Re Carlo, il vero piano per gestire il problema Harry dopo le dichiarazioni di riconciliazione

Harry vorrebbe riconciliarsi con la famiglia ma Re Carlo ha in mente già un piano per gestire la situazione delicata degli ultimi mesi

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Martina Dessì

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Non c’è più Megxit che tenga. Il figlio minore di Re Carlo, Harry, ha scelto le pagine patinate di una rivista per lanciare il suo messaggio di pace: a 42 anni, rientrato in Gran Bretagna ad agosto con Meghan Markle e i due bambini, il Duca di Sussex giura che la riconciliazione con il padre e con il fratello viene prima di tutto. Ma le regole del gioco non permettono di barare, perché dietro ogni mossa si nasconde una strategia studiata al millimetro, con tempi e silenzi decisi da chi siede sul Trono.

Principe Harry, la riconciliazione con la Famiglia Reale

A Palazzo un’intervista così viene analizzata riga dopo riga. Harry ha rievocato il dolore per la perdita della sua mamma, Lady Diana, quando aveva appena 12 anni. Ha raccontato con un filo di commozione che i figli adorano la nuova scuola inglese, poi ha ammesso che certe cicatrici restano per sempre, invitando tutti a voltare pagina.

Ma secondo il Principe, ancora ben lontano dal contenersi, qualcuno rema contro la pace nella Famiglia Reale, mentre lui desidera con tutto sé stesso che le cose si sistemino. Il suo portavoce si è affrettato a precisare che nessun parente, William compreso, era nel mirino.

Gli esperti di reputazione leggono la vicenda con occhi ancora più severi. Eric Schiffer, alla guida di Reputation Management Consultants, su Newsweek ha indicato negli affari dei Sussex il macigno più pesante sulla strada del disgelo. Chi spera di riconquistare la stima di parenti sospettosi, è il suo ragionamento, dovrebbe muoversi in punta di piedi, lontano da copertine patinate e pose da star. A pesare c’è anche il compenso che, secondo le indiscrezioni, avrebbe accompagnato l’intervista rilasciata a GQ: circa 250.000 dollari, poco meno di 187.000 sterline.

Re Carlo e Buckingham Palace: il piano svelato dal biografo Andrew Lownie

Il verdetto di Andrew Lownie, biografo che da anni conosce a memoria i segreti dei Windsor, è però gelido: Harry si illude parecchio se immagina che le porte siano spalancate per lui.

Secondo Lownie, il Palazzo avrebbe adottato una linea fredda e ponderata: lasciare al Principe tutto lo spazio che desidera, aspettando che siano le sue stesse mosse a metterlo nei guai. Ecco il vero piano di Re Carlo: una tattica d’attesa, paziente, che tiene il Sovrano lontano dalle polemiche mentre il figlio, intervista dopo intervista, rischia di inciampare da solo. Funziona come certi interrogatori, dove vince chi sa aspettare.

Infine i pezzi del puzzle sono questi: un padre che ha rivisto il figlio solo di recente, dopo una lunga lontananza; un’istituzione che pesa ogni parola stampata, abituata da secoli a ragionare in termini di sopravvivenza. E poi il Principe William, con cui Harry, a quanto risulta, scambia pochissime parole da anni.

Ma chi farà la prima mossa? Il Duca di Sussex ha teso la mano, a modo suo e davanti a una telecamera. Il Re, per ora, osserva e tace. E in certe famiglie, proprio come nei gialli più intricati, il silenzio è la risposta più eloquente.