Il cibo fermentato fa bene. Quello che c’è da sapere

Le informazioni sul cibo fermentato non sono sempre chiare e corrette. Non tutti sanno, ad esempio, che i batteri che si producono possono aiutare il sonno

Le informazioni principali sul cibo fermatato riguardano i benefici che si possono ottenere consumando alimenti con questa particolare tecnica di trasformazione. Non si tratta di una scoperta recente, ma di andare indietro nel tempo per capire come già in epoche passate si fossero intuiti i vantaggi legati alla fermentazione degli alimenti. In particolar modo il sistema immunitario trae beneficio dai batteri buoni che si formano nei cibi fermentati. Ma non solo: anche l’apparato digerente, la qualità della pelle e quella del sonno sono aspetti non marginali legati al consumo di alimenti sottoposti a fermentazione.

In altre culture alimentari il cibo fermentato è particolarmente diffuso. In Giappone, ad esempio si consumano le umeboshi, ovvero le prugne in salamoia, oppure il miso o il tempeh che sono derivati della soia fermentata. Il miso viene servito in zuppa alla mattina per colazione in Giappone. In Corea del Sud è molto apprezzato il kimchi, il cavolo fermentato che aiuta il sistema digerente in tutte le sue funzioni. Insomma, altre culture hanno sperimentato da tempo i benefici provocati dagli alimenti fermentati e li stanno riproponendo nei loro piatti con l’obiettivo di unire il buono al salutare: connubio non sempre così scontato in cucina, ma molto efficace nel campo della nutrizione.

Ci sono poi utili informazioni sul cibo fermentato che è meglio avere per sfruttare nel miglior modo possibile i benefici che si producono dal suo consumo. Una volta che si è capito in che cosa consiste la fermentazione, è importante sapere che il sale migliore da utilizzare è quello marino, non iodato, nè raffinato. Un sale grezzo, sia grosso che fino, è l’ideale. Non utilizzare l’acqua del rubinetto in quanto il cloro presente impedisce ai batteri benefici di avviare la fermentazione. Il cibo fermentato, per riceverne tutti i benefici, va consumato crudo e a temperatura ambiente in quanto la cottura disattiva i fermenti.

Gli alimenti fermentati, oltre a migliorare la digestione, modificano il ph degli organi rendendolo più equilibrato: questo permette una migliore efficienza e una maggiore longevità. La flora batterica viene poi ripristinata in modo corretto. Le verdure sono il cibo che si adatta più facilmente a questo tipo di conservazione. È importante schiacciare bene la verdura, compattarla ed evitare che all’interno del barattolo resti imprigionata dell’aria. I crauti sono, ad esempio, una delle verdure che più di altre viene fatta fermentare.

Il cibo fermentato fa bene. Quello che c’è da sapere