Dieta col topinambur: ti sgonfi e tieni a bada il colesterolo

Originario del centro America, il topinambur è un gustoso alleato della forma fisica

Introdurre il topinambur nella propria dieta può rivelarsi una scelta utile ai fini del controllo dei livelli di colesterolo. Questo tubero è un valido alleato anche quando si tratta di combattere il gonfiore addominale. Per essere più precisi, quando si parla del topinambur è bene sottolineare che si tratta della radice dell’Helianthus Tuberosus e che la sua terra d’origine è l’America centrale.

Con una stagione principale che va da ottobre a marzo, il topinambur si contraddistingue per l’importante contenuto di fibre. Per dare qualche numero ricordiamo che 100 grammi di radice garantiscono l’apporto di 1,6 grammi di questi principi nutritivi benefici per la salute.

Le fibre, come ben si sa, sono fondamentali per favorire l’efficienza dell’attività intestinale e, di conseguenza, per combattere la stipsi e il gonfiore addominale da essa causato. Le fibre fanno anche bene al cuore. Includerle nella propria alimentazione aiuta infatti a stabilizzare i livelli di colesterolo cattivo LDL.

I motivi per cui vale la pena inserire il topinambur nella dieta non finiscono certo qui! Come sottolineato dagli esperti di Humanitas, questa radice è contraddistinta pure dalla presenza di vitamina A, uno dei più potenti antiossidanti naturali. Da non trascurare è pure la ricchezza in vitamina C e vitamina E, anch’esse molto utili nella lotta contro i radicali liberi.

Degna di nota è inoltre la presenza di vitamine del gruppo B e di folati in particolare (la loro assunzione è consigliata durante la gestazione per prevenire problematiche a carico del tubo neurale del nascituro, ma anche quando si cerca una gravidanza).

Il topinambur è particolarmente adatto a chi vuole perdere peso per via del suo basso carico glicemico. Il contenuto di glucidi è infatti quasi totalmente caratterizzato da inulina, un polisaccaride la cui assunzione è spesso consigliata nei regimi alimentari ipocalorici.

In linea di massima, l’inclusione del topinambur nella dieta è priva di controindicazioni. In letteratura medica non sono presenti evidenze relative a una sua possibile interazione con farmaci. Fondamentale è comunque non esagerare: in quantità eccessive, l’inulina può infatti provocare effetti fastidiosi, in primis mal di pancia e diarrea.

Prima di iniziare a portarlo in tavola – le ricette utili al proposito sono numerose e vanno dalle chips ai risotti che lo vedono protagonista assieme ad altri ingredienti sfiziosi come la zucca e il gorgonzola – è opportuno consultare il proprio medico curante.

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