Re Carlo di fronte al più grande “errore del suo Regno” dopo la decisione

Buckingham Palace verso una nuova era: Re Carlo non ci abiterà mai. Ma potrebbe essere il più grande "errore del suo Regno"

Foto di Serena De Filippi

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

Per quasi due secoli e mezzo è stata la casa dei monarchi britannici. Da Vittoria a Elisabetta II, ogni Sovrano ha messo piede tra quelle stanze sterminate e ne ha fatto, anche solo simbolicamente, il proprio quartier generale. Ora la storia cambia, dopo la scelta clamorosa di Carlo: Buckingham Palace non è più la residenza ufficiale del Monarca, ma si appresta a diventare un complesso aperto al pubblico.

Una scelta che ha già spaccato  l’opinione pubblica a metà e che, secondo alcuni osservatori, rischia di passare alla storia come uno degli errori più grandi del Regno di Carlo. La domanda, in fondo, è una sola: ha senso che il Re d’Inghilterra non viva nel palazzo che il mondo intero identifica con la Monarchia?

Re Carlo, cosa cambia per Buckingham Palace dopo la sua scelta

Re Carlo non ha mai amato Buckingham Palace. Lo ha sempre vissuto come un luogo troppo vasto, troppo cerimoniale, lontanissimo dall’atmosfera familiare che invece respira nelle sue residenze del cuore: Clarence House a Londra, Highgrove nella campagna del Gloucestershire, Birkhall in Scozia. E del resto la stessa Regina Elisabetta II, secondo gli ex membri dello staff, non si era mai trovata davvero a casa tra quelle pareti.

Darren McGrady, chef Reale per quindici anni, lo ha raccontato senza filtri: “Non le è mai piaciuto molto il palazzo, è sempre stato l’ufficio della Regina. La Regina correva sempre al Castello di Windsor, non vedeva l’ora di tornarci”. Anche la madre della Regina, Elizabeth Bowes-Lyon, avrebbe preferito restare a Clarence House dopo l’incoronazione del 1953. A insistere fu il primo ministro Winston Churchill: per il prestigio della Corona, la sede non poteva essere altro che Buckingham Palace. Erano altri tempi, evidentemente.

Oggi Carlo e Camilla non hanno alcuna intenzione di trasferirsi con tutto lo staff in un palazzo da 775 stanze che richiede una macchina organizzativa enorme solo per essere abitato. A questo si aggiunge anche un nodo di sicurezza: la presenza del Re renderebbe più complicata l’apertura al pubblico, oggi tra le voci di bilancio più importanti per il mantenimento della struttura. Un portavoce ha messo nero su bianco la nuova linea: l’edificio “continuerà, in ogni suo aspetto tradizionale, a essere il cuore pulsante della Monarchia, ma non più la sua sede permanente”.

Ma per molti inglesi sarebbe un errore

Ed è proprio qui che si apre la frattura. Diversi sondaggi lanciati dai principali quotidiani britannici nelle ultime ore raccontano un’opinione pubblica spaccata, ma con una maggioranza significativa che vorrebbe vedere Carlo – o quantomeno William, in futuro – risiedere stabilmente a Buckingham Palace. Perché? Le motivazioni sono diverse, ma tutte ruotano attorno allo stesso concetto: per i britannici, e in parte anche per il pubblico internazionale, Buckingham Palace è la Monarchia.

C’è chi sostiene, peraltro, che la decisione non riguardi soltanto Carlo. Il Principe William ha sempre lasciato intendere di non voler trasferire la famiglia a Buckingham Palace. Quando salirà al Trono, è probabile che proseguirà sulla linea paterna: una continuità che alcuni vedono come una svolta moderna e necessaria; altri, invece, come la fine di un’epoca. Persino del prestigio della Monarchia stessa. Ma questo sarà il tempo a dirlo.