Non riesci a concentrarti? Occhio al “brain fog”

Se ti senti annebbiata i motivi potrebbero essere svariati e la scienza li ha analizzati attentamente

Ci sono momenti in cui abbiamo la sensazione che la nostra mente sia avvolta da una fitta nebbia. Siamo fiacche, distratte e non riusciamo a produrre nulla, né a completare un ragionamento. Il fenomeno è noto alla scienza e viene appunto chiamato “brain fog”, che si traduce in italiano in “annebbiamento mentale”.

Non si tratta per ora di una condizione medica riconosciuta, ma solo di un sintomo che è ancora oggetto di studi. Lo ha confermato il neurologo statunitense David Perlmutter, professore dell’Università di Miami e presidente dell’associazione The Better Brain Foundation: “Questo malessere si manifesta con un calo drastico dei livelli di attenzione e conseguente difficoltà di pianificazione, elaborazione e motivazione”. E a provocarlo possono contribuire diversi fattori.

Il principale di essi è l’effetto collaterale di alcuni medicinali, specie se si tratta di farmaci che intervengono sul sonno, sulla pressione sanguigna, sui disturbi dell’umore o sul colesterolo. Se ci sentiamo “annebbiate” nel corso di una cura del genere, dobbiamo immediatamente parlarne con il nostro medico: potrebbe trovare una soluzione più adatta a noi.

Più ancora di depressione e ansia, dunque, proprio il sonno problematico è una delle cause più frequenti di brain fog. Mentre dormiamo i ricordi si spostano infatti nella memoria a lungo termine da una zona più fragile del cervello. Riposarsi male interviene dunque sulla corteccia prefrontale, responsabile di memoria, processi decisionali, capacità di interagire con gli altri. Un lungo periodo di sonno accidentato può addirittura assottigliare la corteccia prefrontale, annebbiandoci il cervello. Per aiutarlo, dunque, dobbiamo costringerci a dormire 7-8 ore a notte, magari aiutandoci con massaggi, meditazione o anche solo un bagno caldo.

Per prevenire il problema un altro utile accorgimento è quello di intervenire sulla nostra dieta. “Il cervello assomma solo il 2-4% del peso corporeo, ma consuma fino al 25% del nostro intero fabbisogno energetico. Per ricaricarlo nel modo migliore servono numerosissimi micronutrienti come vitamine e minerali. Ecco perché livelli insufficienti di vitamina B12 e D possono nuocere al nostro cervello”, ha spiegato il professor Perlmutter.

Esistono infine correlazioni tra alcune malattie croniche e il brain fog (fibromialgia, artrite reumatoide, problemi di tiroide) e la medicina sta studiando soluzioni. Anche in questo caso, però, pare che sia il sonno la causa dell’annebbiamento: la malattia influenza il nostro modo di dormire, con effetti sulla lucidità mentale.

In attesa di cure definitive, quindi, quello che possiamo fare è aiutare noi stesse e la nostra concentrazione intervenendo sul nostro stile di vita. Specie se non lascia il giusto spazio a un corretto riposo.

Non riesci a concentrarti? Occhio al “brain fog”