Arancio amaro

E’ una pianta legnosa le cui dimensioni variano da piccolo arbusto ad albero alto fino 5 m; originaria dell’Himalaja è coltivata in tutta l’area mediterranea. I fiori e le foglie si raccolgono separatamente, al momento della fioritura, evitando i relativi piccioli; la scorza del frutto si ottiene sbucciandolo verde non ancora maturo.

Le preparazioni ottenute dalla scorza dell’arancio amaro hanno proprietà aperitive, digestive e antispasmodiche nei dolori di stomaco. L’infuso di foglie è leggermente sedativo e antispasmodico. Dai fiori freschi si ottiene un’acqua distillata aromatica utile anche nelle preparazioni cosmetiche decongestionanti. I tre oli essenziali dell’arancio amaro, assieme a quello di bergamotto e limone formano la base della storica "Acqua di Colonia".
 

 Altri nomi:   Arancio selvatico, Chinotto 
 Parti usate:  
fiori (neroli), foglie (petit-grain) e scorza del frutto 
 Principi attivi:  
olio essenziale (della scorza, delle foglie, dei fiori) esperidina, limonina 
 Proprietà:  
aperitiva, digestiva, aromatica, sedativa, antispasmodica

  • uso interno

Scorza secca del frutto
Per lo stimolare l’appetito, facilitare la digestione
Infuso: 2 g in 100 ml d’acqua. Una tazzina prima o dopo i pasti.
Per i dolori di stomaco
Tintura: 20 g in 100 ml d’alcool di 70° (a macero per 15 giorni). Venti gocce su zucchero o in acqua all’occorrenza. Tintura vinosa: 3 g in 100 ml di vino dolce (a macero per 10 giorni). Un bicchierino dopo i pasti. Elisir: sciogliere 15 g di tintura d’arancio amaro in una miscela di 100 g d’alcool di 95°, 50 g di zucchero e 25 g d’acqua. Un bicchierino dopo i pasti.
Foglie secche
Come sedativo delle funzioni gastriche
Infuso: 2 g in 100 ml d’acqua. Una tazza alla sera prima di coricarsi.
Fiori secchi
Per l’insonnia (dei bambini in particolare)
Infuso: 2 g in 100 ml d’acqua. Una tazza prima di coricarsi. 
 

 

Arancio amaro