Pressione in estate negli over 65: cambiano i valori tollerati

Gli esperti di cardiologia geriatrica hanno individuato nuove linee guida riguardanti i valori della pressione alta degli anziani in estate

I parametri della pressione alta e bassa negli anziani potrebbero essere diversi da quelli considerati fino ad ora ottimali dalla comunità scientifica.

Dai lavori del recente Seminario Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, la cui settima edizione è andata in scena a Roma l’8 e il 9 giugno, è arrivata una novità che mette in discussione quanto fino ad adesso ritenuto vero sul tema.

Secondo le linee guida più innovative, per stabilire i valori della pressione ottimali bisognerebbe considerare l’età biologica più che quella che compare sulla carta d’identità.

A detta degli esperti SIGCe, sarebbe necessario anche mettere in atto un approccio terapeutico più morbido nel corso del periodo estivo. Questo implica, in concreto, il fatto di rivedere i dosaggi delle terapie.

Secondo gli specialisti, il rischio in caso contrario sarebbe quello di esagerare e di aumentare la probabilità che i pazienti vadano incontro a ipertensione o a casi di pressione eccessivamente bassa.

Per dare qualche numero in merito ai valori, va ricordato che le ultime linee guida di cardiologia geriatrica parlano di una pressione arteriosa massima di 150 come parametro perfetto per gli over 65.

Per gli 80enni, invece, va benissimo una massima attorno ai 160. In poche parole, la pressione massima a 140 tradizionalmente auspicata per gli adulti, nel caso degli anziani rappresenta un risultato spesso troppo ambizioso da raggiungere.

Si tratta di un vero e proprio cambio di passo che considera anche i possibili effetti collaterali dei farmaci. Nei pazienti con problemi cognitivi, un eccessivo abbassamento dei valori della pressione può per esempio vcomportare un peggioramento dei processi di declino.

L’approccio di revisione dei dosaggi dei farmaci per la pressione si rivela particolarmente necessario all’inizio dell’estate in quanto, in tale periodo dell’anno i cali di pressione riguardano anche chi normalmente non ha a che fare con questa problematica.

Gli esperti della SIGCe pongono l’accento soprattutto sull’ipotensione – per essere più precisi sarebbe necessario parlare di ipotensione ortostatica, ossia del calo di pressione che si verifica quando si passa da seduti/sdraiati alla posizione eretta – affermando che, soprattutto negli over 80 e negli anziani fragili, l’ipertensione è un fattore di rischio sempre meno centrale.

La pressione bassa in questi casi va quindi combattuta con maggior impegno e ricordando sempre che la terapia migliore è quella che parte dall’analisi accurata della situazione del singolo paziente che, se fisicamente resistente, può essere trattato medicalmente anche come si fa con persone molto più giovani.

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