Giornata Mondiale della Salute: l’obesità tra le cause principali di decessi

In Italia il 91% dei decessi è legato alle malattie cardiovascolari, ai problemi respiratori e al diabete, conseguenze molto spesso dell'obesità

Il 7 aprile è la Giornata Mondiale della Salute, un giorno dedicato alla sensibilizzazione sanitaria sotto il patrocinio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e di diverse altre organizzazioni correlate.

Il cibo, del resto, è una risorsa fondamentale per il benessere di una persona, a patto che si abbia uno stile alimentare capace di garantire una vita longeva e di buona qualità.

Tuttavia, secondo una ricerca condotta dalla Fondazione BCFN (Barilla Center for Food and Nutrition), oltre 650 milioni di over 18 nel mondo – pari al 13% dell’intera popolazione – sono obesi. Una percentuale che, in Italia, è invece del 10%. Ecco dunque che, se assunto in modo scorretto, il cibo può portare ad un’obesità che ha tra le sue conseguenze l’insorgere di malattie cardiovasolari, problemi respiratori, diabete. Un insieme di patologie causa nel nostro Paese il 91% delle morti.

Negli ultimi anni, fanno sapere i ricercatori, ci si è allontanati sempre più dalla Dieta Mediterranea per prediligere regimi ricchi di proteine di origine animale, alimenti trasformati con alte percentuali di zuccheri, sale e grassi oppure poveri di fibre. In questo modo ci si espone al rischio di sviluppare, nel lungo periodo, malattie più o meno pericolose; al contrario, se si seguisse la Dieta Mediterranea – secondo le stime – si aumenterebbe di 4.5 anni la propria aspettativa di vita. Ma c’è di più: le diete sostenibili non solo aumentano la nostra longevità, ma tutelano anche la salute del nostro pianeta.

La produzione di cibo è tra i fattori che più contribuiscono al cambiamento climatico, ed ecco che è fondamentale – per il benessere di tutti – sposare un regime alimentare sano, che si allontani da quel cibo spazzatura che – in genere poco costoso – può nascondere alla lunga spese inattese, che gravano poi su tutto il sistema economico e sanitario: in Italia, per le sole patologie cardiovascolari si spendono 15 miliardi di euro l’anno, quasi il doppio dei 7 miliardi di euro spese nelle cure contro il cancro.

Qual è il regime alimentare che più ci mette al riparo dall’obesità e al contempo tutela l’ambiente? La Doppia Piramide Alimentare Ambientale messa a punto dalla BCFN, un modello grafico che alla classica piramide alimentare della Dieta Mediterranea affianca una nuova piramide capovolta in cui gli alimenti vengono classificati in base alla loro impronta ecologica (Ecological Footprint), ossia l’impatto che la loro produzione può avere sull’ambiente. Un regime, questo, che non si rivolge solamente agli adulti: sono anzi i bambini che dovrebbero seguire una dieta basata su alimenti di origine vegetale: cereali (soprattutto integrali, ricchi di fibra e componenti protettivi), frutta e verdura. E poi, a seguire, legumi, latte e derivati, uova, carne e pesce.

In età adulta, la doppia piramide evidenzia che la Dieta Mediterranea permette di adottare un’alimentazione sostenibile, coerente con la piramide ecologica. L’invito è quello di consumare più frutta e ortaggi, per poi salire verso i cereali, i legumi, l’olio extra vergine di oliva e i latticini. Nella parte superiore della piramide si trovano carne rossa, dolci, formaggi, carni bianche, pesce e uova.

Quali sono le regole per una dieta sana e sostenibile? Scegliere prevalentemente alimenti di origine vegetale, variare la propria alimentazione, mangiare ogni giorno cinque porzioni di frutta e verdura, scegliere prodotti stagionali e locali, usare ingredienti freschi, limitare il consumo di alimenti trasformati e di bevande dolcificate e aumentare quello di cereali integrali e legumi, ridurre il consumo di carni rosse e trasformate, scegliere pesci provenienti da pesca sostenibile e prodotti che provengono da animali allevati a terra, liberi di muoversi.

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