Per la maggior parte delle persone, i giorni che precedono le ferie servono a svuotare la casella di posta e comprare la crema solare. Per Re Carlo, quest’anno, sono serviti a nominare un primo ministro.
Prima di potersi concedere il ritiro estivo tra i monti e i fiumi di Scozia, il sovrano ha dovuto assolvere quello che è, senza ombra di dubbio, l’ultimo, cruciale dovere della sua estate: ricevere le dimissioni di Keir Starmer e affidare ad Andy Burnham l’incarico di formare un nuovo governo. Tutto il resto, Balmoral compresa, poteva ahinoi aspettare.
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Re Carlo, un primo ministro prima delle valigie
La cerimonia si è svolta lunedì 20 luglio a Buckingham Palace, secondo il copione che la monarchia britannica ripete da secoli e che Carlo, in appena quattro anni di regno, conosce ormai a memoria: Burnham è il quarto primo ministro della sua era, e per la terza volta il Re ha officiato personalmente il passaggio di consegne.
Un ritmo notevole, in un Paese dove i governi in teoria durerebbero fino a cinque anni. Di questo passo Carlo supererebbe entro il 2037 il record della madre, che di primi ministri ne ha collezionati quindici. In settant’anni di regno, però.
Il rito dei venti minuti
Il protocollo è una piccola coreografia che si consuma in una ventina di minuti. Starmer si è presentato a palazzo per l’udienza di congedo e ha rassegnato formalmente le dimissioni. Poco dopo è arrivato Burnham, accompagnato dalla moglie Marie-France, e il Re gli ha chiesto di formare un nuovo governo.
Non è una scena de Il Padrino, ma il momento conserva il nome storico di kissing of hands, il bacio delle mani, anche se oggi ci si limita a un inchino e a una stretta di mano. Quello che i due si dicono nella sala delle udienze resta privato: nessun altro è ammesso nella stanza.
Curioso il dettaglio, riportato sempre dai tabloid inglesi, che il sovrano e il cosiddetto King of the North, il Re del Nord, come Burnham è soprannominato dai tempi in cui era sindaco di Manchester, si conoscerebbero da anni: le foto insieme risalgono almeno al 2009. Una bella citazione di Game of Thrones.
Il precedente di Balmoral
A voler essere precisi, la vacanza non sarebbe stata un ostacolo tecnico. La regina Elisabetta nominò Liz Truss direttamente a Balmoral nel settembre 2022, in quel caso per via della salute ormai fragile: morì appena due giorni dopo aver compiuto il suo ultimo atto costituzionale.
E nel 1908 Edoardo VII, in villeggiatura a Biarritz, convocò Herbert Asquith in Francia via nave e treno, perché interrompere le vacanze del Re era evidentemente fuori discussione anche allora. Carlo ha scelto la strada opposta: prima il dovere, poi le valigie.
Un sovrano che non sa rallentare
Secondo gli insider, convincere il Re a diminuire i ritmi sarebbe uno dei mestieri più difficili a palazzo, un’impresa in cui persino la regina Camilla farebbe fatica.
Nonostante le cure oncologiche ancora in corso, Carlo ha mantenuto un’agenda fittissima per tutta l’estate: dopo la nomina di Burnham ha proseguito con gli impegni pubblici, inclusa l’apertura dei Giochi del Commonwealth a Glasgow il 23 luglio.
Solo a quel punto si è aperta la strada verso la Scozia, dove il sovrano trascorre tradizionalmente le settimane centrali dell’estate. Con un nuovo inquilino a Downing Street, al ritorno lo aspettano le udienze settimanali con un interlocutore tutto da conoscere: il quarto in quattro anni.