Gratitudine: benefici e come si pratica

Come si sviluppa e nutre il sentimento di gratitudine e quali sono i metodi per praticarla nel migliore dei modi

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Benefici

Il senso di gratitudine significa soprattutto pienezza e armonia. Provarlo verso la vita in generale garantisce un comportamento positivo ed efficiente. In altre parole, sentendosi grati/e per la vita, si riesce a provare un senso di riconoscimento per l’essere al mondo e si tiene in grande considerazione il nostro potere personale, usato in senso pieno. Ogni azione acquista un significato vivo e tutto diventa davvero possibile e reale. Chi vive una sensazione di gratitudine ha un senso di contentezza, intesa come contenimento, gioia, voglia di sentirsi bene con se stessi/e. I grazie che partono dritti dal cuore hanno effetti davvero positivi su tutto l’organismo. I processi cognitivi migliorano e diminuisce lo stress, si gestisce meglio il nervosismo e l’ansia. La gratitudine ricaccia via anche emozioni tossiche come l’invidia e il risentimento e ci permette di vivere meglio le nostre relazioni sociali e affrontare qualsiasi accadimento. Anche se qualcuno sul breve periodo ci fa male, possiamo e dobbiamo mettere dei confini, ma senza ferire a nostra volta, in quanto nella prospettiva di medio o lungo periodo sappiamo che dal dolore si riesce a imparare e che procurarne altro non ci fa sviluppare gratitudine e pienezza ma ci manda nella direzione del senso di colpa. Se si mantiene gratitudine verso quel che si possiede non si rischia di sviluppare materialismo eccessivo e attaccamento, si vive meglio. Oltre al nostro rapporto con le cose che possediamo, la gratitudine ci mette in ottima relazione anche con i ricordi, il modo in cui ripercorriamo mentalmente la nostra storia autobiografica.

La gratitudine in altre parole ci fa sentire bene, ci garantisce rilassamento, aumenta la nostra autostima, rende migliore la relazione che abbiamo con noi stessi/e e di conseguenza con gli altri. Le persone hanno maggiore voglia di spendere tempo in presenza di chi sa praticare la gratitudine e si crea un circolo virtuoso per cui andiamo ad attrarre persone simili al nostro andamento mentale ed emotivo.

Come si pratica

La gratitudine e l’osservazione vanno a braccetto. Se si sta rinchiusi nei propri pensieri diventa davvero difficile poter godere delle cose che ci circondano e ci si riferisce a un tramonto, un’alba, il colore delle foglie, un pasto. Tutto ci potrebbe dare occasione di gioia e gratitudine, se restiamo aperti/e alla vita. Per praticare la gratitudine si dovrebbe andare verso una visione differente anche della ricchezza: essere pieni/e significa avere dei talenti che si apprezzano e che si vuole vengano rispettati. Il momento presente rimane sempre la via d’accesso alla gratitudine. Se si vive nel passato o nel futuro diventa molto difficile non vivere la gratitudine con rimpianto o con ansia o aspettative. Il presente resta la porta da cui entra la voglia di essere felici e sereni.

Un ottimo esercizio sta nella scrittura: scrivi qualcosa di bello che esiste nella tua vita, che sia in relazione alla tua famiglia o ai tuoi amici o al lavoro o ai traguardi. Altro grande esercizio: prima di addormentarti, menziona, se vuoi anche ad alta voce, 3 cose per cui sei grata/o; al risveglio lo stato d’animo cambia. Iniziare qualcosa di nuovo spesso rafforza la gratitudine. Allenarsi, mangiare qualcosa di diverso, frequentare persone nuove. Non si deve stare con le mani in mano ad aspettare che le cose cambino, ma si deve entrare nel nuovo, non disperdere troppo tempo ed energia concentrandoci su cose che non possono essere cambiate. Concentrarci sulle cose su cui abbiamo potere diventa un ottimo modo per dare una svolta nel senso della gratitudine.

I nemici della gratitudine

La vita rimanda immediatamente la gratitudine indietro. Chi si piange addosso ha tutti i motivi per farlo e continuare a farlo in quanto vibra su una frequenza bassa. Vedere la meraviglia che ci circonda dipende anche dalle persone che decidiamo di frequentare. Il lamento caccia via la gratitudine con forza. Se vediamo quel che va male il nostro sguardo resta ristretto e siamo recettivi solo verso da quel che rimane cupo e pesante. Certo, se ci sono dei momenti in cui ci sembra che tutto vada male, diventa difficile mantenere un assetto positivo, ma ci sono buoni metodi per ripartire. Abbiamo tutti una certa forma di resilienza, una certa via elastica per investire nel futuro e avere speranza in base alle cose che vogliamo. A volte fermarsi significa trovare la forza per partire in modo diverso. Anche se stiamo vivendo una separazione a livello sentimentale, a volte la distanza conferisce nuova forza all’unione che si vive.

Dovremmo sempre cercare di tenere a bada l’ansia di controllo, che rappresenta la principale nemica della gratitudine. Se controllo, creo ansia e aspettativa. Posso solo controllare e osservare come vivo qualcosa, come focalizzo il mio grado di attenzione. L’abitudine rappresenta un altro grande nemico della gratitudine. Se faccio sempre le stesse cose ottengo sempre gli stessi risultati. Se non mi rendo io prima di tutto responsabile delle mie azioni, purtroppo tendo sempre a vivere le singole giornate in modo poco produttivo e luminoso. Dovremmo gestire tutto cercando di non alimentare la frustrazione e sentirsi padroni delle proprie giornate significa vivere nella direzione della gratitudine, fuori dalla rabbia, dai dolori e dalla tristezza.

Elisa Cappelli Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Gratitudine: benefici e come si pratica