniche come la senna, per ridurne gli effetti collaterali e, grazie all’attività sulla pressione sanguigna viene consigliata anche in caso di ipotensione.

Infine, la radice di liquirizia ha azione antinfiammatoria su pelle e mucose. Gli infusi a base di radice di liquirizia e di altre preparazioni ottenute da questa droga sono utili in caso di irritazioni della pelle, ferite e ulcere, allergie della pelle che causano prurito e arrossamento.

Uso

L’utilizzo della liquirizia come medicamento e ingrediente in cucina risale a tempi molto antichi. Da sempre la radice di liquirizia è impiegata contro ulcere e asma, oltre che per trattare tosse e mal di gola, eczemi e irritazioni della pelle. Oggi la liquirizia è utilizzata in numerose preparazioni erboristiche e fitoterapiche per alleviare la tosse e per lenire i sintomi dell’ulcera gastrica e del reflusso gastroesofageo. La radice di liquirizia si trova in commercio sotto forma di droga grezza, essiccata e ridotta in pezzi di dimensioni variabili, o come estratto: in erboristeria e in farmacia è infatti possibile reperire liquirizia in taglio tisana per preparare infusi, bastoncini di liquirizia da masticare, liquirizia in capsule, succo di liquirizia e tintura madre di liquirizia.

L’infuso di liquirizia si prepara con 1,5 grammi di radice contusa ogni 150 millilitri di acqua e si consuma trenta minuti prima dei pasti principali per favorire la digestione e contrastare reflusso e acidità di stomaco. La tintura madre si somministra due o tre volte al giorno diluendo in acqua circa 35 gocce in caso di ulcere gastriche e duodenali e gastrite. Gli estratti fluidi si assumono con le stesse indicazioni e per alleviare la tosse e ridurre l’eccesso di catarro, al dosaggio di 5 millilitri due o tre volte al giorno. In caso di ulcera e catarro è possibile ricorrere anche a sciroppi alla liquirizia o succo.

Esternamente la liquirizia è utilizzata sotto forma di infuso tiepido per ridurre l’infiammazione in caso di congiuntiviti e disturbi del cavo orale (afte, stomatiti, gengiviti) e per alleviare problematiche della pelle e delle mucose come dermatiti, psoriasi, orticaria. In cosmesi, la liquirizia è impiegata nei prodotti lenitivi doposole e in quelli dedicati alle pelli sensibili e reattive, spesso associata a camomilla e calendula.

Gli estratti ottenuti dalla radice di liquirizia sono impiegati anche come edulcoranti e aromatizzanti nell’industria alimentare per dolcificare bibite, bevande alcoliche, caramelle e confetti.

Quando evitarla

Il consumo di liquirizia è sconsigliato in caso di pressione alta, carenza di potassio, ritenzione idrica, edema e cellulite. Questo perché l’eccessiva assunzione di acido glicirretico presente nella radice della pianta diminuisce l’escrezione di sodio, cloruri e acqua e aumenta quella del potassio, causando diminuzione della diuresi, ritenzione di acqua, gonfiore e aumento della pressione sanguigna.

Il ricorso a preparati a base di liquirizia è controindicato anche in gravidanza, nelle patologie a carico del fegato come epatopatia e cirrosi epatica e nell’insufficienza renale. Per quanto riguarda le possibili interazioni, la liquirizia non dovrebbe essere assunta in concomitanza con terapie a base di cortisone, pillola anticoncezionale, diuretici e farmaci per il trattamento di aritmie.

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