Gli anni Ottanta dettano ancora tendenza: tutto sull’estetica Glamoratti che sta spopolando nel 2026

A colpi di drammaticità, tinte forti e silhouette sfacciate, gli anni Ottanta sono tornati a regnare nel 2026 ma in una nuova versione raffinata: il Glamoratti spiegato dalle passerelle di stagione

Foto di Sara Iaccino

Sara Iaccino

Beauty e Fashion Editor

Make-up artist e amante della scrittura, ha lavorato come Beauty e Fashion Editor per vari magazine con l'obiettivo di unire le sue passioni in una sola professione.

Pubblicato:

Chiedi all'AI

No, non è ancora giunto il tempo del ritorno all’essenzialità. Allo scoccar del nuovo anno è parso chiaro: è definitivamente arrivato il momento di fare le cose in grande, come se finora avesse regnato il quiet luxury, d’altra parte. E, in materia di eccessi, quale epoca potrebbe incarnarli meglio degli anni Ottanta?

Guardando alla storia della moda, nell’immaginario collettivo i mitici Eighties sono identificabili in quel mix ben poco calibrato di eccentricità, volumi esasperati e colori audaci, cristallizzati in spalline imbottite, logomania, finiture laccate e nuances neon. Erano anni in cui vigeva un certo ottimismo, in cui impazzava il consumismo. Si spaziava con grande disinvoltura dal rigoroso power dressing alla classica tenuta sportiva leggings-scaldamuscoli, il che oggi non potrebbe essere più cool.

Tra nuove tendenze dal sapore retrò e altissimi picchi di nostalgia, gli indizi giacevano disseminati qua e là da mesi e del resto Pinterest Predicts 2026 ce lo aveva confermato: il panorama fashion attuale ha riavvolto il nastro di ben trentasei anni, risvegliando i capisaldi di un tempo finito ma con una nuova identità glamour. Capiamone di più insieme.

È Glamoratti mania, torna l’era degli eccessi: gli anni Ottanta sono (di nuovo) qui

È difficile individuare con esattezza quale sia stato il primo segnale di rinascita dello stile anni Ottanta: forse è stato quando sui red carpet più prestigiosi hanno iniziato a sfilare ampi tailleur dalle linee squadrate al posto degli abiti da sera, forse quando gli scaldamuscoli sono tornati a coprire sneakers e ballerine a mo’ di appendici super trendy. Forse, piuttosto, quando il corporate-core ha preso piede tanto da fuoriuscire dagli uffici e popolare le strade delle grandi capitali della moda.

Se l’origine resta tuttora inafferrabile, di certo la direzione delle tendenze è apparsa chiara quando in passerella Saint Laurent, Mugler, Stella McCartney e Chloé hanno proposto colori sgargianti, bluse con fiocco al collo e giacche dalle spalle così affilate da tagliare l’aria.

A 2026 inoltrato c’è un evidente desiderio di silhouette che occupano spazio, di gioielli che si rifiutano di scomparire nell’equilibrio silenzioso di un look e di texture che brillano anziché nascondersi. Persino le più tradizionali, cupe tinte invernali hanno ceduto il posto a sfumature vive e squillanti, strizzando l’occhio al revival degli eccessi, pur filtrato attraverso la lente della modernità.

Ebbene, tutto questo ha un nome: si chiama Glamoratti questa nuova estetica in perfetto equilibrio tra smodato e portabile, tra ieri e oggi. Non si parla di glamour sproporzionato, di travestimento, ma di una nuova concezione di eleganza volutamente bold, insaporita dal giusto tocco di esuberanza.

Abbiamo a che fare con un’allure che trae diretta ispirazione alla sartorialità impeccabile che ha caratterizzato il lusso degli Eighties, dove lo stile era una vera e propria leva.

Al tempo le proporzioni erano infatti direttamente collegate all’influenza: spalle larghe, strutture accentuate e texture scintillanti si coniugavano per proiettare autorevolezza a colpo d’occhio. Nel 2026 stiamo prendendo in prestito questi stessi codici visivi, e la nostalgia è solo un sottofondo. Non si tratta di una becera imitazione, ma di un nuovo approccio a quel tipo di drammaticità.

Gli abiti sartoriali sono ancora quelli classici, sì, ma ora si portano di ben tre taglie — e oltre — in più. Lo scollo ad imbuto, possibilmente scultoreo e teatrale, è il segno distintivo dei capispalla di stagione e della maglieria più cool. E gli accessori? Non resta che indovinare, è molto facile. Massici, d’oro, audaci.

A suggerire tutto questo, mesi addietro, era stato l’aumento vertiginoso di ricerche come “lusso anni 80” (+225%), “completo baggy” (+90%), “cintura chunky” (+65%), “giacca a collo alto” (+60%) e “bracciale dorato” (+50%).

In poche parole: lo stile guida a mettere d’accordo Gen Z e Millennials quest’anno è assolutamente massimalista, tocca arrendersi alla grandiosità senza resistenza alcuna. Tentare di opporsi sarebbe uno sforzo pressocché inutile e poi diciamocelo, è decisamente l’ora di tirare fuori un po’ di grinta. Quando? A tutte le ore del giorno, e della notte.

Tutti i must-have dell’estetica Glamoratti che non dovresti farti sfuggire

Meno è meglio? Non oggi. Era scritto nelle stelle, o se non altro sulle passerelle senza dubbio, che il Glamoratti sarebbe presto divenuto uno dei codici chiave nella moda delle stagioni a venire.

Bastava osservare meglio i capispalla strutturati e le bluse dalle spalle statement di Saint Laurent, come pure le vistose pellicce di Fendi o gli audaci coordinati animalier di Chanel: in una visione d’insieme, è la silhouette a rivestire il ruolo della assoluta protagonista ed è proprio su di lei che conviene puntare per far entrare il glamour nel proprio guardaroba.

Blazer, cappotti e chiodi di pelle hanno assunto per l’occasione inediti profili aguzzi, la cui apparenza d’impatto si è vista smorzata già in pedana grazie a capi più rilassati al di sotto — dai pantaloni a gamba larga alle gonne a matita lisce e classiche — che non è affatto difficile reperire nel proprio armadio.

Tra i must-have su cui mettere gli occhi brillano un po’ più di altri i tailleur, da scegliere in tinta unita oppure gessati, a patto che vantino spalline rinforzate, squadrate, e linee spiccatamente sciancrate.

Una menzione d’onore la meritano poi i tessuti, che da loro bastano a richiamare il lusso più sconfinato. Come moda insegna si punta tutto sul raso, sul velluto, sul lamé e sulla pelle lucida, il tutto condito da una generosa quantità di paillettes. Largo spazio, perciò, agli slip dress, alle gonne sottoveste ed alle camicie in satin.

In quanto ai colori, invece, restano in vetta il nero, il crema, il caffè ed il bianco ma vi si affiancano con decisione l’arancione, il rosso sangue, il blu notte, il verde smeraldo, il viola e l’oro. E, per chi se la sente, dalla zebra alla tigre, l’animalier è decisamente il benvenuto.

Il tocco finale? Sempre, rigorosamente, dei gioielli appariscenti: degli orecchini oversize, un bracciale dorato, una spilla preziosa appuntata sul bavero del capospalla. L’obiettivo non è più omologarsi, ma esagerare.