Benefici e controindicazioni del training autogeno

Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento dai numerosi benefici, ma che ha anche delle controindicazioni: scopri di più

Il training autogeno è un metodo di auto-distensione che va ad agire sulla mente e sul corpo e può rappresentare un valido supporto in caso di situazioni pesanti, di agitazione, ansia e di tensione. Si tratta di una tecnica molto diffusa, che si basa sulla connessione corporea tra stati psichici ed emozionali in particolare, con gli aspetti somatici dell’individuo. Il training autogeno vanta numerosi ambiti di applicazione. In questa guida, ecco una panoramica per capire cos’è e quali benefici porta.

Training autogeno cos’è

Già la parola stessa ci racconta molto di questa famosa tecnica di rilassamento. “Training” (allenamento, in italiano), seguito dal termine “autogeno”, formato da “auto”, che viene dal greco autos (sé stessi) e dal suffisso genous (prodotto da), che indica qualcosa che si genera da sé. Il nome è stato attribuito da Johannes Heinrich Schultz, un medico e neuro-psichiatra tedesco, per delineare l’originale metodo da lui ideato e menzionato per la prima volta nel 1932 nel libro “Das autogene Training”.

A partire dalle tecniche ipnotiche e, soprattutto, dagli studi sul sonno di Oskar Vogt, Schultz realizzò una pratica che, a differenza di altre, assegnava al soggetto-paziente una funzione più attiva ed autonoma dal terapista nel conseguimento dello stato di rilassamento. Il training autogeno è, del resto, una pratica legata allo sviluppo dell’immaginazione. È stato, infatti, attestato che le nostre idee e le nostre immagini mentali, vanno ad incidere sulle nostre sensazioni fisiche, sul nostro umore e sul nostro stato emotivo. Tutti abbiamo impresse nella mente, immagini, concetti, visioni che creano emozioni positive e altre molto negative.

Training autogeno: come funziona

Si tratta di un allenamento mirato che opera sul complesso equilibrio tra mente e corpo, aiutando a liberare e dare sollievo alla mente quando è soggetta alle più svariate pressioni psichiche. Il training autogeno contempla la ripetizione di visualizzazioni mentali che conducono ad un rilassamento psicofisico. Il procedimento avviene prima in forma guidata, poi, pian piano, autonomamente. Un metodo che allena a generare una sensazione di calore e di pesantezza in tutto il tuo corpo, portando, così, a sperimentare un intenso stato di rilassamento fisico che incoraggia sia la salute fisica che la pace mentale.

I benefici del training autogeno

Il training autogeno fornisce un approccio che lavora su più piani. Dal punto di vista psicologico, può esserti di aiuto per indagare sull’origine delle reazioni negative e può fornirti una chiave di lettura per elaborare alcuni vissuti psicologici ed esperienze recondite che potrebbero averle generate. Dal punto di vista fisico è pensato per donare uno stato di benessere generale; mentre dal punto di vista fisiologico, agisce sul sistema nervoso vegetativo e su quello endocrino.

Il training autogeno è noto e utilizzato in tutto il mondo e impiegato in ambito sportivo, lavorativo, medico, artistico, individuale. Tra i numerosi benefici, si tratta di una pratica che, oltre ad offrirti la possibilità di indurti alla calma, al rilassamento e all’autocontrollo, ti porta ad autoregolare le funzioni corporee involontarie (nell’apparato cardiocircolatorio, respiratorio e viscerale), migliorare la concentrazione e la memoria, trasformare la percezione del dolore.

Training autogeno: esercizi

Gli esercizi di training autogeno inferiore da ripetere con frequenza sono sei ed è necessario un riscaldamento preventivo.

  • Esercizio della pesantezza: ha lo scopo di rilassare tutta la muscolatura per far fronte alle tensioni muscolari che provocano emicrania, dolore alle spalle o alla cervicale.
  • Esercizio del calore: ha come fine, l’induzione di una sensazione di calore per migliorare la circolazione periferica.
  • Esercizio del cuore per regolarizzare l’attività cardiaca.
  • Esercizio della respirazione: bisogna ripetere che il proprio respiro è regolare e tranquillo. Una modalità con la quale il training autogeno riesce ad agire sugli stati di ansia e iperventilazione, sugli attacchi di panico, etc.
  • Esercizio del plesso solare: è pensato per aumentare il flusso sanguigno che ha proprietà calmanti e sedative sul corpo. Questa attività di training autogeno è utile per dormire meglio, ottimizzando la qualità del sonno.
  • Esercizio della fronte fresca per migliorare la concentrazione, l’attenzione e la memoria.

Gli esercizi di training autogeno superiore, invece, vanno ad agire più direttamente sulla psiche e sull’inconscio per arrivare ad una più profonda autoconoscenza, evidenziando le insicurezze più profonde e mettendo in rilievo quelle potenzialità nascoste del tuo Io, che non conoscevi.

Training autogeno: controindicazioni

Il training autogeno è sconsigliato per persone con problemi cardiaci (ad esempio chi ha avuto recenti episodi di infarto miocardico), persone con disturbi psicotici, bambini con età inferiore ai 5 anni, pazienti i cui sintomi non possono essere monitorati. Va, inoltre, considerato che alcuni soggetti potranno praticare taluni esercizi ed evitarne atri specifici, quando si hanno delle condizioni che possono inficiare l’azione del training autogeno o interferire con una malattia. Come avrete capito, praticando con convinzione e costanza il training autogeno, si può arrivare ad un vero e proprio cambiamento importante nel tempo, che ti accompagnerà nel corso della tua vita e nelle situazioni più diverse.

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